'Eloquenza silenziosa' © Gabinetto G.P. Vieusseux, Palazzo Strozzi, Firenze; con la collaborazione dell'Aureo Anello, Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei & Amici del Cimitero 'degli Inglesi', Piazzale Donatello, 38, Florence, 2010

THE CITY AND THE BOOK I,II,III || THE CITY AND THE BOOK I || THE CITY AND THE BOOK II || THE CITY AND THE BOOK III || THE 'ENGLISH CEMETERY: REGISTER OF BURIALS: 1, A-D || 2, E-L || 3, M-R || 4, S-Z || BOOK-BINDING WORKSHOP || TIME || SPACE || BIBLIOGRAPHY ||  EPITAPHS ||  FLORENCE IN SEPIA

LA CITTA` E IL LIBRO III
ELOQUENZA SILENZIOSA:
VOCI DEL RICORDO INCISE NEL
CIMITERO 'DEGLI INGLESI',
CONVEGNO INTERNAZIONALE
3-5 GIUGNO 2004

THE CITY AND THE BOOK III
INTERNATIONAL CONFERENCE
'MARBLE SILENCE, WORDS ON STONE:
FLORENCE'S' ENGLISH CEMETERY',
GABINETTO VIEUSSEUX AND
'ENGLISH CEMETERY', FLORENCE
3-4 JUNE 2004


PROGRAMMA DEL CONVEGNO, ‘LA CITTA’ E IL LIBRO III’/ THE CITY AND THE BOOK III/ ELOQUENZA SILENZIOSA: VOCI DEL RICORDO INCISE NEL CIMITERO ‘DEGLI INGLESI’/ MARBLE SILENCE, WORDS IN STONE: FLORENCE'S ‘ENGLISH CEMETERY’

3-4 June 2004, Sala Ferri, Gabinetto G.P. Vieusseux, Palazzo Strozzi

Giovedì 3 giugno 2004/ Thursday 3 June 2004/ Ore 9.00/ 9:00 a.m.

SALUTI/ GREETINGS
Marcello Fazzini, Presidente del Gabinetto G.P. Vieusseux
Eugenio Giani, Assessore alle Relazioni Internazionali del Comune di Firenze
Giannozzo Pucci, Presidente dell'Associazione Internazionale ‘Fioretta Mazzei’
Gerardo Kraft, Presidente dei Cimiteri Evangelici di Firenze
Vanessa Hall-Smith, Director, The British Institute of Florence

INTRODUZIONE/ INTRODUCTION

L’internazionalità di Firenze: il ricordo di Vieusseux nel Cimitero detto ‘degli Inglesi’/ Cosmopolitan Florence: Vieusseux's Memorial in the ‘English' Cemetery Maurizio Bossi, Gabinetto G.P. Vieusseux, Firenze

'Tuoni di bianco silenzio': Il Cimitero ‘degli Inglesi’ come biblioteca e come archivio/ 'Thunders of White Silence': The ‘English Cemetery’ as Library, as Archive Julia Bolton Holloway, Aureo Anello Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero 'degli Inglesi'

I CIMITERI DI FIRENZE E LA TRASMISSIONE DEL RICORDO NELL’OTTOCENTO/ THE TRADITION OF MEMORY IN NINETEENTH-CENTURY FLORENCE

Il bello sepolcrale/ The aesthetic of tombs, Carlo Sisi, Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze || Vivere con la morte: iscrizioni funebri e monumenti in Toscana/ Living with Death: Tuscan Entombments in the Nineteenth-Century, Anne O’Brien, National University of Ireland, Galway || La letteratura del ricordo/ The Literature of Memory, Laura Melosi, Università di Macerata || Memoria come benedizione: il Cimitero Ebraico a Firenze/ Memory as Blessing: Florence’s Jewish Cemetery, Dora Liscia Bemporad, Università di Firenze|| Architetture dei cimiteri 'degli Inglesi' e 'agli Allori'/ Architecture of the 'English' and 'Agli Allori' Cemeteries, Giampaolo Trotta

Ore 15.30/ 3:30 p.m.

I ‘FIORENTINI’ INGLESI E AMERICANI/ ENGLISH AND AMERICAN ‘FLORENTINES’

La tentazione di Eva: 'Paradise Lost' nella scultura di Hiram Powers/ Eve Tempted: 'Paradise Lost' in Hiram Powers' sculpture Katerine Gaja, The British Institute of Florence ||L’iscrizione sulla tomba di Walter Savage Landor/ The inscription on Walter Savage Landor's Tomb Mark Roberts, The British Institute of Florence ||La vedova di Arnold Savage Landor: Libri, corpi e l'incisione di memoria in Firenze/ Arnold Savage Landor’s Widow: Books, Bodies and Imprinting Memory in Florence Allison Levy, Wheaton College||Fanny Trollope, la sua famiglia e la cerchia del Villino Trollope/ Fanny Trollope, her Family and Circle at the Villino Trollope David R. Gilbert, The Middle Temple, London
||Elizabeth Barrett Browning e la Bibbia/ Elizabeth Barrett Browning and the Bible Stephen Prickett, The Armstrong Browning Library, Baylor University ||La pietra e la parola: Elizabeth Barrett Browning a Firenze/ Stone and Word: Elizabeth Barrett Browning in Florence Claudia Vitale


CENA presso il CIMITERO 'DEGLI INGLESI', Piazzale Donatello, 38/ DINNER in the 'ENGLISH' CEMETERY, Piazzale Donatello 38

Ringraziamo
AGENZIA PER IL TURISMO FIRENZE


Venerdì 4 giugno 2004/ Friday 4 June 2004/ Ore 9.30/ 9:30 a.m.

Una tomba dal nome svanito: Isa Blagden/ A Faded Inscription: Isa Blagden’s Tomb Corinna Gestri, La Nara di Prato ||Clough, Horner, Zileri: tombe ricordate in un diario inglese inedito/ Tombs Linked in an Unpublished Diary Alyson Price, The British Institute of Florence||William Holman Hunt per la giovane moglie Fanny/ William Holman Hunt for His Young Wife Fanny Patricia O’Connor, The Pre-Raphaelite Society ||L'arte della memoria: John Roddam Spencer Stanhope e la tomba della figlia Mary/ The Art of Memory: John Roddam Spencer Stanhope and the Tomb of His Daughter Mary Nic Peeters, Vrije Universiteit Brussel– Judy Oberhausen, San Mateo, California || Louisa Catherine Adams Kuhn, Florence and Chaos, 1859-1860, Robert J. Robertson || Notti bianche d'Islanda a Firenze: William Morris e Daniel Willard Fiske/ Northern Lights in Florence: William Morris and Daniel William Fiske Kristín Bragadóttir, The National Library, Reykjavik ||Marmo bianco: la vita e le lettere di Hiram Powers, un inedito di Clara Louise Dentler/ White Marble: The Life and Letters of Hiram Powers in Clara Louise’s Dentler’s Manuscript Jeffrey Begeal, The International Baccalaureate Organization


Ore 14.45/ 2:45 p.m. VISITA A CASA GUIDI/VISIT TO CASA GUIDI


Ore 15.30/ 3:30 p.m.

ALLA RICERCA DI ‘FIORENTINI’ DI ALTRE CULTURE NEL CIMITERO ‘DEGLI INGLESI'/ OTHER 'FLORENTINES' IN THE 'ENGLISH' CEMETERY

Religione, nazione, affari: Il patrimonio della memoria nella comunità svizzera di Firenze/ Religion, Nation, Commerce: Memory as Heritage Among the Swiss in Florence Alessandro Volpi, Università di Pisa || 'Sotto i mirti della dolce Italia': I russi/ 'Beneath the myrtles of sweet Italy': The Russians Michail Talalay, Russian Academy of Sciences || Da Mosca a Firenze: i Kudrjavcev e l’Italia/ From Moscow to Florence: The Kudriavcev and Italy Lucia Tonini, Università 'l'Orientale', Napoli || Le ragioni di una assenza, i motivi di una presenza: Polacchi e Ungheresi nel Cimitero 'degli Inglesi'/ Reasons for absence, motives for their presence: Poles and Hungarians in the 'English Cemetery' Luca Bernardini, Università di Milano || Gli Europei del Nord: dall'Olanda, dalla Scandinavia e dai Paesi baltici/ Northern Europeans: Holland, Scandinavia and the Baltic Countries Asker Pelgrom, Rijkuniversiteit Groningen, Olanda || Due sepolture al Cimitero ‘degli Inglesi’: una traccia per l’attività fiorentina di Félicie de Fauveau/ Two Tombs in the ‘English’ Cemetery: Vestiges of Felicie de Fauveau’s work in Florence Silvia Mascalchi, Istituto Statale d'Arte di Firenze || Robert Davidsohn, un autore della memoria storica di Firenze/ Robert Davidsohn, Historian of Medieval Florence Giuliano Pinto, Università di Firenze


SABATO, 5 GIUGNO/ SATURDAY, JUNE 5

VISITA A VILLA LANDOR, FIESOLE, AL CASTELLO DI VINCIGLIATA, AL MONASTERO DI VALLOMBROSA, A BELLOSGUARDO, VILLA BRICHIERI-COLOMBI, VILLA LO STROZZINO

VISIT TO VILLA LANDOR, FIESOLE, VINCIGLIATA CASTLE, VALLOMBROSA MONASTERY, BELLOSGUARDO'S VILLA BRICHIERI-COLOMBI AND VILLA LO STROZZINO
 

TEMPO/ SPAZIO/ BIBLIOGRAFIA //TIME/ SPACE/ BIBLIOGRAPHY


MOSTRE CORRELATE A FIRENZE/ RELEVANT EXHIBITIONS IN FLORENCE

Firenze in seppia/ Florence in Sepia, Sala Ferri, Gabinetto Vieusseux. Palazzo Strozzi (The Botticelli detail of the background is from a nineteenth-century sepia photograph that was exhibited in 'Firenze in seppia/Florence in Sepia') We suggest that the photographs of the exhibition be viewed here before the Proceedings to place the Cemetery in its Florentine context.


 

Botticelli e Filippino: L’inquietudine e la grazia nella pittura fiorentina del Quattrocento/ Anxiety and Grace in Florentine Quattrocento Painting. Palazzo Strozzi: www.botticellipalazzostrozzi.it

I giardini delle Regine: Il mito di Firenze nell’ambiente preraffaellita e nella cultura americana fra Ottocento e Novecento/ The Queens' Gardens: The Myth of Florence Amongst the PreRaphaelites and in Nineteenth and Twentieth Century American Culture. Galleria degli Uffizi and http://www.igiardinidelleregine.it


‘Aureo Anello’ Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero ‘degli Inglesi’
‘Centro Romantico’ del Gabinetto G.P. Vieusseux
Cimiteri Evangelici di Firenze
The British Institute of Florence
Associazione Internazionale ‘Fioretta Mazzei’
Amicizia Ebraico-Cristiana


Gli Atti sono stati pubblicati all'indirizzo http://www.florin.ms/gimel.html in lingua italiana, e in due lingue, italiano e inglese ('testo a fronte') ai seguenti indirizzi: http://www.florin.ms/gimela.html, /gimelb.html, /gimelc.html, /gimeld.html, /gimele.html, /gimelf.html. Per i testi in lingua originale utilizziamo i caratteri neri, per la traduzione il colore usato è il grigio.

The Proceedings are published at http://www.florin.ms/gimel.html in Italian only. The Proceedings in both Italian and English (parallel text) are provided here http://www.florin.ms/gimela.html, /gimelb.html, /gimelc.html, /gimeld.html, /gimele.html, /gimelf.html. The text in the original language is in black, the translation, in grey.


Per ogni riferimento a una sepoltura nel Cimitero 'degli Inglesi' vengono riportati il nome del sepolto (scrittura capitale in rosso), la nazionalità (scrittura capitale in azzurro), le notizie tratte dai documenti d'archivio, le epigrafi (in nero), le coordinate della tomba (in azzurro), e le immagini dei relativi monumenti nostre fonti primarie. Includiamo anche le iscrizioni di alcune lapidi commemorative e gli oggetti con epigrafi che per qualche motivo siano strettamente collegate alle personalità che nel cimitero hanno trovato sepoltura. L.S. sta per il pastore Luigi Santini. Esempio:

Each reference to a tomb in the 'English Cemetery' gives the name in red capitals, the nationality in blue capitals, information from the archival documents in lower case type, the epigraphy in black capitals, the tomb coordinates in blue, and the image of the tomb, considered as a primary source. We also include inscriptions from plaques and on other objects with epigraphs in some way linked to the persons buried in the cemetery. L.S. stands for Pastor Luigi Santini.

