FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAYAUREO ANELLO ASSOCIAZIONE, 1997-2017: MEDIEVAL: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, SWEET NEW STYLE: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, & GEOFFREY CHAUCER || VICTORIAN: WHITE SILENCE: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || FRANCES TROLLOPE || HIRAM POWERS || ABOLITION OF SLAVERY || FLORENCE IN SEPIA  || CITY AND BOOK CONFERENCE PROCEEDINGS I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII|| MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || EDITRICE AUREO ANELLO CATALOGUE || FLORIN WEBSITE || UMILTA WEBSITE || RINGOFGOLD WEBSITE || LINGUE/LANGUAGES: ITALIANO, ENGLISH || VITA
New: Dante vivo || White Silence
 
LA CITTA' E IL LIBRO VIII CONVEGNO     GLI ATTI


ELIZABETH BARRETT BROWNING E GLI SCULTORI

       

http://www.florin.ms/WhiteSilence.html  Guida virtuale al Cimitero ‘degli Inglesi’

Convegni Internazionale sul Cimitero ‘degli Inglesi’
http://www.florin.ms/CBIII.html (italiano/English): ELOQUENZA SILENZIOSA:
L’internazionalità di Firenze: il ricordo di Vieusseux nel Cimitero detto ‘degli Inglesi’/ Cosmopolitan Florence: Vieusseux's Memorial in the ‘English' Cemetery Maurizio Bossi, Gabinetto G.P. Vieusseux, Firenze || 'Tuoni di bianco silenzio': Il Cimitero ‘degli Inglesi’ come biblioteca e come archivio/ 'Thunders of White Silence': The ‘English Cemetery’ as Library, as Archive Julia Bolton Holloway, Aureo Anello Associazione Biblioteca e Bottega Fioretta Mazzei e Amici del Cimitero 'degli Inglesi' || Il bello sepolcrale/ The aesthetic of tombs, Carlo Sisi, Galleria d'Arte moderna di Palazzo Pitti, Firenze || Vivere con la morte: iscrizioni funebri e monumenti in Toscana/ Living with Death: Tuscan Entombments in the Nineteenth-Century, Anne O’Brien, National University of Ireland, Galway || La letteratura del ricordo/ The Literature of Memory, Laura Melosi, Università di Macerata || Memoria come benedizione: il Cimitero Ebraico a Firenze/ Memory as Blessing: Florence’s Jewish Cemetery, Dora Liscia Bemporad, Università di Firenze|| Architetture dei cimiteri 'degli Inglesi' e 'agli Allori'/ Architecture of the 'English' and 'Agli Allori' Cemeteries, Giampaolo Trotta|| La tentazione di Eva: 'Paradise Lost' nella scultura di Hiram Powers/ Eve Tempted: 'Paradise Lost' in Hiram Powers' sculpture Katerine Gaja, The British Institute of Florence ||L’iscrizione sulla tomba di Walter Savage Landor/ The inscription on Walter Savage Landor's Tomb Mark Roberts, The British Institute of Florence ||La vedova di Arnold Savage Landor: Libri, corpi e l'incisione di memoria in Firenze/ Arnold Savage Landor’s Widow: Books, Bodies and Imprinting Memory in Florence Allison Levy, Wheaton College||Fanny Trollope, la sua famiglia e la cerchia del Villino Trollope/ Fanny Trollope, her Family and Circle at the Villino Trollope David R. Gilbert, The Middle Temple, London
  ||Elizabeth Barrett Browning e la Bibbia/ Elizabeth Barrett Browning and the Bible Stephen Prickett, The Armstrong Browning Library, Baylor University ||La pietra e la parola: Elizabeth Barrett Browning a Firenze/ Stone and Word: Elizabeth Barrett Browning in Florence Claudia Vitale

http://www.florin.ms/CBIV.html (English) LA FAMIGLIA SAVAGE LANDOR NEL 'CIMITERO DEGLI INGLESI': Walter Savage Landor, Julia Bolton Holloway || A. Henry Savage Landor, Piero Fusi

http://www.florin.ms/CBV.html (English) GLI AMERICANI NEL CIMITERO 'DEGLI INGLESI': Introduction || Welcoming Address, Julia Bolton Holloway, President, Aureo Anello || On American Families in Two Florentine Cemeteries, Grazia Gobbi Sica, New York University || I. The Swiss-owned 'English' Cemetery and Anti-Slavery http://www.florin.ms/CBVa.html || Edmonia Lewis and the Boston of Italy, Marilyn Richardson, Independent Scholar || Theodore Parker's Graves, Sally Mitchell, Temple University || Villino Trollope, Piazza dell'Independenza: Incubator for the Independence of the African-American, Brenda Ayres, Liberty University || Social Criticism in Richard Hildreth's The White Slave, 1852, Sirpa Salenius, Universty of New Haven in Florence || II. Hiram Powers, Kate Field and Amasa Hewins http://www.florin.ms/CBVb.html  || The 'English' Cemetery and Historical Reconstruction: Liberating Hiram Powers' 'Greek Slave' to Return to Florence', Roger J. Crum, University of Dayton || Hiram Powers, Kate Field and the Italian Risorgimento, Melissa Dabakis, Kenyon College || Kate Field, Francesca Limberti || Fortunate Associations: The American Painter Amasa Hewins (1795-1855) and Florence, John F. McGuigan, Independent Scholar || III. Joel Tanner Hart http://www.florin.ms/CBVc.html  || Hiram Powers and Joel Tanner Hart: Two Sculptors, a Voyage from Cincinnati Ohio to Florence Italy and the Friendship that Developed, Ted Gantz, Sculptor and Collector  || Joel Tanner Hart: A Kentucky Sculptor in Florence, David Dearinger, Boston Athenaeaum || "Daily Visiting My Studio": Joel Tanner Hart and the Nineteenth-Century Atlantic World. Robert P. Murray, University of Kentucky || From Florence to Frankfort: Joel Hart's Re-interment, Donald Williamson || IV. William Wetmore Story http://www.florin.ms/CBVd.html  || The Significance of Florence in the Life of William Wetmore Story and his Family, Kathleen Lawrence, George Washington University || Storied Life: Marble Fauns, Angels, and Cemeteries: William Wetmore Story and Friends in Italy, Elise Madeleine Ciregna, University of Delaware/ Forest Hills Cemetery || V. American Collectors and Visitors http://www.florin.ms/CBVe.html  || Albert Jenkins Jones: The New York Times' Sculpture Critic in Italy, 1860-1876, Nancy Austin, Independent Scholar || James Lorimer Graham, American Consul, 1832-1876, U.S. Consul in Florence, Jeffrey Begeal, Independent Scholar  || Tracking Enigma - A Grave with a Nickname in the 'English' Cemetery, Margot Fortunato Galt, University of Minnesota and Hamline University, St. Paul, Minnesota  || Jennie's Gift: The Early Purchases of French Imprints for the Daniel Willard Fiske Petrarch Collection, Patrick J. Stevens, Curator of the Fiske Collections and Selector for Jewish Studies, Cornell University || Anne Mac Cracken, Richard Mac Cracken, Independent Scholar || Louisa Catherine Adams Kuhn, Florentine Adventures, 1859-1860, Robert J. Robertson, Lamar University, Beaumont, Texas
 
