FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAYAUREO ANELLO ASSOCIAZIONE, 1997-2017: MEDIEVAL: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, SWEET NEW STYLE: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, & GEOFFREY CHAUCER || VICTORIAN: WHITE SILENCE: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || FRANCES TROLLOPE || || HIRAM POWERS || ABOLITION OF SLAVERY || FLORENCE IN SEPIA  || CITY AND BOOK CONFERENCE PROCEEDINGS I, II, III, IV, V, VI, VII || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || EDITRICE AUREO ANELLO CATALOGUE || FLORIN WEBSITE || UMILTA WEBSITE || RINGOFGOLD WEBSITE || LINGUE/LANGUAGES: ITALIANO, ENGLISH || VITA
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TUONI DI BIANCO SILENZIO

IL CIMITERO DETTO 'DEGLI INGLESI'
 
 

Alla cara memoria di Mary Young studiosa di Aonio Paleario che riposa nel Cimitero di Porta a' Pinti detto 'degli Inglesi'; alla memoria di Mary Somerville, astronoma, che nel medesimo cimitero ha dato sepoltura al consorte, William Somerville; alla memoria di Giuliana Artom Treves, autrice di Aureo Anello: Anglo-fiorentini di cento anni fa; alla memoria di Fioretta Mazzei, nobile, fiorentina, e pacifista; e alla memoria di Niccolò Michahelles, discendente russo di Hiram Powers.
 
 

   Il Cimitero di Porta a' Pinti, detto "degli Inglesi", è un cimitero monumentale dell'Ottocento fiorentino riservato ai non cattolici, molti dei quali presero parte al Risorgimento. Fitto di sepolcri di protestanti svizzeri, tuttora proprietari di questo suolo acquistato dal Granduca Leopoldo II, di russi ortodossi, e soprattutto, di esuli inglesi; attivo dalla fine degli anni Venti dell'Ottocento e fino al 1877, quando   durante il Risorgimento fu chiuso in seguito all'abbattimento delle mura medievali e rinascimentali e della Porta a' Pinti. Nel mondo di lingua tedesca, il cimitero è per lo più noto per "L'Isola dei morti" di Arnold Boecklin, la cui figlioletta di sette mesi fu sepolta all'ombra dei suoi cipressi nel 1877. Nei paesi di lingua inglese è ricordato, in particolare, per il sepolcro di Elizabeth Barrett Browning, quasi Poeta Laureato, ricordo risvegliato anche dal film di Zeffirelli "Un tè con Mussolini".

The 'English Cemetery' in Piazzale Donatello, the Cimitero di Porta a Pinti, detto ‘Degli Inglesi’ is a monument to the nineteenth-century in Florence, comprised of monuments to non-Catholic participants in the Risorgimento. It filled up with the tombs of Protestant Swiss, who still own this land they purchased from the Grand Duke, of Orthodox  Russians, and above all, of English ex-patriots, from the 1820s to 1877, when it was closed at the destruction of the city’s medieval and Renaissance walls and the Porta a’ Pinti Gate at the Risorgimento. In the German-speaking world the cemetery is most remembered for Arnold Boecklin’s ‘Island of the Dead’, as his seven-month-old daughter was buried here beneath its cypresses in 1877. In the English-speaking nations it is most remembered for the tomb of Elizabeth Barrett Browning, almost Poet Laureate, a memory jogged again by Zeffirelli’s Tea with Mussolini.