Key to Codes Used in Alphabetical Register:
V=damaged by vandalism to be repaired; ^=needing to be photographed; * =register and tomb checked against each other; ° =living descendants, relatives, researchers; § =further documentation in cemetery archives;/ BOLD CAPS, IN RED=FIRST NAME, (MAIDEN NAME), SURNAME/ IN BLUE=COUNTRY/COUNTRIES/;/normal type=1877 alphabetical register entry ending with tomb number, written in Italian/ 1844-1871/; additional information from 'Eglise Evangelique-Reformé de Florence Régistre des Morts', 2 vols, written in French/;  /  /=additional information, including codes GL=London Guildhall Library, PRO=Public Record Office, FO=Foreign Office, kindly supplied by Anthony Webb researching the English in Tuscany; Maquay Diaries=John Leland Maquay, Jr, Diaries, information kindly supplied by Alyson Price, Archivist, Harold Acton Library, Florence; Talalay=Michail Talalay, 'Tombe dei Russi nel Cimitero detto "degli Inglesi"', con l'assistenza di Gino Chelazzi, RC in Talalay=Registro del Cimitero, St Petersburg MKF in Talalay=Metrickesie Knigi Florencii, Libri parrochiali di Firenze, Chiesa Ortodossa; Freeman=James A. Freeman, 'The Protestant Cemetery in Florence and Anglo-American Attitudes toward Italy, Marker 10 (1993), 219-243; / [ ]=description of tomb]; BOLD (CAPS EXCEPT WHERE INSCRIPTION USES lowercase)=INSCRIPTION ON TOMB/; A1A, etc. coordinates indicating tomb position in cemetery/ tomb sculptor, signature of sculptor on tomb

Some entries have larger type paragraphs following the normal type ones. These give the entries from the official guidebook written by Pastore Luigi Santini, published by the Administration of the Cimitero agli Allori in 1981, and which is available to visitors to the 'English Cemetery'. LS=Luigi Santini

Un esempio:

An example:

ISABELLA BLAGDEN/ SVIZZERA/ +/135. Blagden/ Isabella/ Tommaso/ Svizzera/ Firenze/ 20 Gennaio/ 1873/ Anni 55/ 1194/ Isabelle Blagden, l'Angleterre, fille de Thomas/ GL23777/1 N°447, Burial 28/01, Rev. Tottenham/ Thomas Adolphus Trollope, What I Remember, II.173-175; Giuliana Artom Treves,  The Golden Ring: The Anglo-Florentines (London: Longmans, Green, 1956), passim./ ISABELLA [Cross on Flower Garland] BLAGDEN/ BORN . . . DIED . . . 1873/ THY WILL BE DONE . . ./F11C
[See Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei acquisitions]

ISABELLA BLAGDEN(1818-1873), is buried near her friends Elizabeth Barrett Browning and Theodosia Trollope : a love of liberty and a passionate involvement in the vicissitudes of the Italian Risorgimento cemented the friendship of these women who lived and wrote in Florence. Born in the East Indies, Isa Blagden came to live on the Bellosguardo hill in 1843. Although a talented poet and narrator, she is remembered for those human qualities which made her the gentle helpmate of R. Bulwer Lytton (Owen Meredith, the poet), the patient hostess of the old eccentric Walter Savage Landor , and an attentive observer of the Tuscan society of her times. Exotic mysticism and romanticism are mixed in her writing, now all but forgotten, effaced like the inscription on her tombstone (No. 1194). Yet her personality remains that of a lively, strong, passionate woman faithful to the most precious gift, that of friendship. LS
 


PREFACE
 

‘LA CITTA’ E IL LIBRO III’/ THE CITY AND THE BOOK III/ ELOQUENZA SILENZIOSA: VOCI DEL RICORDO INCISE NEL CIMITERO ‘DEGLI INGLESI’/ MARBLE SILENCE, WORDS IN STONE: FLORENCE'S 'ENGLISH CEMETERY’

Il cimitero detto 'degli Inglesi' si presenta come luogo in cui leggere non soltanto la composizione di un ambiente cosmopolita quale quello fiorentino dell'Ottocento, ma anche le modalità, gli stili con i quali si voleva perpetuare la memoria delle persone. Le sue caratteristiche lo rendono luogo esemplare del rapporto morale tra generazioni in una lunga epoca della civiltà europea.

The so-called English Cemetery, owned by the Swiss, is a place where one can read not only the setting of a cosmopolitan presence in Florence in the nineteenth century, but even the modes, the styles, it chose for remembering people. These characteristics make it a place full of significance for the study of moral relations between generations during a major period of European civilization.

Il convegno potrebbe quindi concentrarsi sulla tipologia della scrittura (letteraria, stilistica, artistica), persino la mancanza della stessa, di questa trasmissione di memoria, che caratterizzava l'Ottocento europeo nel suo desiderio di permanenza delle azioni di una persona, e al contempo rievocare le figure più significative ricordate dalle lapidi. Di tali figure andrebbero rievocate non solo le principali, ma anche figure considerate 'minori', in modo da rendere evidente la composizione degli ambienti cosmopoliti dell'Europa ottocentesca e il carattere della trasmissione di culture che essi portavano con sé, in particolare in un luogo-simbolo come Firenze. In tal modo il Cimitero verrebbe 'sfogliato' come un libro della memoria. Il convegno potrebbe articolarsi in un arco temporale scandito da eventi di grande portata per la storia europea, nel corso dei quali cambia anche lo spirito del rapporto tra i residenti stranieri e Firenze.

The conference can therefore concentrate on the typology of the writing (literary, stylistic, artistic), and even of its absence, in this transference of memory, which characterised nineteenth-century Europe in its desire for permanence through a person's deeds, and at the same time can re-evoke the most significant memorials among the tombs. From such figures are re-called not only the major ones but even those considered 'minor', who can show the composition of the cosmopolitan setting of nineteenth-century Europe and the character of its cultural transmission, in particular in a symbolic place like Florence. In this way the Cemetery can be read as if in turning the pages of books. The conference can be shaped into a timespan covering great European historical events, in the course of which changes took place also in the nature of the relations between resident foreigners and Florence.

Gli interventi comprendono una valutazione sulle caratteristiche delle lapidi e dei loro contenuti come espressione della sensibilità complessiva dell'epoca e da introdurre alla trattazione di singole personalità e delle loro opere. Queste ultime dovrebbero comporre un quadro quanto più completo delle diverse culture rappresentate nel Cimitero.

The papers include a survey of the characteristics of the tombs and of their inscriptions, relating them to the mood of the period and introducing the study of the individuals and their works. This last should give a more complete picture of the many cultures represented in the Cemetery.

Il convegno prosegue la serie 'La città e il libro' (I, 2001, L'alfabeto e la Bibbia, II, 2002, Il manoscritto, la miniatura), dedicata alle relazioni tra Firenze e l'opera scritta. La terza iniziativa, Eloquenza silenziosa, interpreta il cimitero come un libro del quale le iscrizioni rappresentano le pagine, spesso citando la Bibbia in diversi alfabeti e diverse lingue; libro che, nel caso del Cimitero detto 'degli Inglesi', racconta delle esistenze che nel corso dell'Ottocento hanno dato vita alla Firenze cosmopolita.

The conference is part of the series, 'The City and the Book' (I, 2001, The Alphabet and the Bible', II, 2002, The Manuscript, the Miniature), dedicated to Florence and writing. This third initiative, 'Marble Silence', interprets the cemetery as like books, whose inscriptions are as the pages which frequently cite the Bible in many alphabets and languages; books which, in the case of the 'English Cemetery', tells of the nineteenth-century presence that enlivened cosmopolitan Florence.

I convegni 'La citta e il libro' sono promossi da 'Aureo Anello' Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero 'degli Inglesi' in collaborazione con istituzioni fiorentine. Il nome dell'Associazione riprende le parole incise sulla lapide in marmo posta sulla facciata di Casa Guidi, dove si legge che Elizabeth Barrett Browning concepì la sua poesia come 'aureo anello' tra l'Italia e l'Inghilterra.

'The City and the Book' conferences are organized by the 'Aureo Anello Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero degli Inglesi' in collaboration with Florentine libraries. The name of the Association is borrowed from the words on the marble placed on the façade of Casa Guidi, where we read that Elizabeth Barrett Browning made of her poetry a 'golden ring' between Italy and England.

Maurizio Bossi
'Centro Romantico' del Gabinetto G.P. Vieusseux

__________

CENNI STORICI/ HISTORICAL NOTES

 
Pur nuova legge impone oggi i sepolcri
fuor de' guardi pietosi, e il nome a' morti
contende. E senza tomba giace il tuo
sacerdote, o Talia, che a te cantando
nel suo povero tetto educò un lauro
con lungo amore, e t'appendea corone.

Ugo Foscolo, Sepolcri

Near this piazza lies the old Protestant Cemetery of Florence, once beyond the Porta Pinti, and under the shelter of the ivy-covered walls, both of which have been included in the recent demolitions.  The greater number of the tall old cypresses which crowned the summit of the mound have been cut down, and the picturesque beauty, as well as seclusion of the spot,
which were so congenial to the feelings of mourning friends, no longer exist.  It is now protected by a neat iron railing, within which have been planted cypresses and various shrubs, which it is to be hoped will, in time, restore some of its former beauty.  The mountains of Vallombrosa and Fiesole are not quite shut out by the row of houses rising on all sides, and the order and care . . . leave no room for complaints.  The white marble monuments, to each of which is attached a little garden of roses or other flowers, give a peculiar loveliness to this cemetery, far removed from gloom, and in the spring-time, the remains of the departed seem to repose under a shower of sweet blossoms. Among the monuments raised to those whose names are known to the world, may be mentioned Elizabeth Barrett Browning, Arnold Savage Landor, Mrs. Trollope and her accomplished daughter-in-law, the poet Arthur Hugh Clough, and the American divine Theodore Parker.

Susan and Joanna Horner, Chapter XXV, Walks in Florence

Nell’Ottocento Susan e Joanna Horner così descrivono il Cimitero Protestante:

vicino questa piazza (Piazza Massimo d’Azeglio) sorge l'antico Cimitero Protestante di Firenze, un tempo posto fuori della Porta a’ Pinti all’ombra delle mura ricoperte d’edera, oramai demolite a seguito del recente abbattimento della cerchia muraria. Il maggior numero degli alti e vetusti cipressi che coronavano la cima della collinetta sono stati tagliati, e la  bellezza pittoresca, la quiete del luogo, che rendevano inclini all’esprimere il compianto per i propri amici svanite. Un semplice cancellata in ferro protegge ora il cimitero, all’interno sono stati piantati cipressi e vari arbusti. Col tempo è  nostra speranza questo restituirà al luogo la sua antica bellezza. Le case schierate su tutti i lati non nascondono alla vista le montagne di Vallombrosa e le colline di Fiesole. La cura e la sollecitudine profuse dal Comune nella tutela del cimitero, ereditato per acquisto, non lasciano alcuna possibilità di rimostranze. I bianchi monumenti in marmo, accanto a ciascuno dei quali crescono rose o altri fiori, come fossero piccoli giardini, conferiscono al cimitero una rara bellezza, assai lontana dall'evocare cupe atmosfere. In primavera le spoglie mortali paiono riposare sotto una pioggia di fragranti fiori. Tra i monumenti eretti per gli illustri nomi, possiamo far menzione di Elizabeth Barrett Browning, Arnold Savage Landor, Mrs Trollope e la sua talentuosa nuora, il poeta Arthur Hugh Clough e il teologo americano Theodore Parker.

Before 1827 non-Catholics (Protestants and Orthodox), who died in Florence had to be buried in Livorno. At that date the Grand-Duke sold to the Swiss Evangelical Reformed Church the land outside the city wall next to the Pinti Gate. The French Revolution and the Code Napoleon returned to the Hebrew and Roman laws that forbade burials within cities. Exceptions were made in Jerusalem for King David and Prophetess Huldah, and in Rome for the city's founders. The word of Roman epitaphs along the Appian Way are often 'Siste, Viator/ Pause, Pilgrim'. The still Swiss-owned so-called 'English' Cemetery was closed in 1877 when the medieval city walls were torn down.

Prima del 1827 i non cattolici, protestanti e ortodossi, morti a Firenze venivano sepolti a Livorno. In tale data il demanio granducale cedette alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera il terreno oltre la cerchia muraria in prossimità della Porta a' Pinti. La Rivoluzione francese e il Codice napoleonico ritornando alla legge giudaica e romana vietarono le sepolture entro la cinta urbana. Eccezioni furono fatte in Gerusalemme per il Re Davide e la Profetessa Culda, e a Roma per i fondatori della città. Sovente 'Siste Viator/ Fermati, pellegrino' sono le parole degli epitaffi romani sulla Via Appia. Il cosiddetto 'Cimitero degli Inglesi' ancora oggi proprietà svizzera venne chiuso nel 1877 in seguito all'abbattimento della cerchia muraria medievale.

Come appariva il Cimitero fuori della cinta muraria in prossimità della Porta a' Pinti, porta edificata da Arnolfo di Cambio e ricostruita da Michelangelo. Il dipinto si riferisce agli anni compresi tra il 1827 e il 1869./ From 1827-1869 the Protestant Cemetery outside the wall at the Porta a Pinti, the Pinti Gate, itself first built by Arnolfo da Cambio and reconstructed by Michelangelo, gave this appearance.

The Cemetery's earlier tombs are neo-classic in style, garlanded columns, sometimes broken to show death in youth, with urns for ashes, or mourning widows and orphans in flowing draperies of white marble, or sarcophagi, with upturned torches, reflecting Classical burial practices, alien to Christian reality. Or they use Egyptian motifs from the excitement of Champollion and Rosselini's 1828 Expedition funded by the Grand Duke. Then, in the Victorian period, the tombs become more immediate, more modern, less escapist, aware of the word as flesh in our midst, using crosses and Scripture above clearly buried bodies. Elizabeth Barrett Browning in Aurora Leigh had noted the Emperor Trajan's pausing on the Appian Way, flanked by white marble tombs inscribed with 'Siste, viator', to redress a widow's wrongs, borrowing her image from Dante's Purgatorio X. Emily Dickinson treasured a photograph postcard of Elizabeth's neo-classical pseudo-sarcophagus, designed by Lord Leighton, with neither her full name, just her initials, nor her true portrait, but instead the figure of Poetry crowned with classic laurel. Emily Dickinson would create from this image and Aurora Leigh's text, 'The soul selects her own society'.