http://www.florin.ms/CBVIII.html (italiano/English) IL VIAGGIO DI NOZZE DI ELIZABETH BARRETT & ROBERT BROWNING: Elizabeth Barrett Browning e gli scultori, Julia Bolton Holloway  || Il viaggio di nozze di Elizabeth Barrett e Robert Browning, Mark Roberts || I due cimiteri evangelici a Firenze, Grazia Gobbi Sica
 

ELIZABETH BARRETT BROWNING E GLI SCULTORI

JULIA BOLTON HOLLOWAY

[I diapositivi si trovano a http://www.florin.ms/EBBSCULPTORS.ppt; vedi anche http://www.florin.ms/sculptors.html]
 

1 Celebriamo oggi l’inizio di una luna di miele famosissima, che fu intrapresa da due poeti che partirono in modo clandestino da Londra. Fu una fuga d’amore, in cui la sposa aveva 40 anni, e viaggiarono, passando dalla Valchiusa del Petrarca, fino a Pisa e Firenze, dove sarebbero vissuti felici per sempre a Casa Guidi in Via Maggio. Fu un matrimonio straordinario di due geni: Elizabeth Barrett Moulton Barrett, la cui famiglia era stata proprietaria di schiavi in Giamaica e Robert Browning che veniva da una famiglia simile a St. Kitts. Fu Elizabeth che chiese a Robert di sposarla.  2 Aveva scritto un poema delizioso: Lady Geraldine’s Courtship (Il corteggiamento di Lady Geraldine), in cui descrisse la figlia di un conte che corteggiava un poeta di basso ceto, Bertram, invitandolo alla sua casa di campagna nel Sussex, dove avrebbero letto insieme le poesie di Tennyson e Browning, vicino alla statua del Silenzio di Lough, posto sopra una fontana zampillante. Quando lo scrisse, Elizabeth non aveva incontrato né Tennyson, né Browning.       

3 La statua del Silenzio di John Graham Lough si è persa. Il padre dello scultore era un fabbro di Durham. John aveva imparato il mestiere di tagliapietre e di architetto, ma arrivò a Londra negli anni 1820 e scolpì un enorme statua di un Olimpico, che era talmente grande che Lough decise di rompere il soffitto del suo alloggio, per lavorare sul modello in gesso. 4 Scolpì inoltre Cupido e Psiche, ispirato dall’Asino d’oro di Apuleio, che Elisabeth aveva tradotto dal latino in inglese. 5 Quando Elizabeth arrivò a Firenze, vide la scultura classica originale, che Lough aveva copiato, nella Galleria degli Uffizi. Nel suo poema, situò la scultura nella sala che assegna ad Aurora Leigh a Bellosguardo, che in effetti descrive il proprio salone a Casa Guidi. Ricordiamo che Lorenzo Bartolini scolpì una versione ancora più bella dello stesso soggetto.

Ritornando dal continente, ed avendo bisogno di sposarsi con una donna ricca, Robert, dopo aver letto quest’episodio, scrisse d’impeto la sua prima lettera d’amore ad Elizabeth. Il corteggiamento che ne seguì è documentato in una meravigliosa serie di lettere e sonetti (che ella gli tenne nascosta, fino a dopo la nascita del loro figlio Pen) oltre che nella biografia di Virginia Woolf dello spaniel di Elizabeth, Flush. Si sposarono di nascosto il 12 settembre, sfuggendo al padre tirannico di Elizabeth, il 19 settembre (oggi) nel 1845. Durante l’iniziale fallimento del Risorgimento, Elizabeth fomentò il sostegno dei suoi lettori inglesi, scrivendo Dalle Finestre di Casa Guidi, che è un poema/guida di Firenze oltre che documentario degli eventi, a cui aveva assistito e in cui descrive le statue  di 6 Cibele e di Niobe, oltre che 7 le tombe scolpite dei Medici di Michelangelo, qui presentate in fotografie Alinari del 19° secolo e 8 sulla copertina della mia edizione Penguin della sua poesia. 9 Descrive, inoltre il Perseo e la Medusa di Cellini e la testa di Bruto di Michelangelo.  

10 Visitò lo studio dello scultore, Hiram Powers e vi vide la sua Schiava Greca, che sarebbe più tardi stato posta in mostra al centro dell’Esibizione di Crystal Palace a Londra, nel 1851 e che le ispirò questo sonetto appassionato contro la schiavitù.
They say Ideal Beauty cannot enter
The house of anguish. On the threshold stands
An alien Image with the shackled hands,
Called the Greek Slave: as if the sculptor meant her,
(That passionless perfection which he lent her,
Shadowed, not darkened, where the sill expands)
To, so, confront men’s crimes in different lands,
With man’s ideal sense. Pierce to the centre,
Art’s fiery finger! - and break up erelong
The serfdom of this world! Appeal, fair stone,
From God’s pure heights of beauty, against man’s wrong!
Catch up in thy divine face, not alone
East griefs but west, - and strike and shame the strong,
By thunders of white silence, overthrown!       

Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella
casa dell'angoscia. Una figura estranea sta sulla soglia,
con le mani incatenate, la Schiava Greca:
come se lo scultore eleggesse lei,
(quella perfezione impassibile che egli le diede,
ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
con gli ideali dell'uomo. Penetra nell'intimo,
infuocato dito dell'arte! - e spezza presto
la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
dalle pure sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
Cattura nel tuo volto divino, le pene
e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci ed umilia i forti,
da tuoni di bianco silenzio sconfitti!