   Una cerchia di amici si ritrovarono a riposare in questo cimitero: Fanny (1863) e Theodosia Trollope (1865), il padre di Theodosia, Joseph Garrow (1857), la sua sorellastra, Harriet Theodosia Fisher (1848), Isa Blagden (1873), Walter Savage Landor (1864), Hiram Powers (1873), Elizabeth Barrett Browning (1861). L'afflitta vedova scolpita in marmo, vestita in gramaglie, è la moglie di Walter Savage Landor. In ogni pompon, in ogni bottone dell'abito osservato riconosciamo la Gonerilla che scacciò il poeta classicista dalla Villa Gherardesca da lui donata al figlio, lasciandolo senza tetto a vagare come un Lear per le strade di Firenze, fino a quando Robert Browning lo mise a pigione dalla Lily Wilson, un tempo cameriera di Elizabeth. Elizabeth senza Lily, che l'aiutò a liberarsi
dall'assuefazione al laudano, non avrebbe potuto dare alla luce il figlio, 'Pen' Browning, che con i suoi riccioletti era il ritratto della madre. Lily aveva dato ai suoi due figli i nomi di Orestes e Pilades. I due fratelli erano cresciuti separatamente, uno in Inghilterra in affidamento, l'altro in Italia. Quando infine si incontrarono non fu loro possibile comunicare non condividendo la stessa lingua. 

    A circle of friends came to lie here, Fanny (1863) and Theodosia Trollope (1865), Theodosia’s father, Joseph Garrow (1857), her half sister, Harriet Theodosia Fisher (1848), Isa Blagden, (1873), Walter Savage Landor (1864), Hiram Powers (1873), and Elizabeth Barrett Browning (1861). The grieving widow in marble, every bobble, every button, of her mourning garb observed, is Walter Savage Landor’s Goneril-like wife, who threw the classicist poet out of the Villa Gherardesca he had given them, leaving him homeless and Lear-like in the streets of Florence until Robert Browning arranged he board with Lily Wilson, Elizabeth’s former maid. Without Lily's help getting her of laudanum Elizabeth could never have joyed in the birth of 'Pen' Browning, the little boy who shared her spaniel curls. Lily had called her own two sons, Orestes and Pylades, who had to grow up separately, one in England in foster care, the other in Italy. When the brothers finally met they could not converse, lacking a common language.

   Un altro sarcofago si aggiunse a questo gruppo di tombe: quello di Fanny Holman Hunt. Fanny muore di parto ed il marito ne scolpì il sepolcro posto accanto a quello di Elizabeth. Dopo averne sposato la sorella perché allevasse il loro bambino sopravvisuto alla madre, si recò a dipingere in Terra Santa. Durante la gravidanza ritrasse Fanny come "Isabelle with the Pot of Basil" ("Isabella e il vaso di basilico") traendo ispirazione dalla poesia di John Keats. In un altro suo ritratto di lei Fanny è riccamente vestita, anche se il volto è visibilmente il volto di una giovane donna morente. Fra le tele di Holman Hunt realizzate in Terra Santa "The Scapegoat" ("Il capro espiatorio"), dipinta sulle rive del Mar Morto.

   Another came to join the cluster of tombs, that of Fanny Holman Hunt, who died following childbirth, her husband sculpting her tomb to lie beside Elizabeth’s, then marrying her sister to raise their surviving child, and leaving to paint in the Holy Land. During Fanny’s pregnancy he had painted her as ‘Isabelle with the Pot of Basil’ from John Keats’ poem, and also a portrait of her, rich in fabrics, but her face clearly one of a young woman dying. In the Holy Land Holman Hunt’s canvasses would include the ‘Scapegoat’, painted by the shores of the Dead Sea.

   Hiram Powers è sepolto vicino ai suoi amici, mentre tre dei suoi figli hanno trovato sepoltura sul lato opposto del cimitero. Scultore di genio indiano americano, i suoi soggetti sono, in genere, figure di donne in pose allegoriche. "The Greek Slave" è una figura muliebre nuda, in marmo bianco di Carrara, imprigionata dai turchi, che tiene stretto un rosario; "The Last of her Tribe", una fanciulla indiano americana, che porta fini mocassini, è colta nell'atto di fuggire dai suoi catturatori e violentatori bianchi; "America", raffigurata come una donna classicamente modellata dal gioco del panneggio è di maggior pregio della Statua della Libertà, autenticamente americana e non francese. In toghe classicheggianti scolpì anche i presidenti americani. E' a Cincinnati che Hiram Powers intraprende la sua carriera realizzando cere della Commedia di Dante per Fanny Trollope. Elizabeth compose il sonetto "The Greek Slave" ispirandosi alla più famosa delle sue opere, esposta al centro del Crystal Palace in occasione dell'Esposizione universale, e ammirata anche dalla Regina Vittoria accompagnata dal Principe consorte.