Le tombe più antiche del cimitero sono in stile neoclassico, sono colonne inghirlandate, talora spezzate per le morti precoci, urne cinerarie, vedove e orfani nel morbido panneggio in marmo bianco, o sarcofagi con torce capovolte, a riflettere pratiche classiche di seppellimento, assai lontane dalla cristianità. Oppure ricorre l'uso di motivi egizi sotto gli effetti dell'entusiasmo per la spedizione del 1828 di Champollion e Rossellini finanziata dal Granduca. Successivamente, nella seconda metà dell' Ottocento, le tombe divengono più moderne, domina meno il senso di evasione dalla realtà, con la consapevolezza del verbo fatto carne in mezzo a noi, espresso tramite l'utilizzo di croci e ricorrendo alla Sacra Scrittura per le sepolte spoglie mortali. In Aurora Leigh, Elizabeth Barrett Browning, riprendendo l'immagine da Dante (Purgatorio X), scrive dell'Imperatore Traiano che per riparare ai torti subiti da una vedova si ferma sulla Via Appia fiancheggiata da tombe in marmo bianco che recano l'iscrizione 'Siste, viator'. Emily Dickinson serbò cara una fotografia-cartolina del falso sarcofago neoclassico di Elizabeth. Sul sarcofago disegnato da Lord Leighton, privo del nome completo della poetessa (vi si leggono soltanto le iniziali) e della sua vera effige, è invece scolpita la figura allegorica della Poesia, il capo cinto dalla classica corona d'alloro. Emily Dickinson si ispirò a questa immagine e al testo di Aurora Leigh per creare 'The soul selects her own society' (L'anima sceglie i suoi compagni).

One is struck, when studying the burials of the 'English' Cemetery, by death's democracy, servants (even slaves and serfs), and masters, women and men, children and adults, lie here side by side. The Cemetery is Swiss, is Russian, is of many other nations as well. Its tombstones are inscribed in many scripts, Hebrew, Greek, Cyrillic, fraktura, Roman, and in many languages, including Hebrew, Greek, Russian, English, Italian, French, German, and Romansch. Almost all the European nations are represented, and also Americans, a Canadian and an Australian and Tasmanian are buried here. Perhaps the most touching monument is a fine white marble Orthodox cross to a black Nubian slave, Nadezda, 'Speranza', who was brought to Florence at fourteen years of age.

Studiando il Cimitero 'degli Inglesi' si è colpiti dalla democrazia della morte. Servitù (persino schiavi e servi della gleba) e padroni, uomini e donne,  adulti e bambini, riposano gli uni accanto agli altri. Il Cimitero è svizzero, è russo, è di molti altri paesi. Le pietre tombali recano iscrizioni in diversi alfabeti, ebraico, greco, cirillico, romano, in scrittura Frakctur, e in diverse lingue, lingua ebraica, greco, russo, inglese, italiano, francese, tedesco, e romancio. Tutti i paesi europei, vi sono, dunque, rappresentati. Hanno qui trovato sepoltura anche americani, un canadese, un australiano. Persino qualcuno le cui origini sono da ricercare in Tasmania. Forse il monumento più toccante è una bellissima croce ortodossa in marmo bianco per una schiava nera di nome Nadezda, 'Speranza', giunta  a Firenze dalla Nubia a quattordici anni d'età.

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In 1869-1870, the medieval walls to the city being torn down, the cemetery was re-landscaped, as we see above, tombstones and remains re-positioned, as a kind of Père Lachaise monument, in preparation for its closure in 1877 required by the Code Napoleon which forbade cemeteries within city limits. The lighter green decidious trees, initially mulberries for silkworms, were allowed to continue in front of the Gatehouse in an English way, the contrasting darker Tuscan cypresses, English yews and a great cedar of Lebanon beyond, signifying the regions of life and death, separated by its arch, and for many years it was maintained as a garden with roses and fruit trees and rare plants, Dalgas, the Cemetery's historian, tells us. Two yew trees were planted at the entrance beyond the Gatehouse as in English graveyards, in memory of the two trees in the Temple in Jerusalem, and cherry trees were growing near the tombs of Shakespeare's descendants and the Russian Evgen Polyakov. A great lime tree, such as described in Elizabeth Barrett Browning's Aurora Leigh, gave shade to the Gatehouse. The cypresses that stabilized the artificial hill - for this was a medieval rubbish dump just outside the wall, and contains myriads of shards of hand-painted pottery - are immortalized in Ugo Foscolo's 'Sepolcri'

But cypresses and cedars
the zephyrs impregnate by pure fragrances,
perennial green leaning over the urns
for eternal memory, and precious
vases to collect the votive tears.
L'abbattimento della cerchia muraria determinò la chiusura del cimitero, avvenuta nel 1877, a causa del Codice Napoleonico, che vietava le sepolture all'interno della cinta urbana. Al cimitero, dunque, tra il 1869 e il 1870, fu dato un nuovo assetto (immagine sopra), alcune tombe e spoglie mortali furono risistemate per farne una sorta di Père Lachaise. All'entrata del cimitero, come nei giardini all'inglese, furono mantenuti gli alberi cedui (inizialmente gelsi per i bachi da seta) dal tenue colore verde dei rami in contrasto con il verde cupo dei cipressi toscani, dei tassi inglesi e del grande cedro del Libano - oltre l'arco - stando a simboleggiare la soglia tra i luoghi dei vivi e il luogo dei morti. Per molti anni il cimitero è stato curato come un giardino, con rose, alberi da frutto e piante rare, come attesta il Dalgas, storico del cimitero. Come nei cimiteri inglesi, due alberi di tasso furono piantati all'entrata del cimitero oltre l'arco, a ricordo dei due alberi del Tempio in Gerusalemme, mentre due ciliegi crescevano accanto alle tombe dei discendenti di Shakespeare e del russo Evgen Polyakov. L'area all'entrata era ombreggiata da un maestoso tiglio, come quello descritto da Elizabeth Barrett Browning in Aurora Leigh. I cipressi che stabilizzavano la collinetta artificiale - nel Medioevo una discarica fuori le mura, che serba miriadi di frammenti di ceramica decorata a mano - sono stati immortalati nei 'Sepolcri' di Ugo Foscolo,
Ma cipressi e cedri
di puri effluvi i zefiri impregnando
perenne verde protendean su l'urne
per memoria perenne, e preziosi
vasi accogliean le lagrime votive.
and in Arnold Böcklin's 'Island of the Dead'.

e vivono ne 'L'Isola dei morti' di Arnold Böcklin,


Arnold Böcklin, 'Auto-ritratto'


'Isola dei Morti', Berlin

There had already been cruel separations, between life and death in general, between Catholic and Protestant here in particular, as we see with the immense 1855 sarcophagus at the entry of the English Cemetery of Robina Wilson espoused to Leopold Cattani Cavalcanti, with its bilingual inscriptions.

Oltre alla già crudele separazione tra la vita e la morte, osserviamo qui, in particolare, la separazione tra cattolici e protestanti, esempio emblematico l'immenso sarcofago (1855) posto all'entrata del cimitero. E' la tomba di Robina Wilson, sposa di Leopold Cattani Cavalcanti, che reca un'iscrizione bilingue.

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Italian inscription                                                                 English inscription

ROBINA (WILSON) CATTANI CAVALCANTI/ SCOTLAND/ Catani nata Wilson/ Nobinia/ / Inghilterra/ Montecatini/ 28 Luglio/ 1855/ Anni 42/ 568/ Montecatini, Robinia Wilson Catani, Iles Britaniques/ GL23777/1 N°216, Montecatini, cholera, Burial 30/07, Age 41, Rev Gilbert/ ALLA CONSORTE DOLCISSIMA DI ANDREA E DI RACHELLE WILSON D'EDIMBURGO DONNA DI RARO INTELLETTO DI SINGOLARE GRAVITA' DI COSTUME CHE PER XV ANNI TENNE CON PRUDENZA AMMIRABILE IL GOVERNO DELLA FAMIGLIA, IL MARITO LEOPOLDO CATTANI CAVALCANTI CUI FU DELIZIA E SOSTEGNO A TESTIMONIO DEL SUO PERPETUO DOLORE, QUESTO MONUMENTO ERIGEVA, DESOLATISSIMO DI NON POTERE COME LE ANIME IN VITA CONGIUNGERE IN MORTE LE CENERI/ VISSE ANNI XLI M VII G XVIII REPENTINAMENTE MANCO' IL XXVII GIORNO DI LUGLIO NELLA INVASIONE COLERICA DEL MDCCCLV/ AVE ANIMA INCOMPARABILE, LA TUA MEMORIA SARA SEMPRE IN BENEDIZIONE FRA QUANTI AMARONO LE TUE VIRTU// TO HIS MOST BELOVED WIFE ROBINA DAUGHTER OF THE LATE ANDREW AND RACHEL WILSON OF EDINBURGH. A WOMAN OF RARE INTELLECTUAL GIFTS AND SPOTLESS PURITY OF CONDUCT WHO FOR FIFTEEN YEARS ADMIRABLY FULFILLED THE DUTIES OF HER MARRIED LIFE, HER HUSBAND LEOPOLD CATTANI CAVALCANTI, TO WHOM SHE WAS ALIKE SOLACE AND SUPPORT, AS A TESTIMONY OF HIS PERPETUAL REGRET HAS RAISED THIS MONUMENT DEEPLY SORROWFUL THAT WHILE THEIR SOULS WERE UNDIVIDED, THEIR ASHES IN DEATH MAY NOT REST TOGETHER. SHE LIVED XLI YEARS VII MONTHS XVIII DAYS AND WAS SUDDENLY CUT OFF DURING THE CHOLERA EPIDEMIC IN MDCCCLV. HAIL MATCHLESS SOUL, THY MEMORY WILL BE EVER BLESSED AMONGST THOSE WHO LOVED THY LOVED THY VIRTUES/ F3I

The 1877 separation into two cemeteries, of the 'Porta a' Pinti' and of the Allori, further cruelly divorced the bodies of husbands from wives, mothers from sons, fathers from daughters, especially in the cases of the Böcklin, Browning, Landor, Powers and Spencer Stanhope families.

E a partire dal 1877 si registra ancora un'altra divisione, quella tra due cimiteri, il cimitero di Porta a' Pinti e il cimitero 'Agli Allori', che crudelmente separò le spoglie di mariti e mogli, madri e figli, padri e figlie, in particolare nel caso della famiglia Böcklin, dei Browning, dei Landor, dei Powers, e degli Spencer Stanhope.

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*MARY SPENCER STANHOPE/ ENGLAND/ Spencer Stanhope/ Maria/ / Inghilterra/ Firenze/ 23 Febbraio/ 1867/ Anni 7/ 972/ Mary Spencer Stanhope, l'Angleterre/ IN MEMORY/ OF MARY/ SPENCER STANHOPE/ BORN NOVR/ 9.1859. DIED/ FEB 23.1867/ "THE LORD IS/ MY SHEPHERD/ I SHALL NOT/ WANT. HE/ MAKETH ME/ TO LIE DOWN/ IN GREEN PAS/TURES. HE/ LEADETH ME/ BESIDE THE/ STILL WATERS"/ Design: John Roddam Spencer Stanhope / E13I
 

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Cimitero "Agli Allori", tomba di John Roddam Spencer Stanhope, che egli stesso scolpì/ John Roddam Spencer Stanhope's tomb sculpted by himself

IN MEMORY OF/ JOHN RODDAM/ SPENCER/ STANHOPE/ ENTERED/ INTO REST/ AUG 2 1908/ AGED 79/ BLESSED ARE/ THE PURE IN/ HEART FOR THEY/ SHALL SEE GOD/ WE SHALL NOT/ ALL SLEEP BUT/ WE SHALL ALL/ BE CHANGED

This separation was overcome partly through the planting of laurels, for fame, for poetry, for hope, as on the tombs of Walter Savage Landor, Arthur Hugh Clough (his previously had been a topiary tree), Leonard Horner, the Countess of Strathmore and Kinghorn, and Adolfo Mussafia, and by the parents for the children, Lutie Arrighi, Beatrice Campbell Spence and Hope Hayward ('Our Hope'). Or of myrtle, for love, for faithfulness, on Russian, Swiss and English tombs, recalling Pushkin's poem of his friend buried in Leghorn (one Swiss tomb has its stone sculpted with myrtle while the living myrtle grew beside it). Or of palm, for the Resurrection, as on the tomb of Salvatore Ferretti and his wife. While Irish and Russian aristocrats had exotic oleanders planted by their tombs. Iron arches above children's tombs once bore climbing dew-filled roses. The tombs of an Italian count and his English-born wife have such an arch which flaunts forsythia, the first flowering in the Spring in this cemetery. These plants were as words in books, were as an alphabet of love. The cemetery now has 648 surviving individual and family tombs of many more burials (1,409 by 1877), of which 160 tombs need restoration, 335 need cleaning, 36 need particular scrutiny of their inscriptions, and 108 need attention to their historic iron work. Following 1877, there have been 41 burials or placements of cinerary urns. The Swiss Reformed Evangelical Church still owns the customarily-named 'English Cemetery'.