11 Bisogna ricordare che Hiram Powers era stato scoperto dalla rivale e nemica di Elizabeth, Frances Trollope, quando Fanny (Frances) stava risalendo il Mississipi in direzione di Cincinnati, assieme alla sua nidiata di figli e due domestici. Frances Trollope spronò il giovane Hiram a creare la Commedia di Dante in cera. Fanny, che pure giace in questo cimitero, scrisse due libri sulle sue esperienze americane - un romanzo contro la schiavitù: Jonathan Jefferson Whitlaw, ed un resoconto di viaggio, intitolato  The Domestic Manners of the Americans, che suscitò commenti risentiti dall’altra costa dell’Atlantico che tuttora non sono dimenticati. Entrambi i testi furono scritti per guadagnarsi il pane, in quanto suo marito era un avvocato incompetente, che lasciava a lei il compito di mantenere la loro famiglia. Furono illustrati da un giovane artista, che ella ingaggiò come precettore dei suoi figli, Auguste Hervieux. Hervieux dipinse l’attraente e un po’ lezioso ritratto di Frances Trollope, ora alla National Portrait Gallery, a Londra. Una delle scene mostra la famiglia in visita alla galleria di calchi in gesso di statue nude, durante una serata “Riservata solo alle Signore”. Vediamo la figlia, la madre, la domestica che non riescono a togliere gli occhi dai nudi. Ossia, ridendo di Hervieux, che li disegna, fingendo di essere nella galleria durante la serata “Riservata solo alle Signore”. 12 I Vittoriani indossavano troppi vestiti – il clima era allora più freddo – ma erano affascinati dal contrario di quello che erano loro stessi: eccessivamente coperti e gonfi di crinoline.

13 Anche Nathaniel e Sophia Peabody Hawthorne risiedettero a Firenze, soggiorno a cui s’ispirò Nathaniel, nel suo The Marble Faun, un romanzo a chiave,  in clima risorgimentale, sugli scultori e sugli artisti, in cui Robert Browning divenne Donatello, ed Isa Blagden e Theodosia Blagden, entrambi di provenienza indiana ed ebrea furono le ispiratrici del personaggio di Miriam. Sophia tenne un diario a Firenze e descrisse Hiram Powers, che le insegnava che gli occhi di una statua non debbono mai essere perfettamente tondi, ma debbono avere una protuberanza, per sembrare vivi. Altrimenti sono come le statue nel giardino del Palazzo Mediceo,  il cui sguardo è quello di occhi sbarrati, ma ciechi.
Hiram Powers insegnò all’Accademia delle Belle Arti e, oltre alla sua Schiava Greca, si possono annoverare: 14  L’imperatore Nerone da bambino, 15 la figura dell’America (più bella del dono della Francia della Statua della Libertà), che però fu rifiutata dal Congresso Americano prima della Guerra Civile, perché calpesta le catene infrante della schiavitù e 16 “L’ultima della sua tribù”, una giovane nativa americana che fugge dai suoi persecutori bianchi, giacché anche Powers era in parte nativo americano. 17 Qui lo vediamo in un diario vittoriano, ora al British Institute, fotografato in abiti da lavoro, accanto ad uno dei suoi busti; inoltre ecco una stampa che lo ritrae accanto alla moglie Elizabeth. 18 Tre dei loro figli morirono a Firenze e sono sepolti qui, in una tomba massiccia e semplice disegnata da lui e questa è la maschera mortuaria del suo piccolo James Gibson Powers, che riposa accanto a due delle sue sorelle. Quando Powers stesso morì, suo figlio copiò la stessa massiccia e semplice tomba, che suo padre aveva creato per i suoi figli. La maggior parte delle sculture e dei gessi di Hiram Powers furono spediti allo Smithsonian Museum a Washington D.C. nel 1966. Qui si vedono i gessi che ivi si trovano. La sua statua marmorea di John C. Calhoun aveva già causato la morte per annegamento di Margaret Fuller, del suo piccolo Angelo e del padre del suo bimbo, il Marchese Ossoli al largo di Fire Island, nel  naufragio della nave chiamata “Elizabeth”, che mosse Elizabeth Barrett Browning a scrivere il suo grande poema epico, in cui un’eroina, Aurora Leigh è Margaret Fuller, mentre , l’altra, zingaresca, Marian Erle, con la capigliatura a ciocche tipo spaniel, era basata su se stessa.

19 La magnifica statua grande della Speranza fu scolpita dal collega scultore di Hiram Powers, Odoardo Fantachiotti. Abbiamo la fortuna di avere Daniel Claudiu Dumitrescu, quale nostro restauratore. Dapprima, lavorò come apprendista di Alberto Casciani, restaurando la tomba di un antenato del Visconte Gough, che pagò il lavoro, poi ripulì la tomba di Bartolomeo Odicini, il dottore di Anita Garibaldi e dei suoi figli, in Uruguay, ed in seguito la tomba di Garibaldi stesso, dopo Aspromonte. Da allora, ha restaurato e ripulito talmente tante tombe, in maniera tanto eccellente, che TEMART gli ha affidato la ripulitura della statua di Speranza – era molto sporca – con il laser. 20  Lavorò inoltre alla ripulitura della tomba di Elisa Spence, a Fiesole, anch’essa opera di Odoardo Fantacchiotti. Due estati fa, ha lavorato al restauro del pulpito di Donatello a Prato. Ha anche trascritto due facsimili del Libro del Chiodo, che contiene la condanna all’esilio di Dante e la sua triplice condanna a morte; una copia per il Museo Casa di Dante, l’altro per la Società Dantesca Italiana, dopo averla usata nella nostra produzione della musica della Commedia nel nostro progetto “Dante vivo”. Daniel è un Rom dalla Romania; il suo popolo fu ridotto in schiavitù in Romania, fino a che  Uncle Tom’s Cabin (La cabina dello Zio Tom) di Harriet Beecher Stowe non fu tradotto in rumeno. In seguito, il suo popolo fu trasportato dai nazisti in Transnistria, dove oltre la metà morì di fame. Sono le famiglie rumene Rom che sono state scacciate dall’Osmannoro dai bulldozer, che da sei anni vivono sotto la Loggia degli Innocenti, che restaurano questo cimitero e che hanno piantato questo bel giardino. 21 Precedentemente, era stato imbevuto di erbicidi da trent’anni. 22 Ogni aprile, ora, il cimitero trabocca di gigli fiorentini, di fragranti giaggioli selvatici viola.