   Hiram Powers is buried near his friends, three of his children on the other side of the cemetery. He was a Native American sculptor of genius, his figures usually of women in allegorical poses, ‘The Greek Slave’ of a naked woman in white Carrara marble, enslaved by Turks, clutching a rosary, ‘The Last of her Tribe’, a Native American girl, clad in delicate mocassins fleeing her white rapist captors, ‘America’, shown as a classically-draped woman far better than the Statue of Liberty, being truly American, not French, and also figures of the American Presidents in classicizing togas. The beginning of his career had been in Cincinnati doing waxworks of Dante’s Commedia for Fanny Trollope. Elizabeth had written her sonnet, ‘The Greek Slave’, upon his most famous work, exhibited at the centre of the Crystal Palace Exhibition and admired also by Queen Victoria leaning on her Prince Consort’s arm.

                                            La schiava greca di Hiram Powers

            Si dice che la Bellezza ideale non possa entrare
            nella casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia,
            con le mani incatenate, la Schiava greca:
            come se lo scultore eleggesse lei,

            (Quella perfezione impassibile che egli le diede,
            ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
            per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
            con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
            infuocato dito dell'arte! - e presto spezza
            la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
           dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
           Cattura nel tuo volto divino, le pene
           e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
           da tuoni di bianco silenzio sconfitti!
Hiram Powers’ Greek Slave

They say Ideal Beauty cannot enter
The house of anguish. On the threshold stands
An alien Image with the shackled hands,
Called the Greek Slave: as if the sculptor meant her,
(That passionless perfection which he lent her,
Shadowed, not darkened, where the sill expands)
To, so, confront men’s crimes in different lands,
With man’s ideal sense. Pierce to the centre,
Art’s fiery finger! – and break up erelong
The serfdom of this world! Appeal, fair stone,
From God’s pure heights of beauty, against man’s wrong!
Catch up in thy divine face, not alone
East griefs but west, - and strike and shame the strong,
By thunders of white silence, overthrown!

   Una sua imponente opera in marmo di Carrara il "John C. Calhoun", che Margaret Fuller aveva precedentemente descritto come "pieno di forza, semplice e maestoso nella posa e nell'espressione", causò in seguito il naufragio dell'"Elizabeth" al largo di Fire Island. Perirono nel naufragio per annegamento Margaret, il figlio Angelo, e il consorte, il Marchese Ossoli. Emerson inviò Thoreau per recuperare il suo manoscritto della storia della Repubblica romana. Manoscritto che non fu mai ritrovato. E, tuttavia, giunta a noi la biografia di Garibaldi di Jessie White Mario. Elizabeth Barrett Browning aveva a lungo desiderato scrivere un poema epico in una cornice moderna. Aveva sofferto senso di colpa e angoscia alla morte per annegamento del fratello, Edward Barrett Moulton Barrett, erede della piantagione di famiglia in Giamaica. La morte sostitutiva di Margaret Fuller libera Elizabeth che potè scrivere Aurora Leigh. Le due eroine rassomigliano a Margaret Fuller e a se stessa.

One vast piece in Carrara marble of his, the John C. Calhoun, which Margaret Fuller had earlier described as ‘full of power, simple and majestic in attitude and expression’, then caused the shipwreck of the ‘Elizabeth’ off Fire Island drowning Margaret, her young baby Angelo Ossoli and her consort, the Roman Marchese. Emerson sent Thoreau to seek for her manuscript of the history of the Roman Republic she had been writing. It was never found, though Jessie White Mario’s biography of Garibaldi does survive. Elizabeth Barrett Browning had yearned to write an epic poem with a modern setting, had suffered guilt and anguish at the drowning of her brother, Edward Barrett Moulton Barrett, heir to the family’s Jamaican slave estates. Margaret Fuller’s surrogate death released Elizabeth to write Aurora Leigh, whose two heroines resemble Margaret Fuller and herself.