Questa separazione fu in parte superata piantando arbusti di alloro, a simbolo della fama, della poesia, e della speranza, come per le tombe di Walter Savage Landor, di Arthur Hugh Clough, di Leonard Horner, e di Adolfo Mussafia, e come - per desiderio dei genitori, per le tombe dei figli - per Lutie Arrighi, Beatrice Campbell Spence, Hope Hayward ('Nostra speranza'). Piantando arbusti di mirto a simbolo dell'amore e della fedeltà sulle tombe russe, richiamando alla memoria la poesia di Pushkin per il caro amico sepolto a Livorno. Una tomba svizzera reca il rilievo di un mirto, mentre l'arbusto, la viva pianta cresceva accanto. Oppure la palma, simbolo della  Resurrezione, come sulla tomba di Salvatore Ferretti e della consorte. Gli aristocratici irlandesi e russi accanto alle loro tombe piantarono invece gli esotici oleandri. Un tempo, sulle tombe dei bambini gli archi in ferro battuto erano coperti da rose rampicanti (che la rugiada bagnava al mattino). La tomba di un conte italiano e quella della moglie inglese sono ancora oggi sotto un arco che fa mostra della forsizia, la prima pianta a fiorire in primavera in questo cimitero. Le diverse piante, sono come le parole di un libro, sono un alfabeto d'amore. Il cimitero ospita 648 tombe, tra sepolture individuali e tombe di famiglia, anche se maggiore è il numero dei sepolti (1409 fino al 1877): 160 tombe necessitano di restauro, 335 necessitano dell'intervento di pulitura. Per 36 tombe è anche necessario un lavoro di ricerca sulle iscrizioni. Le ottocentesche recinzioni in ferro battuto con funzione decorativa necessitano di un intervento di restauro conservativo. Successivamente, dal 1877 ad oggi, il cimitero ha accolto 41 urne cinerarie. E' ancora oggi proprietà della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, anche se comunemente noto come 'Cimitero degli Inglesi'.

In 2000's Jubilee, a library, beginning with the alphabet and the Bible and ending with miniature Hebrew Psalters for children, came to be housed in the 'English' Cemetery. It is accompanied by a workshop in the style of William Morris where we print and bind books and restore tombs. The library, the workshop and the international conferences on 'The City and the Book' are dedicated to the memory of Fioretta Mazzei. Of the three conferences on 'The City and the Book', the first was on 'The Alphabet, the Bible', the second, 'The Manuscript, the Illumination', this third being on the inscriptions of tombs which so often cite the Bible in many scripts and in many languages. In these Proceedings the historical individuals are our primary source, the tomb epitaphs in marble and pietra serena, and the archival entries concerning them, secondary material, each tomb recording a life, these essays being a hypertextual conversation, inscribed in stone and electronically, between them and ourselves.

Nel Giubileo del 2000, il Cimitero 'degli Inglesi' diviene la sede di una biblioteca. Il patrimonio della biblioteca inizia con l'alfabeto e la Bibbia e termina con piccolissimi salteri ebraici che i bambini adorano. Nello stile di William Morris alla biblioteca è connessa una bottega. Vi si stampano e rilegano libri composti al computer. Possono, in parte, essere compiuti gli interventi di restauro sulle pietre tombali. La biblioteca, la bottega e i convegni su 'La città e il libro', sono dedicati alla memoria di Fioretta Mazzei. Dei tre convegni internazionali su 'La città e il libro', il primo era incentrato su 'L'alfabeto e la Bibbia', il secondo su 'Il manoscritto, la miniatura'. Quest'ultimo, il terzo della serie, si incentra sulle iscrizioni sepolcrali che sovente citano la Bibbia in diversi alfabeti e in diverse lingue. Negli Atti del convegno le personalità storiche sono nostre fonti primarie, gli epigrammi sulle tombe in marmo e in pietra serena, così come le notizie d'archivio sui sepolti sono materiale secondario. Ogni sepolcro è custode di vite, ogni saggio è una conversazione ipertestuale e digitale, un' 'eloquenza silenziosa' tra noi e coloro i quali non ci sono più. 

Originally, this last conference was planned to be on the printed book, as the third in a series on the History of the Book and Florence, on the 'Golden Ring' of European and American books written in or about Florence, such as Milton's Paradise Lost, Madame de Staël's Corinne ou Italie, Elizabeth Barrett Browning's Casa Guidi Windows and Aurora Leigh, George Eliot's Romola, John Ruskin's Mornings in Florence, Robert Browning's The Ring and the Book, Nathaniel Hawthorne's The Marble Faun and Fedor Dosteivsky's The Idiot. These aspects are present in the Exhibition and its CD, 'Florence in Sepia', and were reflected in our visits to Casa Guidi, Villa Landor, Vincigliata Castle, Vallombrosa, and Bellosguardo's Villa Brichieri and Villa Lo Strozzino. This conference and its accompanying research follow in the footsteps of the Pastors Dalgas and Santini with their histories of the English Cemetery, and in those of guidebooks on Florence's gardens and non-Catholic structures, which we list in the Bibliography.

In origine era nostro intento dedicare questo convegno al libro a stampa - come terzo della serie "La città e il Libro" sulla storia del libro e su Firenze - ai libri europei e americani scritti in questa città o su questa città come un "Aureo anello tra Italia e Inghilterra". Il Paradise Lost di Milton, Casa Guidi Windows e Aurora Leigh di Elizabeth Barrett Browning, Romola di George Eliot, Mornings in Florence di John Ruskin, The Ring and the Book di Robert Browning, The Marble Faun di Nathaniel Hawthorne, L'idiota di Dostoevskij. Tutti questi aspetti convergono nella mostra 'Firenze in seppia', della quale è stato anche realizzato un CD, e si riflettono nelle nostre visite a Casa Guidi, a Villa Landor, al castello di Vincigliata, a Vallombrosa, a Villa Brichieri e Villa Lo Strozzino a Bellosguardo. Il convegno e il congiunto lavoro di ricerca ricalcano le orme del Pastore Dalgas e del Pastore Santini con le loro pubblicazioni sul Cimitero 'degli Inglesi', e prendono a modello le guide sui giardini di Firenze, sugli edifici sacri e sui cimiteri non cattolici. I testi compaiono tutti  in bibliografia.

The research and restoration of these monuments in Florence's English Cemetery by nature have to be interdisciplinary. In literature these monuments manifest the genre of the epitaph, called by the Italian scholars in their essays the generic term 'epigraph'. Instead of being transmitted in the form of books and journals within sheltered libraries, they are sculpted, in the most ancient form of cultural comunication, on stone outdoors, often combined with sculpture, joining word and marble. An entire symbolic language that is both visual and verbal is being actively employed, combining stone, plants and texts. The essays that follow are illustrated digitally (employing yet a further and electronic dimension to the research and remembering of the past) by illustrations of the tombs and transcriptions of their epitaphs.

Il lavoro di ricerca e gli interventi di restauro sui monumenti del Cimitero 'degli Inglesi' sono intrinsecamente interdisciplinari. Letterariamente questi monumenti appartengono al genere dell'epitaffio, che gli studiosi italiani nei loro contributi indicano con il termine generico 'epigrafe'. Epigrafi che - invece di essere trasmesse in forma di libri e riviste, raccolti e custoditi in chiuse biblioteche - sono scolpite sulla pietra all'aperto, seguendo la più antica forma di trasmissione culturale e coniugando scultura e parole in marmo. E' utilizzato un linguaggio simbolico, visuale e verbale, combinando pietra, piante, e testi. I saggi che seguono sono corredati dalle immagini digitali (con l'impiego di una tecnica elettronica modernissima nella ricerca e nel ricordo del passato) dei sepolcri e dalle trascrizioni dei loro epitaffi.
 

Julia Bolton Holloway
'English' Cemetery


INTRODUZIONE/ INTRODUCTION

L’internazionalità di Firenze: il ricordo di Vieusseux nel Cimitero detto ‘degli Inglesi’/ Cosmopolitan Florence: Vieusseux's Memorial in the ‘English' Cemetery Maurizio Bossi, Gabinetto G.P. Vieusseux, Firenze

'Tuoni di bianco silenzio': Il Cimitero ‘degli Inglesi’ come biblioteca e come archivio/ 'Thunders of White Silence': The ‘English Cemetery’ as Library, as Archive Julia Bolton Holloway, Aureo Anello Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero 'degli Inglesi'


L’INTERNAZIONALITÀ DI FIRENZE: IL RICORDO DI VIEUSSEUX NEL CIMITERO DETTO ‘DEGLI INGLESI’

COSMOPOLITAN FLORENCE: VIEUSSEUX'S MEMORIAL IN THE 'ENGLISH' CEMETERY

MAURIZIO BOSSI

GIOVAN PIETRO VIEUSSEUX/SVIZZERA/ Vieusseux/ Gio: Pietro/ Pietro/ Svizzera/ Firenze/ 28 Aprile/ 1863/ Anni 83/ 828/ Jean Pierre Vieusseux, Genève, rentier, fils de Pierre Vieusseux et de Jean Elisabeth, née Vieusseux/ [Portrait Medallion, Oak, Olive, Bracken Tendrils]/ [Swiss Cross]/ A8O(107)

re anni dopo la fondazione a Firenze del Gabinetto Scientifico Letterario che porta il suo nome, Giovan Pietro Vieusseux riceveva da un suo corrispondente di Tolone, de Lareinty, una lettera, datata 12 settembre 1822 (e oggi conservata presso la Biblioteca Nazionale di Firenze), nella quale si esprimeva sorpresa per la scelta della tranquilla capitale del Granducato di Toscana come sede del suo operare: vi pensavo, dice de Lareinty, “a Odessa, forse in Persia o in India, tanto conosco la vostra capacità di concepire e il vostro coraggio e la vostra volontà per realizzare”.

Three years after founding the 'Gabinetto Scientifico Letterario' (Scientific Literary Cabinet) that bears his name, Giovan Pietro Vieusseux received from a Tolone correspondent, de Lareinty, a letter dated 12 September 1822 (today in the National Library in Florence), in which he expressed astonishment at the choice of the tranquil capital of the Granduchy of Tuscany as seat for his work: 'I thought', said de Lareinty, 'you would instead be at Odessa, or perhaps in Persia or in India, so well do I know your ability to conceive and your courage and your desire to carry out things'.

Poteva quindi sorprendere, chi conosceva  il mercante di origine ginevrina, la scelta che Vieusseux aveva fatto, perché le sue doti ne facevano per costituzione uno dei veri viaggiatori della sua epoca. Erano in suo possesso infatti i requisiti ripetuti fondamentali di abnegazione e di credibilità nelle osservazioni, requisiti ripetuti fino alla consunzione dell’ovvio, dai periodici di primo Ottocento a proposito di chi percorreva il globo per conoscerlo e farlo conoscere. E dato che i periodici dovevano vendere, si trattava evidentemente di doti ritenute interessanti e vitali dal pubblico dei lettori.

The choice Vieusseux made was therefore surprising to those who knew the Genevan merchant, because his talents made him constitutionally one of the true travellers of his period. Indeed he possessed the needed requirements of sacrifice and credibility, as it became obvious in the repeated observations of the journals of the opening of the nineteenth century about those who traversed the globe to know it and to make it known. And given that the journals had to sell, the talents involved were therefore clearly considered by the reading public to be interesting and lively.

I viaggi che Vieusseux aveva compiuto in Nord Europa, in Russia, Turchia e in Nord Africa prima della fondazione del Gabinetto nel 1819 erano viaggi legati al commercio; viaggi di dovere, quindi, condotti senza disconoscere la fatica che comportava attraversare contrade disagiate per contribuire al bene comune, al cammino della civiltà, in una visione morale del commercio come capace di favorire un proficuo intreccio tra i popoli.

The expeditions undertaken by Vieusseux in Northern Europe, Russia, Turkey and North Africa before the founding of the Gabinetto in 1819 were journeys connected to commerce; required travel, therefore, being aware of the fatigue associated with the discomfort of other regions to contribute to the common good, the development of civilization, in a moral vision for commerce as capable of favouring a profitable mingling of peoples.

Sulla scorta di questi trascorsi, il mondo che il ginevrino Vieusseux porta con sé a Firenze è un mondo che vede nell’agire e nel confronto quotidiano con le esperienze condotte in Europa la possibilità della costruzione di una società armoniosa, e che in questa direzione ben si amalgama con gli esiti della politica condotta nel secondo Settecento dal granduca Pietro Leopoldo.

On the basis of all of these, the world that the Genevan Vieusseux brought with him to Florence was a world that saw in the daily work and interactions with the experiences gained in Europe the possibility of constructing a harmonious society, and which in that direction could well amalgamate with the Grand Duke Pietro Leopoldo's political achievements of the second half of the eighteenth century.

Alessandro Volpi nel suo intervento in questo convegno illustra quanto abbia contato la cultura svizzera per Firenze e per la Toscana, e come essa si esprimesse attraverso presenze che coprivano una vasta gamma di ceti, dai più umili ai più influenti. Qui quello che mi importa sottolineare è come l’internazionalità, questo termine che può essere così ambiguo, si presti a molteplici interpretazioni, ben rappresentate dalla varietà di tombe del Cimitero degli Inglesi.

Alessandro Volpi in his presentation in this conference illustrates how important Swiss culture was for Florence and for Tuscany, and how it came to be expressed through a presence that covered a vast range of social classes, from the most humble to the most influential. What is important for me to emphasize is how the cosmopolitanism, that word which can be so ambiguous, lends itself to many interpretations, well represented in the variety of tombs in the 'English' Cemetery.

Sono certo internazionali i valori rappresentati da Firenze, ma diversi sono i modi di riferirsi a questa internazionalità. Vi è un modo, ancora oggi così influente sulle scelte della città, che consiste
nell’‘appropriarsi’, come è successo nel caso di tanta parte della cultura occidentale, della storia di Firenze e della sua civiltà e del suo potenziale simbolico, interpretandoli in forma funzionale al sogno di immedesimazione con un immaginario ispirato da un medioevo e da un rinascimento che hanno raggiunto vertici difficilmente eguagliabili.

