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IN INGLESE  
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APP - LA FIRENZE DI

ELIZABETH BARRETT BROWNING

a
Elizabeth Barrett Browning,
Michele Gordigiani, 1858
 

Casa Guidi, da George Mignaty, 1861

                                                                                                

Ordine su mappa
3=Capella Medicea
9=Cimitero degli Inglesi
15
=Accademia di Belle Arti
17
=Uffizi
22=Casa di Dante
23=Casa Guidi
26
=Ponte Vecchio
31
=Bargello
35
=Palazzo Vecchio
37
=Santa Maria Novella
42
=Palazzo Pitti
63=San Lorenzo
64=San Miniato al Monte
65=Santa Croce e Borgo Allegri
67
=Santa Maria del Fiore
70
=Santissima Annunziata
Bellosguardo
Vallombrosa

Arrivando dalla Stazione
37=Santa Maria Novella
63
=San Lorenzo
3
=Capella Medicea
67=Santa Maria del Fiore
15
=Accademia di Belle Arti
70
=Santissima Annunziata
9
=Cimitero degli Inglesi
65=Borgo Allegri, Santa Croce
31=Bargello
35=Palazzo Vecchio
17=Uffizi
26=Ponte Vecchio
42=Palazzo Pitti
23=Casa Guidi
64=San Miniato al Monte
Bellosguardo
Vallombrosa

Percorsi da Casa Guidi
23
=Casa Guidi
42
=Palazzo Pitti
64=San Miniato al Monte
26=Ponte Vecchio
35
=Palazzo Vecchio
17
=Uffizi
31
=Bargello
65
=Borgo Allegri, Santa Croce
67
=Santa Maria del Fiore
37
=Santa Maria Novella
63
=San Lorenzo
3
=Capella Medicea
15
=Accademia di Belle Arti
70
=Santissima Annunziata
9
=Cimitero degli Inglesi
Bellosguardo
Vallombrosa


[I numeri ipertestuale indicano i luoghi che possono essere ritrovati sulla piantina. Aprire ambedue i file passando dall'uno all'altro. Casa Guidi (23) è aperta ai visitatori il lunedì, il mercoledì, e il venerdì dalle ore 15.00 alle ore 18.00, escluso il periodo invernale.Il Cimitero 'degli Inglesi' (9) è visitabile il lunedì: 9.00-12.00, e dal martedì al venerdì: 15.00-18.00 orario estivo (ora legale), 14.00-17.00 orario invernale (ora solare)]


AUDIO FILES IN INGLESE DELLA FIRENZE DI ELIZABETH BARRETT BROWNING
CASA GUIDI WINDOWS,
AURORA LEIGH & POLITICAL POEMS
to accompany Elizabeth Barrett Browning's Florence and Map of Florence.


PREFAZIONE

Elizabeth Barrett Moulton Barrett invalida per una tubercolosi infantile e già poeta di successo, a quarant'anni d'età compie la fuga con Robert Browning, con al seguito la cameriera, Lily Wilson, e lo spaniel Flush. Diretti a Firenze - passando per Parigi, Valchiusa e Pisa nel settembre 1846 - vi giungono nell'aprile del 1847. In luglio visitano Vallombrosa, e al ritorno scoprono Casa Guidi in Via Maggio (23), che diviene la loro dimora per il resto della vita matrimoniale. Presto incontrano Hiram Powers, grande scultore americano, e subito dopo la scultrice francese Félicie de Fauveau. Anni dopo, Virginia Woolf descriva la biografia di EBB fra il suo cane Flush e la sorella Vanessa Bell l'ha illustrata:


Miss Mitford porta Flush a Elizabeth Barrett in Wimpole Street

Elizabeth Barrett Browning a Casa Guidi con Flush

Elizabeth stringe amicizia anche con Margaret Fuller, il presunto consorte e il loro bambino, i quali, dopo essere fuggiti dal disastro della Repubblica Romana di Mazzini, giungono a Firenze nell'aprile del 1850 poco prima della morte, avvenuta il 19 luglio dello stesso anno per l'affondamento dell'Elizabeth al largo di Fire Island. Elizabeth si ispirerà a lei per il carattere di Aurora nel suo poema Aurora Leigh. Tra i loro amici americani sono da ricordare Harriet Beecher Stowe, autrice di Uncle Tom's Cabin, romanzo contro la schiavitù in America, e tra gli altri, gli Hawthorne, la giovane Kate Field, giornalista dell'Atlantic Monthly, la scultrice Harriet Hosmer.


Le mani congiunte di Harriet Hosmer di Elizabeth Barrett e Robert Browning


Le mani congiunte di Harriet Hosmer, copiata da Amalia Ciardi DuPrè.

