FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAYAUREO ANELLO ASSOCIAZIONE, 1997-2017: MEDIEVAL: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, SWEET NEW STYLE: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, & GEOFFREY CHAUCER || VICTORIAN: WHITE SILENCE: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || FRANCES TROLLOPE || ABOLITION OF SLAVERY || FLORENCE IN SEPIA  || CITY AND BOOK CONFERENCE PROCEEDINGS I, II, III, IV, V, VI, VII || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || EDITRICE AUREO ANELLO CATALOGUE || UMILTA WEBSITE || RINGOFGOLD WEBSITE || LINGUE/LANGUAGES: ITALIANO, ENGLISH || VITA
New
: Dante vivo || White Silence




LA BADIA FIORENTINA E DANTE

26 NOVEMBRE 2006



Versione italiana
For English version


                 
               
Signorelli, Dante                                               Alinari                                                 Augustus Hare

Oggi parlerò di Dante Alighieri, della Divina Commedia e di Firenze. Giovanni Boccaccio tenne le letture della Commedia di Dante nella Badia Fiorentina proprio perché il giovane Dante visse in una casa che sorgeva accanto a questa chiesa. Durante la sua fanciullezza deve aver udito i monaci che cantavano la Liturgia della Santa Messa e l'Ufficio delle Ore per glorificare Dio, con le Lodi, la Terza, la Sesta, la Nona, i Vespri e la Compieta, come hanno fatto per secoli prima e dopo di lui. E noi stessi possiamo udire questi canti gregoriani e questi salmi in latino intrecciati nelle pagine in italiano del Purgatorio e del Paradiso. In Inferno manca la musica, la musica sacra, in particolare; in quel luogo possiamo udire soltanto rumori, sospiri, grida, urla disperate, i suoni cacofonici di quelli che sono lontani da Dio per propria scelta. Al tempo di Dante questa chiesa, parte di un antico monastero, era molto diversa, anche più bella. Dopo la sua fanciullezza, ma prima di Boccaccio, fu riedificata da Arnolfo di Cambio e raccoglieva numerose e bellissime opere di Giotto con lo sfondo oro che brillava al lume delle candele. La chiesa in epoca più tarda fu trasformata completamente in stile barocco e vi prevaleva il chiaroscuro; fu rimossa la bellissima, tenera Madonna con Bambino di Giotto che era posta sull'altare, un dipinto che sembrava compendiare, come quello di Orsanmichele, le numerosissime similitudini presenti nella Commedia che parlano di una madre, del suo latte, e di un bambino. Il dipinto è ora conservato alla Galleria degli Uffizi: si può sì vedere, ma in un freddo museo.

                 

Giotto                                              Petter Semmerud                            Bruno Vivoli

Dante afferma di aver scritto la sua Commedia in italiano, e non in latino, perché fosse comprensibile non solo ai potenti ma anche alle donne, ai ragazzi, ai poveri, alla sua propria città e all’Italia tutta. Come il Vangelo rivelato agli umili. Come le cantiche di San Francesco. Dante non ha scelto di scrivere una tragedia sui re che fondano il loro agire sul falso potere, ma ha scelto di cantare una commedia, un Magnificat. Egli crea tre cantiche in volgare, dove in cinquecento similitudini sparse in tutto il testo troviamo artigiani e contadini, donne con i loro bambini, un vecchio sarto con l’ago in mano, una madre che dondola la culla del suo bambino, peregrini che vengono da lontano, operai che lavorano in una fornace e tante altre figure tratte dal mondo reale. Dante ricorda il pane di Firenze, che è senza sale ma dura a lungo. L’altrui pane, invece, sa di sale. Non è così dolce, e presto ammuffisce. Nel poema vediamo noi stessi come in uno specchio che riflette anche questa città. Una commedia, osserva Dante, inizia nell’acerbità ma termina nella prosperità. La Divina Commedia è cristiana, non pagana. E' il poema della speranza. E' il poema sacro che trasforma Firenze nella città di Dio. E’ il più famoso poema del mondo.