Certainly the values represented by Florence are international, but there are different ways of expressing this cosmopolitanism. There is a way, still today so influential to the choices of the city, that consists in 'appropriation', as was the case with so much of western culture, of Florence's history and its civilization and its symbolic potential, interpreting and in a functioning form their own dream of identifying with an imagined world inspired by a Middle Ages and a Renaissance that had reached heights rarely attained.

Di questa prospettiva vi sono stati esempi di grande valore intellettuale, che hanno contribuito fortemente a rendere Firenze un riferimento imprescindibile per la cultura occidentale, come nel caso di un Ruskin o di un Burckhardt.

From this perspective there were examples of great intellectual value, which have greatly contributed to make Florence an indelible reference point for western culture, as in the case of a Ruskin or a Burckhardt.

Un’immedesimazione, però, per la quale gli abitanti costituiscono talvolta quasi un disturbo alla contemplazione della bellezza e del sogno del passato. Tanto forte e persistente nel tempo, questo atteggiamento, da motivare nel secondo dopoguerra la nota polemica tra Bernard Berenson e Ranuccio Bianchi Bandinelli circa la scelta se la Firenze distrutta dalle bombe dovesse essere ricostruita integralmente per salvare – come sosteneva Berenson -  “l’immagine mnemonica” conservata per generazioni, così che il ‘forestiero’ possa contemplarla “quale emanazione di pura bellezza”, come nelle cartoline che i turisti conoscevano, oppure - sosteneva Bianchi Bandinelli - debbano contrapporsi alle “ragioni sentimentali” di chi vuol rivedere i Lungarni “come erano fissati negli acquerelli dei turisti romantici” le ragioni di chi rivendica il diritto di vivere entro una città viva, che segue le vicende della storia umana che vi si svolge.

An identification, however, for which the inhabitants are sometimes almost a nuisance to the contemplation of the beauty and the dream of the past. So strong and so continually persistent was this attitude as to move Bernard Berenson and Ranuccio Bianchi Bandinelli after the Second World War to argue famously over the Florence destroyed by bombs, whether it should be reconstructed entirely to save - as Berenson maintained -  'the memoried imagination' conserved for generations, such that the 'foreigner' could contemplate her as an 'emanation of pure beauty', as in the postcards which the tourists knew, or - as Bianchi Bandinelli maintained - that the 'sentimental reasons' of those who would see the Lungarni 'as forever fixed in the romantic tourists' water colours', ought to be exchanged for the reasons of those who demanded the right to live within a living city as it follows the unfolding of human history.

Ma vi era all’epoca di Vieusseux un modo di entrare nella vita della città, grazie alla capacità di accoglienza che essa garantiva soprattutto con la sua tolleranza religiosa, attingendo al suo primato, ai suoi elementi di richiamo, nutrendone il proprio operare, per modificarla attraverso una quotidiana attività. Considerarla cioè viva, e non solo un’icona intangibile. E’ questa la fonte di un cosmopolitismo inteso come sintesi di esperienze di varia provenienza, in un confronto che ricerca gli elementi più vitali che la città offre, portando dialetticamente il contributo delle diverse identità.

But there was in Vieusseux' day a way of entering into the life of the city, thanks to the capacity to welcome that it guaranteed above all by its religious tolerance, drawing on its superiority, upon its elements of attraction, nourishing its own work, as to modify it in daily activity. Considering it as what is alive, and not only as an untouchable icon. And this is the source of a cosmopolitanism intended to be a synthesis of experience from various regions, in a meeting which sought out the most vital elements that the city offers, bringing dialectically the contribution of the different identities.

L’arrivo di Vieusseux a Firenze si configura in questo senso, e trova il suo ambito specifico in una concreta iniziativa che tiene conto delle effettive potenzialità e carenze della città. Nel suo manifesto di apertura del Gabinetto Vieusseux elenca i molteplici caratteri di attrazione di Firenze per i forestieri (opere d’arte, biblioteche, bellezza della natura circostante), ma sottolinea che le manca un fondamentale elemento di attrazione per gli stranieri che intendano fermarvisi più a lungo che per una rapida visita: la possibilità di disporre di libri e periodici nelle rispettive lingue. Occorre quindi intervenire lì dove si manifesta la più grave, ai suoi occhi, carenza della città, esemplare in questo di una più generale e grave carenza italiana, ovvero un mercato librario che possa veicolare idee e prospettive capaci di stimolare una crescita, favorendo quei contatti e quei confronti che soli possono garantire fertili iniziative. Creare quindi un punto di attrazione per i forestieri e di apertura alla realtà esterna per i fiorentini: ai suoi corrispondenti fuori d’Italia Vieusseux chiede di indirizzare chi passi da Firenze al suo Gabinetto, perché vi troverebbe nelle riunioni che vi si svolgono la possibilità di interessanti incontri.

Vieusseux's coming to Florence is shaped in this sense, and finds its right niche in a concrete initiative that considers the effective potential and needs of the city. In his announcement for the opening of the Gabinetto Vieusseux he lists the many attractions of Florence for foreigners (works of art, libraries, the beauty of the surrounding nature), but he emphasizes the lack of the fundamental attraction for those foreigners who intend to stay some time rather than just a quick tour: the possibility of finding books and journals in their own languages. It is necessary then to meet, in his eyes, the greatest need of the city, being in this also a more general and serious Italian dearth, which was for a book market that could convey ideas and perspectives capable of stimulating growth, favouring those contacts and meetings which alone could guarantee fertile initiatives. To create therefore a point of attraction for foreigners and an opening for outside realities for Florentines; to his correspondents outside of Italy Vieusseux asked that they direct those passing through Florence visit his Gabinetto, because they would find in these meetings taking place there the chance for interesting encounters.

Da questa volontà di trasformare il tessuto interno della città nasceva quel fecondo incontro con le migliori energie e intelligenze italiane e straniere che ha portato a iniziative in cui sempre si colloca come elemento di stimolo e di raccolta il Gabinetto di Vieusseux: gli asili per l’infanzia, il mutuo insegnamento, le casse di risparmio per i lavoratori, le innovazioni nell’agricoltura. Tutto, cioè, quel tessuto di vita civile che mutua le più innovative esperienze degli altri paesi in un confronto che sostanzia un reale cosmopolitismo. Questo in sintesi è il senso della presenza di Vieusseux a Firenze, che motiva l’epigrafe sulla sua tomba, decorata di alloro e quercia, epigrafe che ricorda i suoi meriti per la civiltà italiana.

PX
A GIAMPIETRO VIEUSSEUX
NATO IN ONEGLIA DI FAMIGLIA GINEVRINA
IL XXVIIII DI SETTEMBRE MDCCLXXVIIII
MANCATO IN FIRENZE IL XXVIII D'APRILE MDCCCLXIII
GLI AMICI ED ESTIMATORI
DEI MOLTI SUOI MERITI VERSO LA CIVILTA' ITALIANA
POSERO QUESTO MONUMENTO

From this will to transform the internal fabric of the city was born that fertile encountering of Italians and foreigners with the greatest energy and intelligence led to undertakings in which Vieusseux' Gabinetto was an element of stimulus and hospitality: nurseries for children, mutual teaching, savings banks for workers, innovations in agriculture. All, that is, that weaving of civil life which took up the most innovative experiences from other countries in an interaction that is the substance of a real cosmopolitanism. This in synthesis is the sense of the presence of Vieusseux in Florence, that inspires the epigraph on his tomb, decorated with laurel and oak, an epitaph which records his merits for Italian civilization.

PEACE
TO GIAMPIETRO VIEUSSEUX
BORN IN ONEGLIA OF A GENEVAN FAMILY
29 SEPTEMBER 1769
MISSED IN FLORENCE 28 APRIL 1863
HIS FRIENDS AND ADMIRERS
FOR HIS MANY MERITS TOWARDS ITALIAN CIVILIZATION
PLACED THIS MONUMENT

Ma il vero monumento all’idea di internazionalità che Vieusseux ha rappresentato è costituito dalla biblioteca formatasi nel suo gabinetto di lettura, che va letta nel suo insieme come una viva raccolta, (fortemente caratterizzata alle sue origini dai valori del liberalismo ginevrino) delle speranze, delle prospettive e anche delle sofferenze di un’epoca, con le quali Firenze ha potuto strutturalmente confrontarsi grazie all’opera di Vieusseux, in un effettivo cosmopolitismo che ancora oggi può esserci di insegnamento.

But the true monument to the internationalism that Vieusseux represented is this library formed in his 'gabinetto di lettura', which should be considered as a whole a lively gathering together (strongly characteristic of his roots in the values of Genevan liberalism) of the hopes, of the perspectives and of the sufferings of a period, through which Florence could come to meet herself structurally thanks to Vieusseux' work, in an effective cosmopolitanism that even today can teach us.

© Maurizio Bossi, 2004


THUNDERS OF WHITE SILENCE: THE CEMETERY AS LIBRARY, AS ARCHIVE

TUONI DI BIANCO SILENZIO: UN CIMITERO COME BIBLIOTECA E COME ARCHIVIO

ALLA MEMORIA DI GIULIANA ARTOM TREVES, FIORETTA MAZZEI E NICCOLO' MICHAHELLES

JULIA BOLTON HOLLOWAY
 

ELIZABETH BARRETT BROWNING/ JAMAICA/ENGLAND/ 79. Barrett Browning/ Elisabetta/ / Inghilterra/ Firenze/ 29 Giugno/ 1861/ Anni 45 [incorrect, 55]/ 737/ Elisabeth Barrett Browning, l'Angleterre, agé de 45 ans/ [marble with leading, design, Lord Leighton, execution, Luigi Giovanozzi (1791-1870), sculptor of Duchess of Albany's tomb, Santa Croce, who signs the work to the bottom left]/ GL23777/1 N°293 Burial 01/07 Rev O'Neill; Anthony Webb: heart attack, morphine poisoning; Freeman, 236-23/ Q459: 271 Paoli/ Q479, payment to Ferdinando Giorgi for burial was for two graves, '2 fosse, una delle quali già valutata quando verrà messa in opera', 90 Paoli, invece dei normali 45 Paoli, E.B.B./ OB.1861./ E12I


'Siste, Viator'.
                  'Is there time', I asked,
In these last days of railroads, to stop short:
Like Caesar's chariot (weighing half a ton)
On the Appian road, for morals?'

Elizabeth Barrett Browning, Aurora Leigh II.972-976
 

               The sculptor's Night and Day
And Dawn and Twilight, wait in marble scorn
. . .
  The final putting off of all such sway
By all such hands, and freeing of the unborn
  In Florence and the great world outside his Florence
That's Michelangelo.

Elizabeth Barrett Browning, Casa Guidi Windows I.73-80

t San Lorenzo Michelangelo combined a library with tombs, shaping these with Carrara marble and pietra serena. Elizabeth used the image of Michelangelo's Aurora in both Casa Guidi Windows and in her epic poem writ in nine books, Aurora Leigh, knowing that Strozzi and Michelangelo had inscribed verses against the tyranny of the Medicis for the tomb statues to speak.1

In San Lorenzo Michelangelo coniugò biblioteca e tombe, marmo bianco di Carrara e pietra serena. Elizabeth ben conosceva i versi di  Strozzi e Michelangelo contro la tirannia dei Medici affinché le statue sepolcrali parlassero, e sia in Casa Guidi Windows sia nel suo poema epico in nove libri, Aurora Leigh si ispirò alla figura dell'Aurora di Michelangelo.1

Elizabeth Barrett Moulton Barrett passionately hated her family’s Jamaican slave-owning, as a child knew Hebrew and Greek, espoused Byron’s poetry, and wrote against the oppression of children and women in mines and factories, of Africans in chains, of Russians in serfdom, and of nations under foreign oppression, first Greece, then Italy. She escaped with Robert Browning in 1846 from paternal tyranny to the ‘bella libertà’ of Italy’s Risorgimento that she celebrated in Casa Guidi Windows.

Elizabeth Barrett Moulton Barrett nata in una famiglia proprietaria di schiavi in Giamaica, odiò profondamente ogni forma di schiavitù. Sin da bambina conosceva l'ebraico e il greco e sposando la poesia di Byron scrisse contro l'oppressione dei bambini e delle donne, nelle miniere e nelle fabbriche, degli africani in catene, dei russi in schiavitù, delle nazioni sotto il giogo straniero, della Grecia prima, dell'Italia poi. Il 1846 è l'anno della fuga con Robert Browning dalla tirannia paterna verso la 'bella libertà' del Risorgimento italiano che celebrò in Casa Guidi Windows.

The tomb Lord Leighton designed fifteen years later for Robert Browning’s wife, shows first a cameo head of Poetry, crowned with a garland of laurel, then on the other three sides lyres and harps, one with a broken slave shackle. Olive branches, lilies, thistles, roses and shamrocks, symbolizing Italy and the British Isles, are also there, but the pomegranates she and Robert so loved in their poetry, in reference to his part-Jewish ancestry, are censored. Nor is there even her true portrait or her name. Robert Browning is not buried beside his wife in Florence, but in Westminster Abbey, his body taken to the Poet’s Corner following his death in Venice in 1899.

  See for slave trading by British: http://www.melfisher.org/henriettamarie/overview.htm

Il sepolcro, che Lord Leighton disegnò quindici anni dopo per la moglie di Robert Browning, sulla faccia anteriore raffigura un cammeo a simboleggiare la Poesia, il capo cinto dalla corona d'alloro, sugli altri tre lati si osservano bassorilievi di lire e arpe. Su una lira posano delle catene spezzate. E' anche decorato con ramoscelli d'ulivo, gigli, cardi, rose e trifogli, che simboleggiano l'Italia e le Isole Britanniche, mancano, invece, le melagrane che lei e Robert tanto amarono nella loro poesia, e che rimandano alla discendenza in parte ebraica di lui. Mancano sul sepolcro la sua effige o il nome completo. Robert Browning non è sepolto accanto alla moglie a Firenze, ma in Westminster Abbey, dove dopo la morte a Venezia nel 1889, le sue spoglie furono traslate solennemente nell''Angolo dei Poeti'. 