Un altro sepolcro, posto vicino al sepolcro di Hiram Powers e al sarcofago di Elizabeth Barrett Browning, questa volta Russo Ortodosso con la sua iscrizione in cirillico, narra la storia di una certa 'Nadezda', 'Speranza', nativa della Nubia. Schiava nera affrancata, poi sposa, morta a Firenze e qui sepolta.

Yet another tomb, near both Hiram Powers' and Elizabeth Barrett Browning's, this time Russian Orthodox, in its Cyrillic inscription tells the story of one 'Nadezda', 'Speranza', Hope, born in Nubia, a freed Black slave who married and died a lady in Florence.

   Elizabeth Barrett Moulton Barrett odiò profondamente lo schiavismo, e quello della sua famiglia. Sposando la poesia di Byron scrive contro l'oppressione dei deboli, dei bambini e delle donne, degli africani in catene e dei russi in schiavitù. Nel 1846 la fuga con Robert Browning dalla tirannia paterna verso la "bella libertà" del Risorgimento italiano che ella celebrò in Casa Guidi Windows. A motivo di ciò sul sarcofago che Lord Leighton, allievo dell'Accademia di Belle Arti, disegnò nel 1861 per lei è raffigurato un cammeo a simboleggiare la Poesia, il capo cinto dalla corona d'alloro. Sugli altri tre lati bassorilievi di lire e arpe, una lira con catene spezzate. Lo decorano anche ramoscelli d'ulivo, gigli, cardi, rose e trifogli, a simboleggiare l'Italia e le Isole Britanniche; mancano, invece, le melagrane che lei e Robert tanto amarono nella loro poesia, e che rimandano alla discendenza in parte ebraica di lui. Robert Browning non è sepolto accanto alla moglie a Firenze, ma in Westminster Abbey, dove, dopo la sua morte a Venezia nel 1889, le sue spoglie furono traslate solennemente nell'"Angolo dei Poeti". 

    Because of Elizabeth Barrett Moulton Barrett’s passionate hatred of her family’s slavery, her espousal of Byron’s poetry, her writing against the oppression against the weak, against children, women, Africans in chains, Russians in serfdom, her escape with Robert Browning in 1846 from that paternal tyranny to the ‘bella libertà’ of Italy’s Risorgimento that she celebrated in Casa Guidi Windows, the tomb Lord Leighton designed in 1861 for Robert Browning’s wife, shows first a cameo head of Poesia, crowned with a garland of laurel, then on the other three sides lyres and harps, one with broken slave shackles. Olive brances, lilies, thistles, roses and shamrocks, symbolizing Italy and the British Isles, are also there, but not the pomegranates she and Robert so loved in their poetry, in reference to his part Jewish ancestry. Robert Browning is not buried beside his wife in Florence, but in Westminster Abbey, his body having been taken in state to the Poet’s Corner following his death in Venice in 1899.

   Molte delle donne esuli della colonia anglo-fiorentina erano di sangue misto, e in quanto tali non del tutto accolte nella 'rispettabile' società inglese. La stessa Elizabeth ricordava i suoi avi schiavi, mentre Isa Blagden e Theodosia Garrow Trollope avevano forse origini ebraiche, e forse in parte le loro radici andavano ricercate nelle Indie Orientali. Nathaniel Hawthorne fonde il carattere di quest'ultime due donne nell'esotico e bel personaggio di Miriam in The Marble Faun :

Many of the ex-patriot women of the Anglo-Florentine circle came of mixed blood, being therefore not quite acceptable in proper English society, Elizabeth herself referring to her part slave ancestry, while Isa Blagden and Theodosia Garrow Trollope were perhaps part East Indian and part Jewish. Nathanael Hawthorne creates a composite of these last two women in the exotic and beautiful character of Miriam in The Marble Faun.