23 Questa è una fotografia scattata da Daniel della tomba di Thomas Southwood Smith, il dottore londinese che chiese ad Elizabeth Barret Browning di scrivere”Cry of the Children” (Grido dei bambini) ed a Frances Trollope di scrivere Michael Armstrong Factory Boy, anch’esso illustrato da Auguste Hervieux, per far cessare l’utilizzo di bambini nelle miniere e nelle fabbriche.  Il medaglione è scolpito da un altro americano, Joel Tanner Hart, dal Kentucky,  24 il cui sogno era di scolpire la donna perfetta, che fosse una specie di combinazione di un centinaio di belle donne, come aveva fatto Prassitele. La sua statua fu spedita nel Kentucky, dove fu distrutta in un incendio. Fece anche una tomba temporanea per il predicatore abolizionista americano, Theodore Parker, che per prima disse “Governo da parte del popolo, per il popolo, del popolo”, usato poi da Abramo Lincoln e “l’arco del tempo si inclina lentamente, ma s’inclina verso la giustizia”, usato da Martin Luther King Jr., ed usato anche da Barack Obama sul tappeto dell’Ufficio Ovale e ripetuto al funerale di Nelson Mandela. 25 L’ex schiavo negro, Frederick Douglass, visitò la tomba di Parker e si mise immediatamente in cerca di fondi per la tomba migliore, creata da William Wetmore Story, su cui Henry James  scrisse il suo resoconto William Wetmore Story and his Friends26 E questa è la tomba molto bella che Wetmore Story scolpì per sua moglie, sepolta nel Cimitero Protestante a Roma.

27 Veniamo ora alle scultrici. Una monarchica francese, Félicie de Faveau, evase dalla prigione e si rifugiò a Firenze e scolpì due tombe per questo cimitero, una delle quali non si trova più. L’altra è spezzata. 28 Mentre Harriet Hosmer, a Roma, scolpì le mani intrecciate dei due poeti, Elizabeth Barrett e Robert Browning. Amalia Ciardi Du Pré ha brillante copiato le mani e potete vederne i due calchi in gesso. 29 E questa è la nostra Amalia ad una conferenza precedente, che organizzammo con il Gabinetto Vieusseux sul Cimitero detto “degli inglesi”.

Dopo quindici anni di matrimonio con Robert, la nascita del loro bambino, Pen e la stesura del suo poema epico, “Aurora Leigh”, Elizabeth, morì tragicamente a Firenze. Robert ne fu distrutto, fuggendo da Firenze, per non farvi più ritorno. 30 Frederick Lord Leighton insistette nel far erigere la tomba di Elizabeth a sue proprie spese. Aveva precedentemente illustrato il suo poema “Musical Instrument” sul dio Pan che uccise Siringa per catturarne la musica. Elisabetta aveva detto a Isa Blagden che Pan era Robert, la Siringa sé stessa. 31 Leighton disegnò con cura la tomba, intendendo che riportasse il ritratto di Elizabeth, ma l’amico di Robert, Conte Cottrell e lo scultore italiano, Francesco Giovannozzi, tramutò il ritratto nella figura della poesia, con i capelli tirati su, dietro le orecchie, apparentemente bionda e con gli occhi azzurri, l’esatto contrario dei tratti creoli di Elizabeth. Leighton scoppiò di rabbia quando vide queste modifiche 32 I disegni di Leighton delle tre arpe, comunque sopravvivono, 33 rappresentanti il greco, l’ebraico ed il cristiano. 34 L’arpa greca, sebbene sembri alludere alle maschere della tragedia e della commedia, in realtà è ispirata dalla scultura del dio Pan nel Giardino Torrigiani, dove Isa Blagden invitava i Browning a prendere il te. Sia Isa Blagden, che Lord Leighton e Emily Dickinson sapevano tutti che il matrimonio non finì felicemente 35. Ecco perché riempiamo il cimitero questa sera della musica delle siringhe del Perù.

36 William Holman Hunt e la sua nuova sposa, Fanny Waugh Hunt arrivarono a Firenze, sperando di proseguire per Gerusalemme, ma un epidemia di colera impedì loro di imbarcarsi. Non sapevano che bisogna lavarsi le mani, in epoca vittoriana, quando si aiuta una donna a partorire e Fanny morì di parto. Si mise al lavoro, scolpendo la sua tomba su a Fiesole, dandole la forma di un arca, con una colomba dal ventre tondo e pregno, con un ramo d’olivo nel becco. (Poi dipinse il ritratto di Fanny a memoria, nelle vesti di Isabella con un vaso di basilico, ispirandosi a Boccaccio e Keats.) 37 Giacché il bambino, battezzato Cyril Benoni Hunt sopravvisse, 38 la chiesa inglese di St. Mark’s ha un calice con l’anello di matrimonio di Fanny, 39 e la patena in onore di Cyril Benoni.

Le tre tombe sono una vicina all’altra, la tomba dell’accademico Leighton creata per Elizabeth Barret Browning, la tomba pre-raffaellita di Holman Hunt per Fanny, 40 e la tomba pre-raffaellita creata da John Roddam Spencer Stanhope per sua figlia, Mary, che morì all’età di sette anni, immaginata diciassettenne più tardi, però da suo padre ed effigiata come una Psiche con Caronte, un dipinto, ora di proprietà di Andrew Lloyd-Webber. 41 Lloyd-Webber voleva talmente acquistare “Giugno in Fiamme” di Lord Leighton, ma ne fu impedito perché sua nonna gli rifiutò le 100,00 sterline che ci sarebbero volute per acquistarlo.


ELIZABETH BARRETT BROWNING AND THE SCULPTORS

JULIA BOLTON HOLLOWAY

1Today we are celebrating the beginning of a most famous honeymoon taken by two poets who set off clandestinely from London - an elopement, the bride aged 40 - to journey by way of Petrarch's Vaucluse and Pisa to Florence, where they would live happily ever after in via Maggio's Casa Guidi. It is an extraordinary marriage between two geniuses, Elizabeth Barrett Moulton Barrett, from a slave-owning Jamaican family, Robert Browning from a similar family from St Kitts. And it was Elizabeth who proposed to Robert. 2She had written a delightful poem, Lady Geraldine's Courtship, in which she describes an Earl's daughter wooing a low-born poet Bertram, inviting him to her country house in Sussex and where they read together poems by Tennyson and Browning beside Lough's statue of Silence set in a playing fountain. Elizabeth had not yet met either Tennyson or Browning.

3John Graham Lough's sculpture of Silence is now lost. He was the son of a Durham blacksmith, trained as a stonemason and architect but who came up to London in the 1820s and sculpted this enormous statue of an Olympian, so large he broke the ceiling of his lodgings to work on its clay model. 4He also sculpted ‘Cupid and Psyche’ from Apuleius' Golden Ass, which Elizabeth translated from the Latin into English. 5When she came to Florence she saw the original classical sculpture Lough copied in the Uffizi Gallery. She would place it fictionally in the room she gives to Aurora Leigh in Bellosguardo - which really describes her own salone in Casa Guidi. We recall that Lorenzo Bartolini sculpted an even more beautiful version of the tale.