Elizabeth Barrett Browning derived from Madame de Staël and her book, Corinne ou l'Italie, the role model as prophet for Europe. Madame de Stael, so called from her marriage to a Swedish diplomat, was the daughter of Susanne Curchod, and was raised by the banker and politician Jacques Necker as his daughter, both Curchod and Necker being Swiss, though her father may have been the English historian Edward Gibbon, Susanne Curchod's lover and author of The Decline and Fall of the Roman Empire and of the fine Autobiography narrating his conception of that magnum opus on the Capitoline in Rome, the same setting Madame de Stael was to choose for Corinne's prophecies. The plots of the novel Corinne ou l'Italie and of the epic poem Aurora Leigh are essentially the same. An early portrait of Elizabeth Barrett Moulton Barrett shows her in much the same pose as that by Gérard for Corinne, a portrait as well of de Staël, except that the young girl is writing, the older woman singing to her harp, similar to that which will be sculpted on Elizabeth Barrett Browning's tomb. The three different harps on her tomb represent the Hellenic, Hebraic and Christian worlds, in all of which she is prophetess.

Per il suo ruolo di profetessa d'Europa Elizabeth Barrett Browning si ispirò a Madame de Staël e al suo libro Corinne ou l'Italie. Madame de Staël, che prese questo nome dal matrimonio con un diplomatico svedese, era figlia di Susanne Curchod, ma fu allevata dal banchiere e politico Jacques Necker. Sia Curchod sia Necker erano svizzeri, anche se il padre avrebbe potuto essere lo storico inglese Edward Gibbon, amante di Susanne Curchod e autore di The Decline and Fall of the Roman Empire e della eccellente Autobiografia nella quale racconta di come concepì l'idea di quella magnum opus sul Colle Capitolino a Roma. Quello stesso scenario che Madame de Staël sceglierà per le profezie di Corinne. Le trame del romanzo Corinne ou L'italie e del poema epico Aurora Leigh sono fondamentalmente identiche. Uno dei primi ritratti di Elizabeth Barrett Moulton Barrett la raffigura nella stessa posa di Corinne ad opera di Gérard, anche questo dipinto è un ritratto della Staël, salvo che la giovane fanciulla è ritratta intenta a scrivere, la donna più matura  canta accompagnandosi con la sua arpa. La medesima arpa sarà scolpita sul sepolcro di Elizabeth Barrett Browning. Le tre arpe sulla sua tomba simboleggiano il mondo ellenico, ebraico, e cristiano, in ciascuno dei quali ella è profetessa.

Gerard, Corinne au cap Misène

A circle of friends, poets and artists, came to lie in the Swiss-owned, so-called 'English' Cemetery, Elizabeth Barrett Browning (1861), Arthur Hugh Clough (in the same year), Frances Milton Trollope (1863) and Theodosia Garrow Trollope (1865), Theodosia’s father, Joseph Garrow (1857), her half sister, Harriet Theodosia Fisher (1848), having already been buried here. Their tombs were joined by those of Walter Savage Landor (1864), Isa Blagden (1873) and Hiram Powers (the same year).

Una cerchia di amici, poeti e artisti, si ritrovarono a riposare insieme nel cosìddetto Cimitero 'degli Inglesi' di proprietà svizzera,  Elizabeth Barrett Browning (1861), Arthur Hugh Clough (lo stesso anno), Frances Milton Trollope (1863) e Theodosia Garrow Trollope (1865); il padre di Theodosia, Joseph Garrow (1857), la sua sorellastra, Harriet Theodosia Fisher (1848), avevano già trovato sepoltura qui. A queste tombe si aggiunsero quelle di Walter Savage Landor (1864), Isa Blagden (1873) e Hiram Powers (lo stesso anno).

Two Pre-Raphaelites are associated with the English Cemetery, Holman Hunt and John Roddam Spencer Stanhope. Both sculpted tombs here. Fanny Waugh Hunt died (1866), following childbirth, her husband sculpting her tomb to be beside Elizabeth’s, then marrying her sister to raise their surviving child, and leaving to paint in the Holy Land. During Fanny’s pregnancy he had painted her as ‘Isabelle with the Pot of Basil’ from John Keats’ poem, and also a portrait of her, rich in fabrics, but her face clearly one of a young woman dying.

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In the Holy Land Holman Hunt’s canvasses would include the ‘Scapegoat’, painted by the shores of the Dead Sea. Seven-year-old Mary (1867), her tomb sculpted by her father, John Roddam Spencer Stanhope, also lies beside Elizabeth.

Due nomi della Confraternita Preraffaellita sono legati al Cimitero "degli Inglesi", quelli di Holman Hunt e John Roddam Spencer Stanhope che ne scolpirono due dei sepolcri. Holman Hunt il sepolcro per la moglie Fanny Waugh Hunt (1866) posto accanto al sarcofago di Elizabeth. Fanny morì di parto ed egli dopo averne sposato la sorella perché allevasse il loro bambino sopravvissuto alla madre, se ne andò a dipingere in Terra Santa. Durante la gravidanza di Fanny egli la ritrasse come 'Isabelle with the Pot of Basil' ('Isabella e il vaso di basilico') ispirato dalla poesia di John Keats. In un altro suo ritratto è riccamente vestita, anche se il suo volto è visibilmente il volto di una giovane donna morente. Fra le tele di Holman Hunt realizzate in Terra Santa troviamo 'The Scapegoat' ('Il capro espiatorio), dipinta sulle rive del Mar Morto. John Roddam Spencer Stanhope scolpì il sepolcro per la figlioletta Mary di sette anni d'età. Anch'ella riposa accanto a Elizabeth.

Hiram Powers is buried near his friends. He was American (even part Native American), a sculptor of genius, his figures usually of women in allegorical poses, ‘The Greek Slave’ of a naked woman in white Carrara marble, enslaved by Turks, clutching a rosary, ‘The Last of her Tribe’, a Native American girl, clad in delicate mocassins fleeing her white rapist captors, and also figures of the American Presidents in classicizing togas. The beginning of his career had been in Cincinnati doing waxworks of Dante’s Commedia for Fanny Trollope. Elizabeth had written her sonnet (as if to be inscribed on the statue as an epigram as in the Greek Anthology), ‘Hiram Powers' 'The Greek Slave’, upon his most famous work, exhibited at the centre of the Crystal Palace Exhibition and admired also by Queen Victoria leaning on her Prince Consort’s arm.

Hiram Powers ha trovato sepoltura  vicino ai suoi amici. Scultore di genio americano, in parte indiano americano, i cui soggetti sono, in genere, figure di donne in pose allegoriche: 'The Greek Slave' è una figura muliebre nuda, in marmo bianco di Carrara, imprigionata dai turchi, che tiene stretto in mano un rosario; 'The Last of her Tribe', una fanciulla indiano americana, che porta fini mocassini, colta nell'atto di fuggire dai suoi catturatori e violentatori bianchi; 'America', raffigurata come una donna classicamente modellata dal gioco del panneggio, è di maggior pregio della Statua della Libertà, autenticamente americana e non francese. In toghe classicheggianti scolpì anche i presidenti americani. Hiram Powers intraprende la sua carriera a Cincinnati realizzando cere della Commedia di Dante per Fanny Trollope. Elizabeth per il suo sonetto 'Hiram Powers' "Greek Slave" (come se dovessse essere inciso sulla statua come un epigramma dell'Antologia Palatina) si ispirò all'opera più famosa di Powers, esposta al centro del Crystal Palace in  occasione dell'Esposizione Universale e ammirata anche dalla Regina Vittoria appoggiandosi al braccio del Principe Consorte.

          Hiram Powers’ Greek Slave

          They say Ideal Beauty cannot enter
          The house of anguish. On the threshold stands
          An alien Image with the shackled hands,
          Called the Greek Slave: as if the sculptor meant her,
          (That passionless perfection which he lent her,
          Shadowed, not darkened, where the sill expands)
          To, so, confront men’s crimes in different lands,
          With man’s ideal sense. Pierce to the centre,
          Art’s fiery finger! – and break up erelong
          The serfdom of this world! Appeal, fair stone,
          From God’s pure heights of beauty, against man’s wrong!
          Catch up in thy divine face, not alone
          East griefs but west, - and strike and shame the strong,
         By thunders of white silence, overthrown!

In the Collection of the Corcoran Gallery of Art. Gift of William Wilson Corcoran.

         La schiava greca di Hiram Powers

            Si dice che la Bellezza ideale non possa entrare
            nella casa d'angoscia. Una figura straniera sta
            sulla soglia, con le mani incatenate,
            la Schiava greca: come se lo scultore eleggesse lei,
            (Quella perfezione impassibile che egli le diede,
           ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
            per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
            con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
            infuocato dito dell'arte! - e presto spezza 
            la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
            dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
            Cattura nel tuo volto divino, le pene
            e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
            da tuoni di bianco silenzio sconfitti!

Yet another tomb, near both Hiram Powers' and Elizabeth Barrett Browning's, in its Cyrillic inscription at the base of an Orthodox cross in marble tells the story of one 'Nadezda', 'Speranza', Hope, born in Nubia, a Black slave who came to Florence at fourteen, dying here in her thirties (1851).
 

'Zdes' pokoitsja telo/ negritjanki Kalimy/ vo Sv. Kresenii/ Nadezdy/ privezennoj vo Florenciju iz Nubii/ v 1827 godu . . . 1851// Primi mja Gospodi/ vo Carstvie Tvoe'/Qui giacciono le spoglie mortali della nera Kalima, nel Santo/ Battesimo chiamata Nadezda (Speranza) che è stata portata a Firenze dalla Nubia nel 1827 . . 1851, Accoglila Signore nel Tuo Regno/

Un altro sepolcro, posto vicino a quello di Hiram Powers e al sarcofago di Elizabeth Barrett Browning, con l’iscrizione in cirillico sul basamento di una croce in marmo, narra la storia di una certa 'Nadezda', 'Speranza', nativa della Nubia, schiava nera giunta a Firenze a quattordici anni d'età, per qui morirvi trentenne (1851).

Again and again are figures of silent women, sculpted in white marble, called 'Hope' or 'La fiducia in Dio', by associates of Hiram Powers.

Sovente sono figure di donne silenziose, scolpite in marmo bianco, chiamate 'Speranza', o 'Fiducia in Dio', ad opera di scultori vicini ad Hiram Powers.
 

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Even the black-clad grieving widow of Arnold Savage Landor, her gold ring shown forth ostentatiously, is all rendered in white marble.

E' in marmo bianco anche la vedova di Walter Savage Landor vestita in gramaglie, l'anello d'oro al dito ostentatamente in risalto.

One sculptor jokingly makes white marble become rotting wood, delicate poppies and lilies and ivy, concealing the truth with a beautiful lie. It is he who sculpts the white marble myrtle beside the living green one on a Swiss tomb.

Uno scultore giocosamente trasforma il marmo bianco in legno marcio, in delicati papaveri, gigli, in edera. La verità celando con una bella menzogna. Sempre suo il rilievo in marmo bianco di un mirto su una tomba svizzera. Accanto il verde della viva pianta. 

We recall the Greek epitaph that 'Death is a slave's freedom' and Shakespeare’s sonnet lines, ‘Lilies that fester smell far worse than weeds’. Elizabeth, because she was a woman, was forbidden to set foot in the Gabinetto Vieusseux, having to learn of world events, of man’s wrongs, and rights, from her husband's privileged reading here of newspapers, that the Grand Duke otherwise censored and silenced.

Richiamiamo alla memoria l'epitaffio greco: 'La morte è la libertà dello schiavo', e i versi di un sonetto di Shakespeare: 'gigli che marciscono puzzano assai peggio che erbacce'. Elizabeth, in quanto donna, non aveva accesso al Gabinetto Vieusseux. Veniva a conoscenza degli eventi del mondo, dei mali e dei diritti dell'uomo, tramite la mediazione del marito che godeva il privilegio della lettura dei giornali, all'epoca altrimenti controllati e tacitati dalla censura del Granduca.

The first Duke of Florence, Alessandro de Medici, whose bones lie in one of the two tombs sculpted by Michelangelo, was himself the son of Simonetta, a black slave. Maurice (Moisé) Baruch finds his resting place in the English Cemetery, buried by the Anglican Reverend Tottenham, his tomb inscribed in English and in German, the latter in fraktura (1867). Several of the ex-patriot women of the Anglo-Florentine circle came of mixed blood, of different colours and other faiths, being therefore scarcely marriageable in English society. Elizabeth herself referred to her part slave ancestry, Thomas Adolphus Trollope noted that Ferencz Pulszky's talented beautiful Viennese wife, Therese Walther, was Jewish, while his friend, Isa Blagden, and his own wife, Theodosia Garrow Trollope, were part East Indian and part Jewish. Nathaniel Hawthorne creates a composite of these last two women in the exotic and beautiful character of Miriam in The Marble Faun.2

Il primo Duca di Firenze, Alessandro dei Medici, le cui ossa riposano in una delle due tombe scolpite da Michelangelo, era egli stesso figlio di una schiava nera, Simonetta. Maurice (Moisé) Baruch riposa qui. Gli diede qui sepoltura il Reverendo anglicano Tottenham e la sua tomba reca un'scrizione in inglese e tedesco, quest'ultimo in scrittura Fraktur (1867). Molte delle donne ex patriote della colonia anglo-fiorentina erano di sangue misto, non del tutto degne, dunque, di contrarre matrimonio nella 'rispettabile' società inglese, per la diversità di colore della pelle e per le loro altre fedi. La stessa Elizabeth ricordava i suoi antenati schiavi, mentre Isa Blagden e Theodosia Garrow Trollope avevano in parte origini ebraiche, e in parte le loro radici andavano ricercate nelle Indie Orientali. Nathaniel Hawthorne fonde il carattere di queste ultime due donne nell'esotico e bel personaggio di Miriam in The Marble Faun.2

To re-vision these women, apart from their tombs combining crosses and roses in Carrara marble, it is wise to look at photographs taken of the Trollopes in Florence, Fanny in her invalid’s chair and plaid shawl, the exotic Theodosia, her child Bice playing at her side.