Si raccontavano molte storie sull'origine e la vita passata di Miriam, alcune delle quali apparivano molto verosimili, mentre altre erano palesemente invenzioni bizzarre e romanzesche . . . Si diceva, per esempio, che Miriam fosse figlia ed erede di un importante banchiere ebreo, (un'idea, forse suggerita da alcuni tratti marcatamente orientali del suo volto) e che era andata via dalla casa paterna per sfuggire all'unione con un cugino, erede di un altro membro di quella fortunata confraternita, decisa affinché quel vasto cumulo di ricchezze rimanesse in famiglia. Secondo una terza ipotesi, era figlia di un proprietario terriero del Sud America, il quale le aveva dato un'istruzione approfondita e donato le proprie ricchezze, ma una goccia di sangue africano nelle vene l'aveva afflitta, con un tale senso di vergogna che ella aveva rinunciato ad ogni cosa ed era fuggita dal suo paese . . .

There were many stories about Miriam’s origin and previous life, some of which had a very probable air, while others were evidently wild and romantic fables. . . . It was said, for example, that Miriam was the daughter and heiress of a great Jewish banker, (an idea perhaps suggested by a certain rich Oriental character in her face,) and had fled her paternal home to escape a union with a cousin, the heir of another of that golden brotherhood; the object being to retain their vast accumulation of wealth within the family . . . According to a third statement, she was the offspring of a Southern American planter, who had given her an elaborate education and endowed her with his wealth; but the one burning drop of African blood in her veins so affected her with a sense of ignominy, that she relinquished all and fled her country . . .

Per una rilettura di queste donne che vada oltre i loro sepolcri in marmo, che coniugano rose e croci, il modo migliore è osservare le foto dei Trollope a Firenze: Fanny nella sua sedia da invalida avvolta nello scialle a scacchi, la bella Theodosia e la sua bambina Bice che gioca accanto a lei.

To re-vision these women apart from their marble tombs combining crosses and roses in marble it is best to look at the photograph taken of the Trollopes in Florence, Fanny in her invalid’s chair and plaid shawl, the beautiful Theodosia, her child Bice playing at her side.

   Gli scrittori ospiti di Isa Blagden amarono molto Bellosguardo. Elizabeth si servì di quello scenario in Aurora Leigh, Nathaniel Hawthorne in The Marble Faun, Henry James ne scrive in William Wetmore Story and his Friends. La veduta dalla terrazza di Bellosguardo è incantevole. Così scrive Elizabeth nel 1857,

Il sei aprile abbiamo preso il tè all'aperto sulla terrazza della nostra amica Miss Blagden, nella sua villa sul colle di Bellosguardo (bada bene, non quella di Aurora Leigh). Sembrava di essere innalzati al disopra del mondo in una estasi divina. Che visione!
  Writers loved Bellosguardo as guests of Isa Blagden, Elizabeth using that setting in Aurora Leigh, Nathanael Hawthorne in the Marble Faun, even Henry James discoursing upon it. That view from its terrace is magical. Here is Elizabeth writing on it, in 1857,
On April 6 we had tea out of doors on the terrace of our friend Miss Blagden, in her villa up at Bellosguardo (not exactly Aurora Leigh’s, mind). You seemed to be lifted up above the world in a divine ecstacy. Oh, what a vision!


   Sulla tomba di un giovane ungherese è scolpito il rilievo raffigurante quella veduta di Firenze dal colle di Bellosguardo. L'interno della casa di Aurora è invece quello della stanza in Casa Guidi, in via Maggio, dove Elizabeth soleva scrivere, e di cui Mignaty realizzò un dipinto commissionato da Robert così com'era alla morte di lei. E' la stanza di uno scrittore, dalle pareti di colore verde intenso, libri sul tavolo, giocattoli sparsi sul pavimento, poiché questo scrittore è anche donna e madre. Anche Demetrio e Elena Mignaty, figli di Giorgio Mignaty, hanno trovato sepoltura all'ombra degli alti cipressi di questo cimitero internazionale ed ecumenico, detto 'degli Inglesi'. Sia Theodosia sia Bice morirono in giovane età. Benché l'iscrizione sul sepolcro di Southwood Smith sostenga l'importanza dell'aria fresca e dell'igiene, nel cimitero numerosissime sono le tombe di bambini molto piccoli. Le bambine di solito portano il nome di "Florence", così come la figlia di Hiram Powers.