Robert, coming back from the Continent, and needing to marry wealth, on reading this episode, immediately dashed off his first love letter to her. The courtship that ensued is wonderfully documented in letters, sonnets (which she kept hidden from him until after their child Pen was born), and in Virginia Woolf’s biography of Elizabeth's spaniel, Flush. They married clandestinely on the 12th of September, making their escape from her tyrannical father on the 19th, today, in 1845.

During the initial failure of the Risorgimento Elizabeth drummed up support from her English readers by writing Casa Guidi Windows, which is a mixture of travel guide to Florence and documentary history she witnessed, and in which she describes sculptures of 6Cybele and Niobe, and 7Michelangelo's sculpted Medici tombs, 8given here in Alinari photographs of her century and on the cover of my Penguin edition of her poems. 9She describes, too, the Cwllini Perseus and Medusa and the Michelangelo head of Brutus.

10She visited the studio of the American sculptor, Hiram Powers, and saw his ‘Greek Slave’ there, which would later be exhibited at the very centre of the Crystal Palace Exhibition in London in 1851 and about which she wrote this impassioned anti-slavery sonnet.

They say Ideal Beauty cannot enter
The house of anguish. On the threshold stands
An alien Image with the shackled hands,
Called the Greek Slave: as if the sculptor meant her,
(That passionless perfection which he lent her,
Shadowed, not darkened, where the sill expands)
To, so, confront men’s crimes in different lands,
With man’s ideal sense. Pierce to the centre,
Art’s fiery finger! - and break up erelong
The serfdom of this world! Appeal, fair stone,
From God’s pure heights of beauty, against man’s wrong!
Catch up in thy divine face, not alone
East griefs but west, - and strike and shame the strong,
By thunders of white silence, overthrown!      

Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella
casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia,
con le mani incatenate, la Schiava greca:
come se lo scultore eleggesse lei,
(quella perfezione impassibile che egli le diede,
ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
infuocato dito dell'arte! - e spezza presto
la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
dalle pure sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
Cattura nel tuo volto divino, le pene
e dell'oriente e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
da tuoni di bianco silenzio sconfitti!

11Now Hiram Powers had been discovered by Elizabeth's enemy rival, Frances Trollope, when Fanny was voyaging up the Mississipi to Cincinatti with her brood of children and two servants. Frances Trollope set the young Hiram creating Dante's Commedia in wax. Fanny, who is also buried in this cemetery, wrote two books about her American experiences, one a novel against slavery, Jonathan Jefferson Whitlaw, the other a travel account, The Domestic Manners of the Americans, for which, across the pond, she will never be forgiven. Both books were written by her to keep the wolf from the door, her husband being an incompetent lawyer, leaving her to support his family. They were illustrated by the young artist whom she engaged as her children's tutor, Auguste Hervieux. 11One scene from Domestic Manners shows the family visiting the gallery of plaster casts of statues in the nude on 'Ladies' Night Only'. We see the daughter, the mother, the servant, ogling the nudes. Or, rather, laughing at Hervieux as he sketches them pretending to be in the gallery on the 'Ladies' Night Only'. 12Victorians overdressed - the climate was colder then - but were fascinated by the opposite of their fully garbed and crinolined selves. He is the artist of her winsome portrait, now in London's National Portrait Gallery.

13Nathaniel and Sophia Peabody Hawthorne also stayed in Florence about which Nathaniel wrote, in The Marble Faun, a wonderful Risorgimento-tide romance roman-a-cle
about sculptors and artists, in which Robert Browning becomes Donatello, Isa Blagden and Theodosia Blagden, both part east Indian and part Jewish, the character Miriam. Sophia writes her diary about Florence and describes Hiram Powers teaching her that eyes in a statue must never be perfectly round but have a protuberance to seem alive. Otherwise they are like the statues in the garden of the Medici Palace who stare blindly.

Hiram Powers taught at the Accademia di Belle Arti and among his other works than the Greek Slave, are these, 14the boy emperor Nero, 15the figure of America, more beautiful that France's gift of the Statue of Liberty, but which was rejected by the pre-Civil War American Congress because she is trampling on broken slave chains, and 16'The Last of her Tribe', a young Native American fleeing from her white captors, for he was also part Native American. 17Here we see him in a Victorian diary now in the British Institute, photographed in his work clothes beside one of his busts, and an engraving of him with his wife Elizabeth. 18Three of their children died in Florence and are buried here, in a massively plain tomb he designed, and this is his death mask of his little James Gibson Powers who lies alongside two of his sisters. When Powers himself died, his son copied for his father the same massive tomb as his father had created for his children. Most of Hiram Powers' sculptures and plaster casts were shipped back in 1966 to the Smithsonian Museum in Washington D.C. These are plaster casts there. Already his now lost marble statue of John C. Calhoun had caused the shipwreck and death by drowning of Margaret Fuller, her little Angelo, and her child's father, the Marchese Ossoli, off Fire Island in the ship called the 'Elizabeth'. Which released Elizabeth to write her great epic poem in which one heroine, Aurora Leigh, is Margaret Fuller, the other, the gypsy Marian Erle with spaniel locks, herself.

19The beautiful large statue of Hope is by Hiram Powers' fellow sculptor, Odoardo Fantachiotti. We are blessed in having Daniel-Claudiu Dumitrescu as our restorer. He first conserved in an apprenticeship under Alberto Casciani, the tomb of the ancestor of the Viscount Gough, who paid for the work, next cleaning the tomb of Bartolomeo Odicini, the doctor for Anita Garibaldi and their children in Uraguay, following that for Garibaldi himself after Aspramonte. He then conserved and cleaned so many tombs so excellently that TEMART had him clean Speranza - she was very dirty - with laser. 20At that time he also cleaned the tomb of Elisa Spence in Fiesole, again a work by Odoardo Fantacchiotti. Two summers ago he was restoring Donatello's pulpit in Prato. He has also made two facsimiles of the Libro del Chiodo in which Dante is condemned to exile and death three times, one for the Museo Casa di Dante, the other for the Società Dantesca Italiana, after we use it in our production of the music of the Commedia in our 'Dante vivo' project. Daniel is Roma from Romania, his people were enslaved there until Harriet Beecher Stowe's Uncle Tom's Cabin was translated into Romanian, then his people were transported by the Nazis to Transnistria where more than half died of starvation. It is the Romanian Roma families who were bulldozed out of Osmannoro and who have lived under the Loggia of the Innocenti for six years who restore this cemetery and who planted its fine garden. 21Before, it had been put to weed killer for thirty years. 22Now, in April, it is ablaze with Florence's lily, the fragrant wild purple irises.

