CENACOLO "DANTE ALIGHIERI" LETTURE DELLA COMMEDIA DI DANTE


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Bruno Vivoli, Repubblica di San Procolo, 2001

 


Il 9 aprile alle ore 18,00,

Cenacolo Dante Alighieri

con la lettura della

Commedia,

Inferno, Canti 27-29

 

 


26 MARZO 2020, INFERNO, CANTOS XXVII-XXIX ALLE ORE 18,00,
o quando è conveniente a Voi

Anche, tutta

La Commedia di Dante http://www.florin.ms/Dantevivo.html

o La Firenze di Dante http://www.florin.ms/LapidiDantesche.html

o La Musica della Commedia Ensemble San Felice di Fedrigo Bardazzi 

o Le Opere di Brunetto Latino, a cura di Julia Bolton Holloway

Per iscriversi e per communicare con commenti e domande, juliananchoress@gmail.com

Julia Bolton Holloway, TwiceTold Tales: Brunetto Latino and Dante Alighieri (Peter Lang, 1993,
xiv + 552 pp. Reviewed: Speculum; Parergon; Annali italianistica. ISBN 0-8204-1954-0. Type-set by author in Nota Bene. Obtainable from Editrice 'Aureo Anello') discusses the central figure of Canto XV, Dante's beloved teacher, who was Florence's Guelf Chancellor, two Cantos after Pier delle Vigne, Ghibelline Federigo II's Chancellor.

ante Alighieri ha scelto di scrivere la Commedia, come il Vangelo, per tutti: uomini, donne, bambini. Il nostro Cenacolo Dante Alighieri, aperto a tutti, ha l’intento di condividere la lettura di tutte e tre le Cantiche della Commedia, tre Canti ogni giovedì sera. Una lettura che non sia superficiale, o secondo lo stile cognitivo dell’emisfero sinistro, approccio tipico dell’Accademia e delle scuole, ma secondo lo stile dell’emisfero destro, con colori e suoni, con le miniature, i disegni di Botticelli e di Blake, con la musica del tempo, e come il figlio Pietro Alighieri ha insegnato nel suo Commento, il quale afferma che il poema è finzione e sogno, guidando noi lettori alla verità. Noi come lettori, nel leggere, diventiamo Dante dentro la sua Commedia; noi con lui, come lui, commettiamo tutti e sette i peccati mortali, e nel Purgatorio sciogliamo poi questi peccati con la Penitenza gioiosa. La Commedia è come un Manuale di Confessione, Dante, nel poema, è come il re Davide con il Salmo 50, il Miserere, il quale si pente dei suoi peccati mortali con Natan e con Dio. Dante, fuori della  finzione del poema, è togato in rosso, è Maestro; dentro la Commedia, invece, è in azzurro, come discepolo di Virgilio, che è in rosso. Egli è qui l’apprendista del mago. Dante, nel testo del poema, è come Pinocchio che sbaglia, e poi impara – e noi impariamo con loro.

    Pietro Alighieri scrive nel suo Commento delle quattro Cause di Aristotele, causa materiale, causa efficiente, causa formale e causa finale, come in relazione ai quattro livelli dell'esegesi teologica, il senso letterale, il senso morale, il senso allegorico e il senso anagogico. Dante, in carne ed ossa, fuori del testo, è figura materiale e letterale; la figura dell’esule e pellegrino Dante nel testo ci insegna la morale, mentre nella forma allegorica - il testo gioca con le forme allegoriche – ci fa arrivare alla causa finale, che è il livello anagogico, della salvezza del lettore in verità - nello spazio e tempo reali -  e anche oltre la finzione e la poesia del testo.


Firenze/Esilio, 1265-1321
Dante autore, in rosso
vero     ―›
materiale
letterale
Poema, Pasqua, 1300
Dante pellegrino, in azzurro
sogno, finzione     ―›
formale e efficiente
morale e allegorico
Ovunque, 1300-2020
Noi lettori
veri
efficiente e finale
morale e anagogico

La pedagogia medievale, soprattutto, era giocosa, avendo compreso come questo fosse un ottimo modo per ben apprendere e insegnare. Le regioni infernali, sono quelle del Regno della menzogna. La poesia dell’Inferno inganna “Dante” e noi, suoi lettori, così come accade con la pornografia del Canto V, come con la figura del fraudolento Gerione con il volto di uomo giusto dei Canti XVI-XVII. È importante riscoprire le ‘commedie’ terenziane e pacifiche, delle donne e degli schiavi, della Commedia, e non essere per sempre abbandonati nell’’alta tragedia’ dell’Inferno dove la guida è Virgilio, ‘Arma virumque cano’, del poeta e filosofo pagano, ‘degli dei falsi e bugiardi’, delle lacrimae rerum, che rappresentano la filosofia, ma giungere invece alla figura di Beatrice, cristiana, alla Teologia.

      Quando un restauratore lavora su un quadro medievale deve rimuovere tutte le aggiunte che sono state fatte negli anni, rimuovere gli strati giallastri di vernice, per ritrovare i colori vividi e brillanti e l’oro dell’originale che sembrano danzare alla luce delle candele. Lo stesso desideriamo fare con la poesia di Dante, così che quando leggiamo la Commedia, possiamo avvicinarci il più possibile alla Firenze medievale del suo tempo. Ceneremo ogni mese anche nella sua vera casa natale, alla Trattoria “Il Pennello”, accanto alla chiesetta di San Martino, invece di incontrarci nel Museo Casa di Dante degli inizi del Novecento. Il nostro Dante non sarà il Dante della statua severa in Piazza Santa Croce, non sarà il Dante del Romanticismo francese e tedesco, non sarà il Dante così come fu percepito dal Risorgimento, il Dante del nazionalismo e della massoneria, né il Dante del Duce Mussolini del Fascismo arrogante, imperialistico e razzista, ma il Dante medievale in carne ed ossa, prima, cittadino di Firenze, che, con la condanna all’esilio e con la condanna a morte per tre volte nel Libro del Chiodo, divenne -  e diviene - un cittadino umile e democratico di un mondo che è il Regno dei Cieli, che sposò la pagana Etica Nicomachea di Aristotele al cristianesimo inclusivo dei Vangeli, all’In Principio erat Verbum della Bibbia, come riscritto in ‘Nel mezzo del cammin di nostra vita . . .’ qui ed ora.


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Dedicated to my three sons, my eight grandchildren and my four greatgrandchildren, of whom Richard, Robin and Akita have all contributed to this work.