One tomb, for the grave of a Hungarian boy, gives that vision of Florence seen from Bellosguardo in sculpture. But the interior of  Aurora’s house is that of the room in which Elizabeth wrote, and which Robert had painted by Giorgio Mignaty, just as it was, at Elizabeth’s death. It is a writer’s room, deep green walls, books on the table, toys on the floor, for this writer is also woman and mother.

Giorgio Mignaty’s children Demetrio and Elena, are buried in this very international and ecumenical so-called ‘English Cemetery, with the tall cypresses casting their shade. Both Theodosia and Bice Trollope died young. The English Cemetery, despite Southwood Smith’s memorial there advocating fresh air and hygiene, is filled with the tombs of young children, the girls usually called ‘Florence’, such as with the daughter of Hiram Powers. Elizabeth wrote an epitaph for the Cottrell baby’s tomb,

  Elizabeth scrisse un epitaffio per la tomba della piccola Lily Cottrell,

                                              E qui, tra i sepolcri inglesi
                                              in terra toscana la deponiamo
                                              laddove l'azzurro cielo toscano è cupola
                                              alle nostre parole inglesi di preghiera.

   Nella sua Aurora Leigh (I 101-108) troviamo un analogo epitaffio fiorentino:

                                              In memoria di lei dei versi egli pose
                                              In Santa Croce: "Piangete, per una bimba
                                              Troppo piccola
per versar lacrime a lungo
                                              Quando la morte portò via questa madre"-
                                              Versi che Oggi mettono fine alla letizia
                                              Sui volti delle donne quando sotto il portico passeggiano,
                                              Coi bimbi dalle rosee gote attaccati alle gonne,
                                              Per sottrarsi al sole
                                              Che arde nella piazza.

Elizabeth wrote an epitaph for the Cottrell baby’s tomb,

 And here, among the English tombs,
 In Tuscan ground we lay her,
 While the blue Tuscan sky endomes
 Our English words of prayer.
Her Aurora Leigh (I.101-108) gives a similar Florentine epitaph:
 There’s a verse he set
 In Santa Croce to her memory
 ‘Weep for an infant too young to weep much
 When death removed this mother’ – stops the mirth
 Today on women’s faces when they walk
 With rosy children hanging on their gowns
 Under the cloister, to escape the sun
 That scorches in the piazza.
   Come custode di questo cimitero e bibliotecaria della sua Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei collaboro con la Armstrong Browning Library della Baylor University. Due lapidi con queste epigrafi, dono della Armstrong Library, sono state poste sotto l'ampia arcata che attraversa la casetta all'entrata del cimitero. Il sepolcro di Alice Cottrell con incisi i versi di EBB è andato distrutto. Le ingiurie del tempo non hanno risparmiato il Cimitero "degli Inglesi", durante la seconda guerra mondiale fu centrato da una bomba alleata, molti dei documenti d'archivio sono andati perduti nell'alluvione del 1966, numerose tombe sono state oggetto di atti vandalici. A parte i monumenti, è giunto a noi solo un registro alfabetico manoscritto che risale al 1877, dove non sono indicate le collocazioni delle tombe. A ciascuna tomba è stata oggi assegnata la propria collocazione con l'intento di registrarne nel tempo tutte le iscrizioni, parte della memoria storica dell'Ottocento fiorentino. Un discendente russo di Hiram Powers ha donato un minicomputer tascabile per compiere questo lavoro. Con la biblioteca e la gemella bottega grandi sono gli sforzi e l'energia finora profusi per il restauro del cimitero e per il lavoro di ricerca. Porgiamo il nostro invito ai visitatori e a quanti lo vogliano a divenire soci dell'Aureo Anello Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero 'degli Inglesi'. Se ne diviene soci donando annualmente un libro. Incoraggiamo, in particolare, le donazioni di libri strettamente legati a questa dotata cerchia di Anglo-Fiorentini. Libri fruibili da tutti, studenti, studiosi, comuni lettori. Dono del Gabinetto Vieusseux è l'edizione italiana dello splendido libro di Giuliana Artom Treves, Anglo-Fiorentini di cento anni fa; una studentessa della Open University ha, invece, donato l'edizione in traduzione inglese. Il Segretario della Pre-Raphaelite Society e il Conservatore dell'Ashmolean Museum a Oxford hanno donato splendidi libri su questo movimento, e su Holman Hunt, in particolare. Ad ogni libro si appone un ex libris, con il nome del donatore e l'anno di acquisizione, sul quale è riprodotto il Giglio Fiorentino inciso sul sepolcro di Elizabeth Barrett Browning.

