'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice

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DANTE ALIGHIERI

COMMEDIA. PARADISO IX


a poi che Carlo tuo, bella Clemenza,                1
m'ebbe chiarito, mi narrò li 'nganni
che ricever dovea la sua semenza;

   ma disse: «Taci e lascia muover li anni»;             4
sì ch'io non posso dir se non che pianto
giusto verrà di retro ai vostri danni.

   E già la vita di quel lume santo                              7
rivolta s'era al Sol che la rïempie
come quel ben ch'a ogne cosa è tanto.

   Ahi anime ingannate e fatture empie,                 10
che da sì fatto ben torcete i cuori,
drizzando in vanità le vostre tempie!

   Ed ecco un altro di quelli splendori                     13
ver' me si fece, e 'l suo voler piacermi
significava nel chiarir di fori.

   Li occhi di Bëatrice, ch'eran fermi                        16
sovra me, come pria, di caro assenso
al mio disio certificato fermi.

   «Deh, metti al mio voler tosto compenso,          19
beato spirto», dissi, «e fammi prova
ch'i' possa in te refletter quel ch'io penso!».

   Onde la luce che m'era ancor nova,                      22
del suo profondo, ond' ella pria cantava,
seguette come a cui di ben far giova:

   «In quella parte de la terra prava                         25
italica che siede tra Rïalto
e le fontane di Brenta e di Piava,

   si leva un colle, e non surge molt' alto,               28
là onde scese già una facella
che fece a la contrada un grande assalto.

   D'una radice nacqui e io ed ella:                           31
Cunizza fui chiamata, e qui refulgo
perché mi vinse il lume d'esta stella;

  ma lietamente a me medesma indulgo                34
la cagion di mia sorte, e non mi noia;
che parria forse forte al vostro vulgo.

   Di questa luculenta e cara gioia                            37
del nostro cielo che più m'è propinqua,
grande fama rimase; e pria che moia,

   questo centesimo anno ancor s'incinqua:          40
vedi se far si dee l'omo eccellente,
sì ch'altra vita la prima relinqua.                                                                                       

   E ciò non pensa la turba presente                        43
che Tagliamento e Adice richiude,
né per esser battuta ancor si pente;
                                                                                       

   ma tosto fia che Padova al palude                       46
cangerà l'acqua che Vincenza bagna,
per essere al dover le genti crude;
                                                                                      

   e dove Sile e Cagnan s'accompagna,                   49
tal signoreggia e va con la testa alta,
che già per lui carpir si fa la ragna.                                                                                       

   Piangerà Feltro ancora la difalta                          52
de l'empio suo pastor, che sarà sconcia
sì, che per simil non s'entrò in malta.
                                                                                      

   Troppo sarebbe larga la bigoncia                        55
che ricevesse il sangue ferrarese,
e stanco chi 'l pesasse a oncia a oncia,

   che donerà questo prete cortese                          58
per mostrarsi di parte; e cotai doni
conformi fieno al viver del paese.

   Sù sono specchi, voi dicete Troni,                        61
onde refulge a noi Dio giudicante;
sì che questi parlar ne paion buoni».

   Qui si tacette; e fecemi sembiante                        64
che fosse ad altro volta, per la rota
in che si mise com' era davante.

   L'altra letizia, che m'era già nota                          67
per cara cosa, mi si fece in vista
qual fin balasso in che lo sol percuota.

   Per letiziar là sù fulgor s'acquista,                       70
sì come riso qui; ma giù s'abbuia
l'ombra di fuor, come la mente è trista.

   «Dio vede tutto, e tuo veder s'inluia»,                 73
diss' io, «beato spirto, sì che nulla
voglia di sé a te puot' esser fuia.

   Dunque la voce tua, che 'l ciel trastulla               76
sempre col canto di quei fuochi pii
che di sei ali facen la coculla,

   perché non satisface a' miei disii?                         79
Già non attendere' io tua dimanda,
s'io m'intuassi, come tu t'inmii».

   «La maggior valle in che l'acqua si spanda»,      82
incominciaro allor le sue parole,
«fuor di quel mar che la terra inghirlanda,

   tra ' discordanti liti contra 'l sole                           85
tanto sen va, che fa meridïano
là dove l'orizzonte pria far suole.

   Di quella valle fu' io litorano                                   88
tra Ebro e Macra, che per cammin corto
parte lo Genovese dal Toscano.

   Ad un occaso quasi e ad un orto                            91
Buggea siede e la terra ond' io fui,
che fé del sangue suo già caldo il porto.

   Folco mi disse quella gente a cui                           94
fu noto il nome mio; e questo cielo
di me s'imprenta, com' io fe' di lui;

   ché più non arse la figlia di Belo,                           97
noiando e a Sicheo e a Creusa,
di me, infin che si convenne al pelo;

   né quella Rodopëa che delusa                               100
fu da Demofoonte, né Alcide
quando Iole nel core ebbe rinchiusa.

   Non però qui si pente, ma si ride,                         103
non de la colpa, ch'a mente non torna,
ma del valor ch'ordinò e provide.

   Qui si rimira ne l'arte ch'addorna                         106
cotanto affetto, e discernesi 'l bene
per che 'l mondo di sù quel di giù torna.

   Ma perché tutte le tue voglie piene                      109
ten porti che son nate in questa spera,
proceder ancor oltre mi convene.

   Tu vuo' saper chi è in questa lumera                   112
che qui appresso me così scintilla
come raggio di sole in acqua mera.

   Or sappi che là entro si tranquilla                        115
Raab; e a nostr' ordine congiunta,
di lei nel sommo grado si sigilla.

   Da questo cielo, in cui l'ombra s'appunta          118
che 'l vostro mondo face, pria ch'altr' alma
del trïunfo di Cristo fu assunta.

   Ben si convenne lei lasciar per palma                 121
in alcun cielo de l'alta vittoria
che s'acquistò con l'una e l'altra palma,

   perch' ella favorò la prima gloria                          124
di Iosüè in su la Terra Santa,
che poco tocca al papa la memoria.

   La tua città, che di colui è pianta                           127
che pria volse le spalle al suo fattore
e di cui è la 'nvidia tanto pianta,

   produce e spande il maladetto fiore                    130
c'ha disvïate le pecore e li agni,
però che fatto ha lupo del pastore.

   Per questo l'Evangelio e i dottor magni              133
son derelitti, e solo ai Decretali
si studia, sì che pare a' lor vivagni.

   A questo intende il papa e ' cardinali;                 136
non vanno i lor pensieri a Nazarette,
là dove Gabrïello aperse l'ali.

  Ma Vaticano e l'altre parti elette                            139
di Roma che son state cimitero
a la milizia che Pietro seguette,

   tosto libere fien de l'avoltero».                              142



Londra, British Library, Yates Thompson 36, fol. 144

Londra, British Library, Yates Thompson 36, fol. 145


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