23This is a photograph Daniel took of the tomb of Thomas Southwood Smith, the London doctor who had Elizabeth Barrett Browning write 'Cry of the Children' and Frances Trollope, Michael Armstrong Factory Boy, again illustrated by Auguste Hervieu, to stop the employment of children in mines and factories. The medallion is sculpted by another American, Joel Tanner Hart from Kentucky. 24His dream was to sculpt the one perfect woman, combining aspects of a hundred beautiful woman, as had Praxiteles. His statue was shipped back to Kentucky where it was destroyed in a fire. He also made the temporary tombstone for the American Abolitionist Preacher, Theodore Parker, who said first, 'Government by the people, for the people, of the people', next used by Abraham Lincoln, and 'The arc of time bends slowly, but it bends towards justice', next said by Martin Luther King, Jr, used by Barack Obama on the Oval Office carpet and said by him at Nelson Mandela's funeral. 25The former Black slave Frederick Douglass visited Parker’s tomb and immediately sought funds for the better one, created by William Wetmore Story about whom Henry James wrote the two volume William Wetmore Story and his Friends. 26And this is the very beautiful tomb Wetmore Story sculpted for his wife in Rome's Protestant Cemetery.

27And now for the women sculptors. A French Royalist, Félicie de Fauveau, fled from prison to Florence and sculpted two tombs for this cemetery, one now lost and the other broken. 28While Harriet Hosmer in Rome sculpted the clasped hands of the two poets, Elizabeth Barrett and Robert Browning. 29Amalia Ciardi DuPrè brilliantly copied these and you can see the two casts for them. And this is our Amalia at an earlier international conference we had held with the Gabinetto Vieusseux on the 'English' Cemetery.

After fifteen years of marriage to Robert, the birth of their child Pen and the writing of her epic poem, Aurora Leigh, Elizabeth tragically died in Florence. Robert was distraught, fleeing this city never to return. 30But Frederick Lord Leighton insisted on carrying out her tomb at his own expense. He had earlier illustrated her poem, 'Musical Instrument' on the god Pan killing the syrinx to profit from her music, Elizabeth telling Isa that Pan is Robert, the Syrinx, herself. Leighton carefully designed the tomb to have her portrait but Robert's friend, Count Cottrell, and the Italian sculptor, Francesco Giovannozzi, changed it to a figure of poetry, her hair swept up behind her ears, seemingly blonde and blue-eyed, the exact opposite of Elizabeth's Créole features. Leighton was livid with rage about the changes when he saw them. 32Leighton’s designs of the three harps, however, 33Greek, Hebrew and Christian, survive. 34But the Greek harp, though seemingly about the masks of tragedy and comedy, is really from the sculpture of the god Pan in the Giardino Torrigiani. Where Isa Blagden would have the Browning come for tea. Isa Blagden, Lord Leighton and Emily Dickinson all knew that the marriage did not end happily ever after. 35For this reason we are filling the cemetery this night with the music of Peruvian panpipes.

36William Holman Hunt and his new wedded wife, Fanny Waugh Hunt, came to Florence hoping to journey on to Jerusalem but were blocked by a cholera epidemic from setting sail. They didn't know to wash their hands in the Victorian period when delivering babies and she died following childbirth. Holman Hunt set to work sculpting her tomb up in Fiesole, shaping it as a round pregnant belly, as an arc with a dove with a rounded pregnant belly, an olive branch in its mouth.
(He also painted Fanny from memory as Isabella with the pot of basil from Boccaccio and Keats.) 37The baby, named Cyril Benoni Hunt, survived. 38St Mark's English Church has the chalice with her wedding ring and the paten in honour of Cyril Benoni.

The three tombs cluster together, the Academician Leighton's tomb for Elizabeth Barrett Browning, the Pre-Raphaelite Holman Hunt's tomb for Fanny, 40and the Pre-Raphaelite John Roddam Spencer Stanhope's tomb for his daughter, Mary, dead at seven years old, whom he later imagines as at seventeen, as Psyche with Charon, a painting now owned by Andrew Lloyd-Webber. 41Who so wanted to purchase Leighton's ‘Flaming June’ but whose grandmother refused the £100,00 it would have taken to buy it.

MICHELE AUTERI POMAR || LORENZO BARTOLINI || PIETRO BAZZANTI || R. BENCINI || GIUSEPPE  BONDI AND I. BONDI || JOHAN NIKLAS BYSTROM || EMMANUELE CARONI || ARISTODEMO COSTOLI || ODOARDO FANTACCHIOTTI || FELICIE DE FAUVEAU || PIETRO GAVAZZI/ S. PUCCI || FRANCESCO GIOVANNOZZI || LORENZO GORI || JOEL TANNER HART || WILLIAM HOLMAN HUNT || FRANCESCO JERACE || FYODOR FYODOROVICH KAMENSKY || GIUSEPPE LAZZERINI || FREDERIC, LORD LEIGHTON || FRANCESCO MATTEI || HIRAM POWERS || PRESTON POWERS || FRANCESCO POZZI || JOHN RODDAM SPENCER STANHOPE || LAUNT THOMPSON || ALESSANDRO TOMBA || ETTORE XIMENES || EMILIO ZOCCHI

IL VIAGGIO DI NOZZE DI ELIZABETH BARRETT E ROBERT BROWNING

MARK ROBERTS



I DUE CIMITERI EVANGELICI A FIRENZE

GRAZIA GOBBI SICA



I due cimiteri evangelici, quello di Porta a Pinti, detto degli Inglesi, e quello sorto successivamente alla chiusura del primo sulla via Senese, Agli Allori, sono la tangibile testimonianza della fortuna che ebbe Firenze nell’Ottocento diventando una meta del soggiorno, a volte permanente, di molti foreigners, in gran parte Anglo-Americani. Fra i tanti che espressero il loro amore per la città ne citiamo due:

scrive Nathaniel Hawthorne  nelle sue note di diario[1]
My beautiful Florence! The flowers of cities, the most highly cultivated of communities, the very rose of civilization
e Elizabeth Barrett Browning in una lettera  a Thomas Westwood dell’11 settembre 1847
 what Florence is the tongue of man or poet may easily fail to describe. The most beautiful of cities, with the golden Arno shot through the breast of her, like an arrow .. and “non dolet”[2]
Molti stranieri, attratti dal mito di Firenze, cercando di sfuggire all’atmosfera materialistica dei loro paesi in via di industrializzazione, scelsero Firenze come il luogo dove vivere le loro esistenze, creare le loro opere, coltivare i loro sogni. Firenze divenne l’emblema di quella civiltà che catturava l’attenzione di artisti e letterati, studiosi d’arte e  collezionisti. Molti di essi decisero di restare qui anche dopo la morte a conferma del loro legame con la città. Le loro tombe e i due cimiteri nelle quali sono collocate rappresentano i forti legami che uniscono la comunità di espatriati a Firenze.