Dante scrisse la Commedia quando era in esilio da Firenze, ma con la memoria commossa di questa Badia, della piccola e antichissima chiesa irlandese di San Martino, della Torre della Castagna dei Priori, del Bargello (edificato dal padre di Arnolfo di Cambio), del Palazzo del Popolo e del Duomo (entrambi progettati da Arnolfo). Tutte queste opere erano racchiuse nella cinta muraria guelfa di Arnolfo, edificata utilizzando le pietre delle torri della superbia dei ghibellini, abbattute dalla Repubblica del Primo Popolo di Firenze per la difesa comune. Questa bellissima cerchia muraria con le sue porte e le sue torri di difesa fu poi abbattuta nell’Ottocento da Giuseppe Poggi per fare posto ai viali, creati sul modello dei boulevard della moderna Parigi. La cartolina riproduce il dipinto custodito in Duomo, e mostra Dante fuori dalle mura che come esule spiega la Divina Commedia a Firenze, sul lato sinistro è raffigurata la porta dell’Inferno, alle spalle del poeta è rappresentato il monte del Purgatorio, e nella parte superiore sono raffigurati i cieli del Paradiso. Le tre porte, la porta di Firenze, quella dell’Inferno e del Purgatorio, sono le porte di Arnolfo.


Domenico da Michelino, Dante e Firenze, Duomo

Sulla porta arnolfiana dell’Inferno Dante scrisse:

Per me si va nella città dolente,

Per me si va nell'etterno dolore,
Per me si va tra la perduta gente.

Giustizia mosse il mio alto Fattore:
Fecemi la Divina Potestate,
La Somma Sapienza e'l Primo Amore.

Ma quando assieme al poeta varchiamo la porta arnolfiana del Purgatorio lasciamo indietro tutta questa angoscia per entrare nell’amore. La Commedia è un poema che racconta dello stesso esilio di Dante, esilio che diviene pellegrinaggio, prima nell’oscurità dell’Inferno, dove il poeta come peccatore incontra molti altri peccatori, poi in Purgatorio, dove il poeta condivide la sua pena con quella degli altri, e infine in Paradiso, dove sale alla visione celeste con Beatrice Portinari, figlia di Folco Portinari, fondatore dell’Ospedale di Santa Maria Nuova. La Commedia è il poema della guarigione di Firenze. Nell’ultima Cantica del Paradiso Dante e noi incontriamo San Bernardo che rivolge un inno alla Madonna – la scena sarà poi raffigurata da Filippino ne La Visione di San Bernardo, un dipinto che fu trasferito in questa chiesa nel 1530, e che il professore Giorgio La Pira, sindaco di Firenze e fondatore della Repubblica di San Procolo, amò molto.

Filippino, Visione di San Bernardo, Badia

Alcune parole di quell’inno del Paradiso sono scolpite sulla lapide posta sulla facciata della Misericordia, parole che sovente leggo ai miei ospiti stranieri, e volgendo poi lo sguardo posso assieme a loro ammirare la bellissima Santa Maria del Fiore:

Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d’etterno consiglio,

tu se' colei che l’umana natura
nobilitasti sì, che ’l suo fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Nel ventre tuo si raccese l’amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace
così è germinato questo fiore.



Version in English

THE CHURCH OF THE BADIA, FLORENCE AND DANTE

26 NOVEMBER 2006



                 
               

  Signorelli, Dante                                            Alinari                                                  Augustus Hare

Let me share what I said at the Mass for the Poor in the Florentine Badia’s church last November. I began by saying Giovanni Boccaccio lectured on medieval Dante’s Commedia in this very church during the Renaissance. And this was right because Dante grew up beside this church. When he was a child he would have heard the monks singing the liturgy of the Mass and of the Hours, Matins, Lauds, Terce, Sext, None, Vespers and Compline, as they had for centuries before him and as they still do here today. We hear these psalms and hymns in the Purgatorio and the Paradiso of the Commedia. But not in the Inferno, which is only filled with groans, sighs, screams, the discords of despair of those who have chosen to distance themselves from God.

In Dante’s day, this church, which was part of an ancient monastery, was more beautiful. After Dante’s boyhood, but before Boccaccio’s time, it was rebuilt by Arnolfo di Cambio and filled with fine paintings by Giotto, the gold leaf dancing with the light of candles. The church later was completely changed and made shadowy in the baroque style. The beautiful tender Madonna with her Child, which recalls the numerous similes in Dante’s poetry about mothers nursing babies with their milk, was removed from the altar. It is now in the Uffizi; one may still see it but in a cold museum. Of these pictures below the first is by Giotto, the second by our Norwegian artist guest and it shimmers by candlelight in our library, and the third is by a participant in the Mass for the Poor, who would be so grateful if you would buy prints of it. It was Petter who taught Bruno how to print his engravings.