     As the custodian of this cemetery and as librarian of its Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei, I had these epitaphs placed upon the walls of the Gatehouse, Alice Cottrell’s tomb being lost that once had EBB’s verse upon it. For time has not been kind to the Cimitero degli Inglesi, an Allied bomb fell in the centre of it in WWII, many of its documents were lost in the 1966 Flood, dozens of the tombs have been vandalized. Apart from the monuments all we had was a handwritten alphabetical register made in 1877 that did not give the positions of the tombs. We have now located these and are endeavouring to record all their inscriptions as well, as part of the historical record of Florence’s Ottocento, a Russian descendant of Hiram Powers giving us a palm computer for this work. Our endeavour, with the library and companion workshop, is to restore and research this material. We invite our visitors and other interested persons to become members of the Aureo Anello. Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei & Amici del Cimitero degli Inglesi, membership in the library being through the gift of a book annually, and we especially encourage the gifts of books related to this gifted Anglo-Florentine circle, which are then used by students and scholars and others. The Gabinetto Vieusseux has given us the Italian edition of Giuliana Artom Treves’ magnificent book. An English visitor has given us its English version. The Secretary of the Pre-Raphaelite Society has sent magnificent books on that movement and especially on Holman Hunt. Into each book we place a bookplate giving the donor’s name and date and on which is printed the Florentine lily of Elizabeth Barrett Browning’s tomb.

 Il Giglio Fiorentino è anche sullo stemma di Arnolfo di Cambio in origine scolpito per la Porta a' Pinti e in seguito, dopo l'abbattimento dell'antica porta, posto sul muro di cinta interno del cimitero. Siamo una porta aperta sul passato e sul futuro, di vite che ingannano la morte con i sepolcri e la poesia. Si richiama alla memoria che i greci antichi dipingevano i loro marmi utilizzando splendidi colori e toni carnicini. Così noi nella lettura di questi libri, scritti da coloro i quali amarono Firenze quando nella città dimorarono, trasformeremo il freddo marmo nuovamente in calda carne. Muteremo il bianco e nero nei colori dell'arcobaleno. In un Rinascimento. In un Risorgimento.

   That lily also is on a stemma sculpted by Arnolfo da Cambio for the Porta a Pinti gate which, when the old gate was demolished, was placed on the wall of the cemetery. We are a gate to the past and to the future, of lives that cheat death through tombs and poems. We recall that ancient Greece painted their marble with glorious colours and flesh tones. So shall we in our reading of these books penned by those who loved her when living in Florence, turn cold marble again into warm flesh, turn black and white into rainbows, a Renaissance, a Risorgimento.
 
 
  Translated by/Traduzxione di AD


Nathaniel Hawthorne, Il fauno di marmo (trad. it. di F. Fantaccini), Giunti, Firenze, 1995.
 

{ QUI SCRISSE E MORI'
ELISABETTA BARRETT BROWNING
CHE IN CUORE DI DONNA CONCILIAVA
SCIENZA DI DOTTO E SPIRITO DI POETA
E FECE DEL SUO VERSO AUREO ANELLO
FRA ITALIA E INGHILTERRA.
PONE QUESTA LAPIDE
FIRENZE GRATA
1861

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