Il cimitero sorto nel 1827 su progetto dell’architetto Carlo Reishammer su un terrapieno  fuori Porta a Pinti, realizzato su richiesta presentata al granduca dalla numerosa comunità svizzera residente a Firenze, ebbe una vita breve. Meno di cinquanta anni dopo, il terrapieno, appoggiato alle antiche mura che da settecento anni racchiudevano la città, divenne un’isola circondata dai viali di circonvallazione, realizzati su progetto di Giuseppe Poggi per il piano di ampliamento di Firenze capitale del regno d’Italia. La demolizione delle mura arnolfiane  fu alquanto discussa e deplorata da vari membri della comunità straniera. Fra questi il celebre poeta Robert Browning, lasciata Firenze dopo la morte della moglie Elizabeth, scrisse all’amica Isa Blagden[3]
Yes, Florence will  never be my Florence again […] Oh those walls & the way back & the gate& the long street& the corner house bent sharp like a card […] Are they going to pull the old walls down, or any part of them, I wait to know? Why can’t they keep the old city as a nucleous and build round and round it, as many rings of houses as they please – framing the picture as deeply as they please? […] If I am at liberty to flee away one day it will not to be to Florence, I dare say […] I shall not live again at Florence. I think – the changes seem too violent here – you get used to them little by little, but if I went and found walls levelled, squares where lanes used to be, and so fort, I could not bear it […] Poor dear Florence, I shall very probably never see again…
 Costretto alla chiusura, per l’impossibilità di espandersi, il cimitero che ospitava le spoglie dei numerosissimi stranieri morti a Firenze, ebbe la sua prosecuzione nel cimitero agli Allori realizzato nel 1878 sul declivio di una collina lungo la via Senese, su progetto dell’architetto Giuseppe Boccini.[4]

Possiamo considerare i due cimiteri come musei open air, documenti della cultura figurativa del periodo con i loro monumenti e le simbologie presenti, ma anche documenti di vita delle numerose persone vissute a Firenze e qui sepolte, delle loro identità, delle loro storie. Ed ecco che i due cimiteri insieme ci offrono la testimonianza dei legami famigliari esistenti anche se in qualche modo interrotti con la chiusura del cimitero di Porta Pinti .

Così Julia Bolton Holloway  segnala, la chiusura del primo e l’apertura del secondo «further cruelly divorced the bodies of husbands from wives, mother from sons, father from daughters….».

Innumerevoli i casi che si potrebbero considerare esaminando la situazione di questi expats: la chiusura del cimitero a’ Pinti segnava una doppia, o forse tripla separazione per coloro che  erano lontani dalla madre patria, dai propri famigliari morti e infine  dal luogo dove i loro cari erano sepolti. 

Ma vogliamo qui considerare il caso abbastanza singolare di una famiglia celebre, quella dei poeti Elizabeth Barrett e Robert Browning, divisa non dalle vicende dei  cimiteri ma dagli eventi delle proprie esistenze e infine in qualche modo riunita, sia pure non interamente, nella città che avevano amato.

Al cimitero di Porta Pinti un monumento a sarcofago sostenuto da sei pilastri si innalza nel viale centrale. E’ la tomba di Elizabeth Barrett che reca scolpito sul fronte un medaglione al centro con il profilo idealizzato della poetessa, i simboli della sua arte e le lettere E B B. Era stato progettato dal famoso pittore Frederick Lord Leighton che aveva incontrato molte difficoltà prima della realizzazione nel 1865. Il 15 luglio 1862 egli scrisse a Robert Browning[5]
The one thing of paramount importance is the foundation which must be of this nature- the part below the soil should be a hollow square of brick work having the shape of  the pedestal of the monument; it would look thus in the plan (follows a rough sketch); the inside would be hollow – the thickness of the walls of this structure should be if of brick about a foot – more or less- if of loose stone or marble about 16 inches
Robert gli rispose
I can only repeat, with entire truth, that you will satisfy me wholly. I don’t think, however, you can make me more than I am now
Nello stesso tempo scrisse all’amica Isa Blagden dichiarando la sua intenzione di venire a Firenze una volta che il monumento fosse eretto, cosa che in realtà non accadde mai più, anche se nella corrispondenza con l’amica sono numerosissimi i riferimenti al monumento e alle fasi della sua realizzazione.[6]

Fin troppo nota la vicenda di Elizabeth per tracciare qui qualcosa più di una sintetica memoria. Viveva a Londra in una condizione di semi-segregazione, dovuta alla salute malferma e all’oppressione paterna, nella casa di famiglia in Wimpole Street. La pubblicazione dei suoi Poems nel 1844 suscitò l’attenzione del poeta Robert Browning che le scrisse una lettera, seguita da molte altre nei mesi successivi fino al loro fidanzamento, al matrimonio clandestino e alla fuga in Italia. Qui Elizabeth, rinata a nuova vita, grazie alla libertà, all’amore di Robert, al clima,
Vi immaginate che cosa provo, trasportata dalla mia tetra camera alla visione della natura? E’ un tal mutamento, una così strana libertà e felicità[7]
diede alla luce un figlio nel 1849 nonostante l’età non più verde e dopo vari tentativi malriusciti.

La dimora in cui visse col marito e il figlioletto, Casa Guidi in via Maggio, divenne, nonostante la vita ritirata condotta da Elizabeth, un centro cui facevano riferimento gli scrittori e gli intellettuali in visita a Firenze.

Il suo coinvolgimento con le vicende risorgimentali trova un corrispettivo nella vicenda personale. Il Risorgimento italiano è stato visto come un’allegoria della sua vita  e del suo sforzo letterario: è il suo personale risorgimento come donna e come poeta che si specchia in quello del paese che la ospita. Casa Guidi Windows (1851) e Poems before Congress (1860) sono le opere poetiche che più manifestamente esprimono la sua passione per la libertà dell’Italia.