Per una ‘rilettura’ di queste donne che vada oltre i loro sepolcri, che coniugano croci e rose in marmo, il modo migliore è osservare le foto dei Trollope a Firenze: Fanny nella sua sedia da invalida avvolta nello scialle a scacchi, la bella Theodosia e la sua bambina Bice che gioca accanto a lei.
 

Or to see the portrait of Elizabeth Barrett Browning by Michele Gordigiani (whose studio is beside the ‘English Cemetery’), brought here from London's National Portrait Gallery to the Uffizi.

Oppure osservare il ritratto di Elizabeth Barrett Browning di Michele Gordigiani (vicino al Cimitero 'degli Inglesi' esiste ancora il suo studio), conservato alla National Portrait Gallery a Londra, e attualmente esposto agli Uffizi.

While writers loved being guests at Isa Blagden's Villa Brichieri in Bellosguardo, Elizabeth using that setting in Aurora Leigh, Nathaniel Hawthorne in The Marble Faun, even Henry James discoursing upon it. They were at home here in exile in Florence. This is Elizabeth writing on the view from its terrace, in 1857,

Gli scrittori amavano l'ospitalità di Isa Blagden a Villa Brichieri, a Bellosguardo, Elizabeth inserisce quello scenario in Aurora Leigh, Nathaniel Hawthorne in The Marble Faun. Anche Henry James ne scrive in William Wetmore Story and his Friends. In esilio a Firenze essi si sentivano nella città a proprio agio. Nel 1857 Elizabeth così scrive sulla veduta dalla terrazza di Bellosguardo:

     On April 6 we had tea out of doors on the terrace of our friend Miss Blagden, in her villa up at
     Bellosguardo (not exactly Aurora Leigh’s, mind). You seemed to be lifted up above the world
     in a divine ecstacy. Oh, what a vision!

John Brett, Florence from Bellosguardo, 1863, painted after reading Aurora Leigh
Hebrew Cemetery on left outside wall. My thanks to Patricia O'Connor, PRS

     Il sei aprile abbiamo preso il tè all'aperto sulla terrazza della nostra amica Miss Blagden, nella
     sua villa sul colle di Bellosguardo (bada bene, non quella di Aurora Leigh). Sembrava di essere
     innalzati al disopra del mondo in una estasi divina. Che visione!

One tomb, for the grave of a Hungarian exiled patriot's son, Gyula Pulszky (1863), gives that vision of Florence seen from Montici in sculpture.

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Sulla tomba del figlio di un patriota ungherese, l'esule Gyula Pulszky (1863), è scolpito il rilievo raffigurante quella veduta di Firenze dal colle di Montici.

But the interior of Aurora Leigh’s house is the room in which Elizabeth wrote in Via Maggio's Casa Guidi, and which Robert had painted by Giorgio Mignaty, just as it was, at Elizabeth’s death. It is a writer’s room, deep green walls, books on the table, toys on the floor, for this writer is also a mother. Giorgio Mignaty’s own children Demetrio and Elena, are buried in the so-called ‘English Cemetery’, beneath the tall cypresses casting their shade. Three of Hiram Powers’ children share one grave. Both Theodosia and Bice Trollope died young. The Cemetery is tragically filled with the tombs of young children, the girls usually called ‘Florence’, such as with Hiram Powers’ daughter. Southwood Smith, friend of Florence Nightingale (who was herself born here), is buried in the English Cemetery. His tomb epitaph by Leigh Hunt advocates fresh air and hygiene in the home. The work of their circle would bring us a greater freedom from illnesses and early deaths. Yet other tombs are of liberationist historians, archivists, preachers and philologists.3 Among them, the tomb of Theodore Parker (1860), who preached against slavery in America, was later visited by the ex-slave Frederick Douglass. And the Jewish historian, Robert Davidsohn from Gdansk (1937), whose many volumes on the medieval documents and archives of Florence, meticulously mapped the constitutional liberty of Florence’s Republic before the Medici’s tyranny, often now has prayer stones placed on his grave. The 'English' Cemetery is ecumenical and cosmopolitan.

L'interno della casa di Aurora è quello della stanza in Casa Guidi, in via Maggio, dove Elizabeth scrisse, e di cui Mignaty realizzò un dipinto commissionato da Robert Browning così com'era alla morte di lei. E' la stanza di uno scrittore, dalle pareti di colore verde intenso, libri sul tavolo, giocattoli sparsi sul pavimento, in quanto questo scrittore è anche madre. I figli di Giorgio Mignaty, Demetrio e Elena, hanno trovato sepoltura all'ombra degli alti cipressi di questo Cimitero detto 'degli Inglesi', davvero internazionale ed ecumenico.  Tre dei figli di Hiram Powers condividono un'unica tomba. Sia Theodosia sia Bice morirono giovani. Tragicamente, sono numerosissime nel cimitero le tombe di bambini molto piccoli. Le bambine di solito portano il nome di 'Florence', come la figlia di Hiram Powers. Southwood Smith, amico di Florence Nightingale (Firenze fu sua città natale), riposa nel Cimitero 'degli Inglesi'. L'epitaffio sulla sua tomba è di Leigh Hunt e difende la grande importanza dell'aria fresca e dell'igiene nelle abitazioni. Lo zelo degli appartenenti a questa cerchia fu tale che il loro operato portò a debellare malattie e morti precoci. Tra gli altri i sepolcri di storici abolizionisti, archivisti, predicatori e filologi.3 Riposa qui il predicatore Theodore Parker (1860) contro la schiavitù in America. Più tardi (1886) Frederick Douglass, schiavo affrancato, giunse a Firenze con l'intento di rendergli omaggio e ne visitò la tomba. Sulla tomba dello storico ebreo Robert Davidsohn, sovente osserviamo oggi i tradizionali sassolini lì lasciati come segno di preghiera. Nativo di Danzica (1937), i suoi numerosi volumi, frutto del meticoloso lavoro di ricerca sui documenti della Firenze medievale custoditi negli archivi, descrivono minutamente la libertà costituzionale della Repubblica fiorentina prima della tirannia dei Medici. Il Cimitero 'degli Inglesi' è ecumenico e cosmopolita.

We are a gate to the past and to the future, of lives that cheat death through tombs and poems. We are a library and an archive whose books and documents are writ in marble, about freedom. Our tombs are most often inscribed with verses from the Bible, in many scripts, in many languages, Hebrew, Greek, Russian, Romansch, French, German, Italian, English, in a new-found religious freedom this non-Catholic Cemetery represented. Formerly only practising Catholics and Jews were permitted burial in Florence, not Protestants nor Orthodox, whose bodies, before 1827, had to be transported to Livorno, nor was it legal to have the Bible in other than Latin. In our cemetery granddaughters can praise their grandmother quoting from the Book of Job in Romansch. We recall that ancient Greece painted their marble with glorious colours and golden flesh tones. So shall we in our reading of the books penned by those who loved her when living in Florence, turn obituaries into biographies, turn cold marble again into warm flesh, turn black and white into sepia, into green laurels, into rainbows. 'O bella libertà' sings the child beneath Casa Guidi's Windows where another, Elizabeth’s own Anglo-Florentine son, would so soon be born.

Siamo una porta per il passato e per il futuro, di vite che ingannano la morte con i sepolcri e la poesia. Una biblioteca e un archivio che custodiscono libri e documenti sulla libertà scritti in marmo. Le iscrizioni sepolcrali sovente sono versetti tratti dalla Bibbia, in diversi alfabeti e in diverse lingue: ebraico, greco, russo, romancio, francese, tedesco, italiano, inglese, in una ritrovata libertà religiosa incarnata da un Cimitero non cattolico. In epoca antecedente soltanto i cattolici e gli ebrei praticanti potevano trovare sepoltura a Firenze, non i protestanti, non gli ortodossi. Le loro spoglie, prima del 1827, dovevano essere trasportate a Livorno. Fino al Concilio Vaticano II, non era conscesso possedere la Bibbia in una lingua diversa dal latino. Diversamente, nel nostro cimitero le nipotine possono lodare la loro nonna citando in romancio dal Libro di Giobbe. Oggi nel cimitero, tuttora proprietà svizzera, possono essere accolte le urne cinerarie di cattolici e protestanti. Richiamiamo alla memoria che gli antichi greci dipingevano i loro marmi con splendidi colori carnicini. Così noi nella lettura dei libri scritti da coloro i quali amarono Firenze quando nella città dimorarono, trasformeremo i necrologi in biografie, trasformeremo il freddo marmo nuovamente in calda carne. Muteremo il chiaroscuro in seppia. Nel verde dell’alloro. Nei colori dell'arcobaleno. 'O bella libertà' canta il bambino sotto Le finestre di Casa Guidi, dove un altro bambino, il figlio anglo-fiorentino di Elizabeth, sarebbe presto nato.


 
 

NOTES

1 'C'est dans cette cathédrale que Julien de Médicis a été assassiné; non loin de là, dans l'église de Saint-Laurent, on voit la chapelle en marbre . . . où sont les tombeaux des Médicis et les statues de Julien et de Laurent, par Michel-Ange. Celle de Laurent de Médicis, méditant la vengeance de l'assassinat de son frère, a mérité l'honneur d'être appelée la pensée de Michel-Ange. Au pied de ces statues sont l'Aurore e la Nuit; le réveil de l'une, et sur-tout le sommeil de l'autre, ont une expression remarquable. Un poëte fit des vers sur la statue de la Nuit, qui finissaient par ces mots: bien qu'elle dorme elle vit, réveillela si tu ne le crois pas, elle te parlera. Michel-Ange qui cultivait les lettres, sans lesquelles l'imagination en tout genre se flétrit vite, répondit au nom de la Nuit:

Grato m'é il sonno e più l'esser di sasso.
Mentre che il danno e la vergogna dura,
Non veder, non sentir m'é gran ventura.
Però non mi destar, deh parla basso.'
Madame de Staël, 'Le séjour à Florence', Corinne ou Italie (Paris: Gallimard, 1985), pp. 514-515.

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Isa Blagden from Lilian White, Jeanette Marks

There were . . . stories about Miriam’s origin and previous life . . . It was said, for example, that Miriam was the daughter and heiress of a great Jewish banker, (an idea perhaps suggested by a certain rich Oriental character in her face,) and had fled her paternal home to escape a union with a cousin, the heir of another of that golden brotherhood; the object being to retain their vast accumulation of wealth within the family . . . According to a[nother] . . ., she was the offspring of a Southern American planter, who had given her an elaborate education and endowed her with his wealth; but the one burning drop of African blood in her veins so affected her with a sense of ignominy, that she relinquished all and fled her country . . .

    Si raccontavano molte storie sull'origine e la vita passata di Miriam . . . Si diceva, per esempio, che Miriam fosse figlia ed erede di un importante banchiere ebreo, (un'idea, forse suggerita da alcuni tratti marcatamente orientali del suo volto) e che fosse andata via dalla casa paterna  per sfuggire all'unione con un cugino, erede di un altro membro di quella fortunata confraternita, unione decisa affinché quel vasto cumulo di ricchezze rimanesse in famiglia . . . Secondo [un'altra] ipotesi . . .  era figlia di un proprietario terriero del Sud America, il quale le aveva dato un'istruzione approfondita e donato le proprie ricchezze, ma una goccia di sangue africano nelle vene l'aveva afflitta, con un tale senso di vergogna che ella aveva rinunciato ad ogni cosa ed era fuggita dal suo paese . . .

Nathaniel Hawthorne, Il fauno di marmo (trad. it. di Fiorenzo Fantaccini), Giunti, Firenze, 1995.

3 When Mary Somerville, the great mathematician and astronomer, buried her husband here (1860) she noted on his tomb that his father was the 'historian of Queen Anne', and who wrote against slavery in the British Empire./ Quando Mary Somerville, grande matematica e astronoma, diede qui sepoltura al marito (1860) ricordò sulla tomba che il padre di lui fu lo 'storico della Regina Anna' che scrisse anche contro la schiavitù nell'Impero Britannico.

*§  WILLIAM SOMERVILLE/ SCOTLAND/ Somerville/ Guglielmo/ / Inghilterra/ Firenze/ 25 Luglio/ 1860/ Anni 87/ 703/ William Somerville, l'Angleterre (Ledbrough, Roxburghshire, Ecosse), rentier/ DNB, GL23777/1 N° 282 Burial 27/06, Rev O'Neill/ WILLIAM SOMERVILLE/ ELDEST SON OF THE HISTORIAN OF QUEEN ANNE/ BORN AT MINTO ROXBURGHSHIRE/ 22 APRIL 1771/ DIED AT FLORENCE 15 JUNE 1860/ GOD WILL REDEEM MY LIFE FROM/ THE POWER OF THE GRAVE 49 PSALM/ A11N(148)

Both Geneva and Florence had been theocracies, shaping their history on the Bible. Swiss Jacques Augustin Galiffe, who initiated the historical study of archives, saving those of Geneva, and who was the friend of Madame de Staël and of Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi, is buried here (1853), with other members of his family in exile./ Sia Ginevra sia Firenze furono teocrazie, modellando la loro storia sulla Bibbia. Ha qui trovato sepoltura, con altri membri della sua famiglia in esilio, lo svizzero Augustin Galiffe. Egli avviò lo studio storico degli archivi, preservando quelli di Ginevra; fu amico di Madame de Staël e di Jean Charles Léonard Simonde de Sismondi.