                 

Giotto                                              Petter Semmerud                           Bruno Vivoli

Dante tells us he wrote his Commedia not in Latin but in Italian, so that even women and children could understand it, in Florence and in all of his Italy. Like the Gospel revealed to the lowly. Like St Francis’ Canticles. In his similes we find workmen and farmers, women and children, an old tailor threading his needle, a mother rocking the cradle and singing, pilgrims journeying from afar, workers in foundries and furnaces, and many many others. Dante remembers the good bread of Tuscany, made without salt and which does not mildew. The poem becomes our mirror, reflecting also this city. Dante writes a Comedy, not at all a Tragedy about kings and their hollow power. It is a poem of hope, a Magnificat. It is the most famous poem in the world. 

Dante writes the Commedia in exile from Florence, but with the memory of this Badia, of the little and very ancient church of St Martin beside it founded by Irish pilgrims centuries earlier, of the Bargello, of the Palazzio del Popolo (now called ‘Vecchio’, for it is seven hundred years old), of the Duomo, many of these built or planned by Arnolfo di Cambio or his father. All these fine buildings were within the walls and the gates built by Arnolfo di Cambio using the stone first built into the Ghibelline ‘towers of pride’ and within this painting. This wall for the common defense was repaired in the Renaissance, then in the Victorian period torn down to make way for boulevards for traffic. The painting below in the Cathedral, the Duomo, shows Dante outside the walls as an exile,  preaching the Commedia to his city, its gate being the same as that for Hell and for Purgatory. The three gates are Arnolfian.


Domenico da Michelino, Dante and Florence, Duomo

On Hell Gate Dante has God write:

Through me you enter the city of sorrow,
Through me you go into eternal pain,
Through me you go amongst the lost people.

Justice moved my High Architect,
I was made by Divine Power
By Highest Wisdom and by Primal Love.

But when we go the other way through the Arnolfian gate of Purgatorio we leave behind all sorrow to enter into love – as I explained when lecturing on this poem in Attica State Prison.

The Commedia tells us of Dante’s exile become pilgrimage, first through Hell where Dante as sinner meets many mirroring sinners, then Purgatorio where Dante shares in purgation from them with others, finally, in Paradise, where he soars into the heavens with Beatrice Portinari, daughter of Folco Portinari the founder of Santa Maria Nuova Hospital. The Commedia as poem heals the city of Florence and ourselves. In the last canto of the Paradiso, its Canticle of Canticles, we meet Bernard singing his hymn to the Madonna, which Filippino will show in a painting brought to the Badia in 1530, and which Professor Giorgio La Pira, Mayor of Florence, Founder of the Mass for the Poor, so much loved.

Filippino, Visione di San Bernardo, Badia, Alinari

The words of Bernard’s hymn in Dante’s Paradiso are placed on the facade of the Misericordia, words which I read to my visitors. Then we turn to gaze upon the great Cathedral of Florence, its Duomo,  Santa Maria del Fiore:

Virgin Mother, daughter of your son,
humble and higher than any creature,
fixed goal of eternal counsel,

You are she who ennobled human nature
so that the Creator
did not disdain to become your Creation.

In your womb is bound up the love
through whose warmth in eternal peace
is thus germinated this flower.


I left out of my talk in the Badia that often when I shared with gypsy mothers in the street blessed bread and postcards of Dante, like the one above, they would ask ‘Was he a saint?’ and when I said ‘No’, explaining however that he had preached to his city about mercy, they would kiss the postcard as if it were an icon and share it with their children.


DANTE PORTAL


FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAYAUREO ANELLO ASSOCIAZIONE, 1997-2017: MEDIEVAL: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, SWEET NEW STYLE: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, & GEOFFREY CHAUCER || VICTORIAN: WHITE SILENCE: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || FRANCES TROLLOPE || ABOLITION OF SLAVERY || FLORENCE IN SEPIA  || CITY AND BOOK CONFERENCE PROCEEDINGS I, II, III, IV, V, VI, VII || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || EDITRICE AUREO ANELLO CATALOGUE || UMILTA WEBSITE || RINGOFGOLD WEBSITE || LINGUE/LANGUAGES: ITALIANO, ENGLISH || VITA
New
: Dante vivo || White Silence