Pen o Penini, l’adorato figlioletto dai lunghi riccioli biondi, "so fat and rosy and strong that almost I am sceptical of his being my child", la cui nascita l’aveva deliziata e sopresa, vestito con pizzi e velluti, rimase ben presto privato della madre, morta nella notte del 29 giugno 1861. «La morte di Cavour l’aveva tremendamente colpita e fatto versare lacrime amarissime. Questa agitazione l’aveva indubbiamente indebolita e forse è stata la causa della sua fine».[8]

Orfano a 12 anni, il piccolo Pen seguì il padre dapprima in Francia, poi a Londra. Il suo iter scolastico fu assai deludente e non riuscì a essere ammesso a Oxford come il padre aveva sperato. Nonostante l’educazione ricevuta in campo artistico, Pen pareva privo di ambizioni e obiettivi, finchè John Everett Millais, il pittore preraffaellita, suggerì di coltivare un certo  talento per la pittura e la scultura. Studiò quindi con Auguste Rodin a Parigi, e Jean-Arnould Heyermans ad Anversa. Tuttavia non entrò mai a far parte dell’establishment artistico inglese, benchè godesse di una certa fama. I suoi soggetti favoriti come scultore e come pittore erano i nudi femminili ritratti assai realisticamente e questo sicuramente offendeva il gusto della pudibonda società vittoriana.

Nell’ottobre 1887 Pen sposò una ereditiera americana, Fannie Coddington figlia di un ricco mercante.  Non ebbero figli, ma il matrimonio gli consentì per un certo periodo una vita assai agiata e, riscoperto il suo amore per l’Italia, decise di stabilirsi a Venezia dove acquistò palazzo Rezzonico sul Canal Grande, occupandosi attivamente del suo restauro. In questi anni limitò la sua carriera artistica, a causa di problemi alla vista, tuttavia a questo periodo risalgono gli eccellenti ritratti del padre ormai vecchio, morto nel 1889 durante una visita a Venezia. Venduto il palazzo veneziano a causa di problemi intercorsi con la moglie, Pen si occupò con affettuosa sollecitudine della zia Sarianna che l’aveva allevato dopo la morte della madre e dei vecchi domestici che l’avevano visto bambino. Insieme a loro visse a Venezia, poi ad Asolo e a Firenze. Investì alcuni capitali in una produzione di pizzi ad Asolo per favorire l’occupazione femminile nel paese. Qui morì nel 1912. I suoi beni, inclusa Casa Guidi e tutti i possessi dei Browning furono venduti all’asta da Sotheby a Londra nel 1913. La moglie, che si era disfatta di tutti i cimeli appartenuti ai genitori del marito, per capriccio più che per necessità, fece trasferire le sue spoglie, inumate ad Asolo, al cimitero Agli Allori a Firenze, forse animata da un superstite senso di affetto, facendolo ricongiungere idealmente alla madre sepolta al cimitero degli Inglesi a piazza Donatello e alla città dove era nato.

Una semplice lastra tombale rettangolare su zoccolo in granito e marmo bardiglio con una croce latina trilobata incisa nella parte superiore, posta nel quadrato E fila V numero 19, è la tomba di Pen. Sulla faccia della lastra è incisa l’iscrizione:
ROBERT WIEDEMANN BARRETT BROWNING/
BORN AT FLORENCE MARCH 9 1849/
ENTERED INTO LIFE ETERNAL/
ASOLO JULY 9 1912

Poco lontano dalla tomba di Pen è quella della zia Sarianna: una esistenza oscura, illuminata solo di riflesso dalla gloria del fratello Robert e della cognata, Elizabeth Barrett, quella di Sarianna Browning. Unica sorella del poeta, Sara Anna, o Sarianna, era nata due anni dopo di lui, nel 1814; aveva trascorso una serena giovinezza nella casa paterna a Londra, dove era rimasta a vivere coi genitori senza sposarsi. La madre era morta nel 1849 e Sarianna aveva seguito il padre Robert Sr. quando, andato in pensione dalla Bank of England nel 1851, aveva lasciato l’ Inghilterra stabilendosi a Parigi, in un appartamento al 151 di rue de Grenelle. Alla morte della cognata Elizabeth, nel 1861, suo fratello Robert con il figlio Pen appena dodicenne, erano divenuti oggetto delle sue cure.  Lasciata Firenze, accompagnati dalla fedele amica Isa Blagden, padre e figlio si  erano dapprima rifugiati a Parigi a casa del vecchio Robert per recarsi in seguito in Inghilterra. Dopo la morte del padre  nel 1866, Sarianna si era trasferita in Inghilterra presso il fratello e il nipote seguendo l’uno nel suo percorso di gloria, l’altro nelle sconfitte di una esistenza minata dalla celebrità dei genitori. Aveva accompagnato Robert e Pen durante i loro viaggi in Europa. Nell’88  un viaggio a Venezia aveva condotto Robert e Sarianna a soggiornare presso il figlio e nipote. Il soggiorno veneziano era durato tre mesi, poi i due non più giovani fratelli, Robert al colmo della gloria di poeta, Sarianna, nell’ombra in cui era sempre vissuta, si  erano recati dapprima ad Asolo, poi di nuovo a Venezia. Robert, muore qui dopo una breve malattia mentre sta progettando il ritorno in Inghilterra. Sarianna, ormai sessantacinquenne, segue il nipote Pen. Nel 1903 muore ed è sepolta Agli Allori dove, non lontano, verrà sepolto anche l’amato nipote, Robert Wiedemann Barrett Browning.

Nel quadrato E fila II numero 13 entro un recinto a terra poggiante su zoccolo a sezione rettangolare è la stele rastremata e completamente liscia, sormontata da un coronamento a crociera con timpani cuspidati e acroteri lisci. In basso la stele è ornata da una cornice continua di ovuli e dardi, rifinita agli angoli da foglie d’acanto. Anche l’iscrizione è semplicissima:
SARIANNA BROWNING/
7 JANUARY 1814/
22 APRIL 1903

Al gruppo famigliare manca a Firenze Robert che fu sepolto a Londra al Poets’ Corner in Westminster Abbey accanto ad Alfred Tennyson.

NOTE

[1] N. Hawthorne, Notes on England and Italy, New York ,1875, p. 372.

[2]  The Brownings’ Correspondence, 14, 297–299. www.browningscorrespondence.com

[3]  Dearest Isa: Robert Browning’s Letters to Isabella Blagden, ed. E.C. McAleer, Austin, University of Texas Press, 1951, pp. 116, 204,232.

[4] G. Gobbi Sica, In Loving Memory Il cimitero agli Allori di Firenze, Firenze, Leo S. Olschki, 2016.

[5] Mrs Russell Barrington, The life, Letters and Work of Frederick Leigton, London 1906, II p.65.

[6] Julia Bolton Holloway, http://www.florin.ms/ebbtomb.html

[7] E.Barrett Brownings,  Letters, edited by  F.G. Kenyon, London 1897, vol. I p. 323.

[8] H. James, William Wetmore Story and his friends, London 1903, vol. II p. 64

















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