JACQUES AUGUSTIN GALIFFE/ SVIZZERA/ Galiffe/ Giacomo A./ / Svizzera/ Firenze/ 15 Dicembre/ 1853/ Anni 77/ 523/ Jacques Augustin Galiffe, Genève, Confederation Suisse, Rentier

JACQUES AUGUSTIN GALIFFE (1773-1853), a Genevan historian and genealogist [in the style of Sismondi, his contemporary], lived and engaged in trade for a time in Holland, Germany and Russia, but returned to Geneva during the Napoleonic period to share in the troubles of his city. Turning to history he was in a sense the first Genevan historian to make use of documentary and archivistic sources with scientific intent. The results of his historic research, however, stripped of artifice and adulation, made him the centre of such controversy and hostility that in the end he preferred to emigrate to Florence. Italy owes to him the first systematic study of the Italian religious exiles of the sixteenth century. His daughter Sophie (1825-1841) and his second wife, Amélie Franço Pictet (1790-1872), daughter of the Charles Pictet who was the Swiss delegate at the Congress of Vienna, are also buried in the cemetery. LS

SOPHIE ANNE MARIE CATHERINE GALIFFE/ SVIZZERA/ Galiffe [Claparede]/ Sofia/ Svizzera/ Firenze/ 14 Novembre/ 1841/ Anni 16/ 228/ Sophie Anne Marie Catherine, born 16th April 1825 god-daughter of Prince Pierre Andreiowitch Viasemsky, died at Florence 14th November 1841.  She showed remarkable dispositions for literature and music.

AMALIE PICTET GALIFFE/ SVIZZERA/ Galiffe nata Pictet/ Amalia/ Carlo/ Svizzera/ Firenze/ 14 Agosto/ 1872/ Anni 82/ 1178/ Amalie Galiffe, fille de Charles Pictet

In the same year Captain Henry Edward Napier, of the Royal Navy, died, having earlier buried his wife, Caroline, a natural daughter of the Duke of Richmond, in Florence’s English Cemetery, in 1836, then having published the Florentine History from the Earliest Authentic Records to the Accession of Ferdinand the Third, Grandduke of Tuscany, in six volumes, 1846-7./ Lo stesso anno morì il Capitano Henry Edward Napier, che nel Cimitero degli Inglesi a Firenze aveva già dato sepoltura alla moglie Carolina (1836), figlia naturale del duca di Richmond. Successivamente pubblicò i sei volumi della Florentine History from the Earliest Authentic Records to the Accession of Ferdinand the Third, Grandduke of Tuscany (1846-1847).

^*§ CAROLINE (BENNETT) NAPIER/ ENGLAND/ Napier/ Carolina/ / Inghilterra/ Firenze/ 5 Settembre/ 1836/ / 141/ GL 23773/4 N° 50: died at Villa Capponi, Rev Knapp; Baptism children GL23773 N° 16 Arthur Lennox b 24/12/33 bp 31/03/34 Rev Hutton, G23773 N° 52 Richard Henry b 11/03/36 bp 28/05/36 Rev Hutchinson, father Henry Edward capt RN mother Caroline/ Maquay Diaries: 6 Sep 1836: ‘Mrs Napier died last night after an illness of 7 hours, leaves 4 children, poor woman.’; 21 September Maquay takes back an old servant who had been with Captain Napier, the latter now leaving as his wife is dead./ DNB entry: 'Napier, Henry Edward 1789-1853, historian, born on 5 March 1789, was son of Colonel George Napier [q.v.], younger brother of Sir Charles James Napier [q.v.], conqueror of Scinde, of Sir George Thomas Napier [q.v.], governor of the Cape of Good Hope, and of Sir William Francis Patrick Napier [q.v.], historian and general. . . . His chief claim to notice is that he was the author of ‘Florentine History from the earliest Authentic Records to the Accession of Ferdinand the Third, Grandduke of Tuscany,’ six vols., 1846-7, a work showing much independence of judgment and vivacity of style, but marred by prolixity. He was elected a fellow of the Royal Society on 18 May 1820, and died at 62 Cadogan Place, London, on 13 Oct. 1853. He married on 17 Nov. 1823 Caroline Bennet, a natural daughter of Charles Lennox, third duke of Richmond; she died at Florence on 5 Sept. 1836, leaving three children'./ Hare, Horner cite Napier's Florentine History/ CAROLINE NAPIER/ WIFE OF/ CAPTAIN/ HENRY EDWARD NAPIER, R.N./ BORN/ 9TH AUGUST 1806/ DIED/ 5TH SEPTEMBER 1836/ IF I HAD THOUGHT THOU COULDST HAVE DIED/ I MIGHT NOT WEEP FOR THEE/ BUT I FORGOT WHEN BY THY SIDE/ THAT THOU COULDST MORTAL BE/ IT NEVER THROUGH MY MIND HAD PAST/ THAT TIME WOULD E'ER BE OER/ AND I ON THEE SHOULD LOOK MY LAST/ AND THOU SHOULDST SMILE NO MORE/ AND STILL UPON THAT FACE I LOOK/ AND THINK TWILL SMILE AGAIN/ AND STILL THE THOUGHT I CANNOT BROOK/ THAT I MUST LOOK IN VAIN/ BUT WHEN I SPEAK THOU DOST NOT SAY/ WHAT THOU NEER LEFTST UNSAID/ AND NOW I FEEL AS WELL I MAY/ SWEET CAROLINE THOU'RT DEAD/ IF THOU WOULDST STAY EEN AS THOU ART/ ALL COLD AND ALL SERENE/ I STILL MIGHT PRESS THY SILENT HEART/ AND WHERE THY SMILES HAVE BEEN/ WHERE EER THY CHILL BLEAK CORSE I HAD/ THOU DIDST STILL SEEM MY OWN/ BUT HERE I LAID THEE IN THY GRAVE/ AND I AM NOW ALONE/ I DO NOT THINK WHERE ER THOU ART/ THOU HAST FORGOTTEN ME/ AND I PERHAPS MAY SOOTHE THIS HEART/ ON THINKING TOO OF THEE/ YET THERE WAS ROUND THEE SUCH A DAWN/ OF LIGHT NEER SEEN BEFORE/ AS FANCY NEVER COULD HAVE DRAWN/ AND NEVER CAN RESTORE/-/ A10T(135)/ See Bennett, for mother's tomb beside hers, also the Kellet tombs of three descendants from Captain Robert John Napier Kellett (1797-1853).

A Scots widow, Mary Young, who sought out archives to write her two volume work on the sixteenth-century Italian Protestant Aonio Paleario, is buried here in a tomb telling of that research and that book (1867)./ Ha qui trovato sepoltura Mary Young (1867), vedova scozzese. Intenso fu il lavoro di ricerca da lei compiuto negli archivi per l'opera in due volumi su Aonio Paleario, protestante italiano del secolo XVI. L'iscrizione sepolcrale ricorda il lavoro di ricerca ed il libro.

* MARY (AUCRUM) YOUNG/ SCOTLAND/ Young nata Aucrum/ Vedova Maria/ Giovanni/ Inghilterra/ Firenze/ 27 Settembre/ 1867/ Anni 76/ 988/ +/ Maria veuve Yung, Edimburg, rentier, fille de John Aucrum/ HOLD [Anchor] FAST/ TO THE MEMORY OF/ MARY YOUNG/ DAUGHTER OF THE LATE/ JOHN STROTHER ANCRUM OF ROXBURGH/ AND WIDOW OF THE REV. ROBERT YOUNG DD MINISTER OF THE/ SCOTS CHURCH LONDON WALL/ ENDOWED WITH SUPERIOR AND REFINED INTELLECT/ FIRM CHARACTER AND ARDENT AFFECTIONS/ SHE WAS BY GOD'S GRACE ENABLED TO SPEND HER WHOLE LIFE IN HIS SERVICE/ AND IN SE. . E . .ING EFFORTS FOR THE GOOD OF OTHERS/ HER FAITH WAS SIMPLE AND UNWAVERING/ SUPPORTED BY THIS FAITH AND CHEERED BY THE HOPE OF GLORY/ SHE ENDURED WITH FORTITUDE THE DECAY OF HER EARTHLY/ TABERNACLE AND JOYFULLY WELCOMED THE SUMMONS/ WHICH CALLED HER HENCE/ ON THE 27 DAY OF SEP 1867/ AGED 77/ AMEN. SO LET IT BE [Books and Palms]/
 

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/ QUI RIPOSANO LE SPOGLIE MORTALI/ DI / MARIA YOUNG/ VISSE MOLTI ANNI IN ITALIA/ RACCOLSE NEGLI ARCHIVI NOTIZIE STORICHE/ CON CUI COMPOSE UN LIBRO ASSAI STIMATO/ LA VITA DI AONIO PALEARIO E I SUOI TEMPI/ DIMORO' LONGAMENTE IN PISA DOVE EDIFICO'/ UNA CHIESA EVANGELICA E UNA SCUOLA/ SOCCORSE SEMPRE I POVERI AMO' LO STUDIO E SI/ . . SE PER IL RISORGIMENTO DELLA LIBERTA ITALIANA/ MORIVA IN FIRENZE ALL'ETA DI 77 ANNI/ IL 27 SETTEMBRE 1867/ FRA LE BRACCIA DELLA INCONSOLABILE FIGLIA/ ALLA SUA CARA MEMORIA CONSACRARONO QUESTA PIETRA/ CARLO E ROBINIA MATTEUCCI/ see Giuliana Artom Treves, The Golden Ring, pp. 121-3./ F4I
[See Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei acquisitions for Volume I of her book, Aonio Paleario and His Times, 1860]

The medieval philologist Adolfo Mussafia (1905) and his wife (1915) from Austro-Hungarian Trieste are buried here./Riposano qui il filologo medievista Adolfo Mussafia (1905) e sua moglie, nativi dell'austro-ungarica Trieste.

§ ADOLFO MUSSAFIA/ TRIESTE?/ [Portrait Medallion]/ ADOLFO MVSSAFIA/ N. A SPALATO, 1834/ M. A FIRENZE IL 7 GIVGNO 1905 / LA MOGLIE INCONSOLATA  D28I
REGINA MUSSAFIA/ AUSTRIA / DELLA VEDOVA REGINA MVSSAFIA MORTA A VIENNA IL XV MARZO MDCCCCXV. QVI PER SVO VOLERE FVRONO DEPOSTE LE CENERI IL SESSEGUENTE XI APRILE/ 2011/ D28I

   Mussafia tomb to left

Also Elena Raffaelovna, the Russian-Jewish wife of Domenico Comparetti (1918)./ Ha qui trovato sepoltura anche la moglie ebrea-russa di Domenico Comparetti, Elena Raffaelovich (1918).

^*°§ ELENA RAFALOVIC COMPARETTI/ RUSSIA/ITALY/[Comparetti/ Elena/ /Italia/ Firenze/ 29 Novembre/ 1918/ / 760 Later Hand]/ [Wife to prof. Domenico Comparetti, ; Talalay: Odessa 1842-1918; femminista, pedagoga, figlia del banchiere Lev Anisimovic Rafalovic e di Elena Jakovlevna Poljakova, moglie del filologo pisano Domenico Comparetti; nel Cimitero algo Allori si trova la tomba della moglie di suo zio Rafalovic Ljubov' Samojlovna/1825-1883, HII11; Bibl.: Storia di Elena, a cura di E. Frontali Montali, Torino, La Rosa, 1980; M.A. Manacorda, 'La breve illusione pedagogica di Elena Comparetti' in L'educazione delle donne: Scuola e modello di vita femminile nell'Italia dell'800, a cura di S. Soldoni, Milano, Angeli, 1989]/ ELENA COMPARETTI/ RAFFALOVICH/ ODESSA 1842/ FIRENZE 1918/ C28L/ °=Valeria Milani Comparetti, Firenze


 

Traduzione di AD
 


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I CIMITERI DI FIRENZE E LA TRASMISSIONE DEL RICORDO NELL’OTTOCENTO/ THE TRADITION OF MEMORY IN NINETEENTH-CENTURY FLORENCE

Il bello sepolcrale/ The aesthetic of tombs, Carlo Sisi, Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze || Vivere con la morte: iscrizioni funebri e monumenti in Toscana/ Living with Death: Tuscan Entombments in the Nineteenth-Century, Anne O’Brien, National University of Ireland, Galway || La letteratura del ricordo/ The Literature of Memory, Laura Melosi, Università di Macerata || Memoria come benedizione: il Cimitero Ebraico a Firenze/ Memory as Blessing: Florence’s Jewish Cemetery, Dora Liscia Bemporad, Università di Firenze|| Architetture dei cimiteri 'degli Inglesi' e 'agli Allori'/ Architecture of the 'English' and 'Agli Allori' Cemeteries, Giampaolo Trotta
 


Si ringraziano per la collaborazione


Lapo Mazzei, Carlo Steinhauslin, Maurizio Bossi
 

AUREO ANELLO ASSOCIAZIONE BIBLIOTECA E BOTTEGA FIORETTA MAZZEI
E AMICI DEL CIMITERO 'DEGLI INGLESI'

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