Tra gli amici inglesi annoveravano Walter Savage Landor, di cui alla fine si prenderanno cura negli anni della sua demenzia senile - Elizabeth parla della sua barba come della 'più bella barba mai vista, tutta un bianco bioccolo di spumeggiante bellezza' - Seymour Kirkup che nella Cappella della Maddalena del Bargello (7) scoprì un ritratto di Dante attribuito a Giotto; John Ruskin, autore di Mornings in Florence; il fratello di Tennyson, Frederick Tennyson; Robert Lytton, che divenne Vicerè d'India; e - alla lontana - i Trollope. Elizabeth escluse, però, dalla sua cerchia George Eliot quando giunse in Italia per compiere il lavoro di ricerca sull'epoca di Savonarola per il romanzo Romola.

Sulla mensola in marmo del caminetto di Casa Guidi Elizabeth pose le due incisioni tratte da A New Spirit of the Age di Hengist Horne.  Inferma, segregata nella sua stanza di Wimpole Streeet, collaborò all'edizione del volume. Le due incisioni sono quelle di Lord Tennyson, Poeta laureato, e di Robert Browning, autore del Paracelsus. Nel suo poemetto Lady Geraldine's Courtship del 1844, e prima di incontrare i due poeti, aveva scherzosamente fatto a entrambi proposta di matrimonio nel punto in cui parla della sua eroina che legge con il suo amante eroe de:


                                                   l'estatica reverie di Tennyson, -
O da Browning qualche 'Melagrana', che se tagliata nel profondo
rivela un cuore tinto di sangue, di una umanità da vene percorsa! -

aaa

A queste immagini si sarebbero aggiunte sulla mensola del caminetto in Casa Guidi lo schizzo di Dante Gabriel Rossetti, che raffigura Tennyson intento a leggere 'Maud'. Elizabeth scrisse intorno a questo episodio nell'ottobre del 1855.

Robert, nel frattempo, arredò la grande stanza nella quale Elizabeth scriveva (che ella soleva dire pareva 'la stanza tratta da un romanzo') con pezzi d'antiquariato, quadri, il grande specchio dalla cornice dorata. Molti dei pezzi provenivano da monasteri soppressi, e furono da lui acquistati in San Lorenzo (63) dove, un giorno, trova anche 'The Old Yellow Book', cronaca del processo di un uomo per l'omicidio della propria moglie.


La visita a Vallombrosa seguirono i soggiorni a Bagni di Lucca, dove, un mattino del 1849, Elizabeth timidamente donò a Robert i sonetti sul loro amore che anni prima ella scrisse nella sua stanza da invalida in Wimpole Streeet. Robert prontamente pubblicò i sonetti come Sonnets from the Portuguese. Fu qui, in Casa Guidi (23), il 9 marzo 1849, che nacque il figlio Pen Browning, di cui Elizabeth scriverà sia in Casa Guidi Windows II sia in Aurora Leigh. Da qui il 12 aprile 1848 Elizabeth potè assistere al ritorno del Granduca con l'esercito austriaco che di lì a poco avrebbe tiranneggiato il popolo fiorentino, anche proibendo il vessillo rosso, bianco e verde - i colori della veste di Beatrice nel Purgatorio. Elizabeth come atto provocatorio arredò il suo salone con tende bianche e rosse, contro lo sfondo verde delle pareti. Ella soleva scrivere nella bassa sedia a sdraio che vediamo nel dipinto di George Mignaty, infilando i fogli tra i cuscini quando giungevano visitatori. In questa casa, nella camera da letto, il 29 giugno 1861, Elizabeth Barrett Browning muore. Dopo la sua morte Robert Browning taglia i riccioli di Pen e fa ritorno assieme a lui in Inghilterra dopo aver commissionato a George Mignaty un dipinto della stanza dove Elizabeth aveva scritto molte delle sue lettere e delle sue più importanti poesie.

  


Quando sono stata Custode a Casa Guidi nel 1988 abbiamo trovato che le mure della sala d'ingresso erano affrescati nell Settecento con corone d'alloro e chiavi greci che ho schizzato in aquerelle.. Dopo queste mure erano imbianchate.

Sophia Peabody Hawthorne così descrive Casa Guidi (23):

. . . alle otto ci recammo all'illustre Casa Guidi. Al piano nobile un bimbetto ci accolse nell'ingresso . . . Nella luce fioca ci apparve come un orfanello della poesia, tutto raccolto nell'angolo scuro, con lunghi capelli castani e ricciuti, e una tunica di seta beige con ricamo bianco. Attraverso un anticamera ci condusse nel salotto, e fuori sul terrazzo. Nella luce più vivida  era ancora più bello, scuro d'occhi e chiaro di pelle, esile e dall'aspetto grazioso. Subito apparve Robert Browning che ci accolse  con grande cordialità. Dalla chiesa accanto, di fronte alla casa, un coro melodioso intonava canti . . . . La musica, le stelle, i fiori, Browning e il suo bambino incantavano il mio spirito. A noi si unì poi la Browning - minuta, delicata, scura di pelle, dal volto espressivo. Quasi uno spirito. Una nube di capelli in boccoli le incorniciva il volto, velandone i lineamenti. Ma da sotto il velo guardavano occhi miti e melanconici, pensosi e penetranti, misteriosi. Le dita delicate apparivano troppo fragili per poterle stringere, la stretta, tuttavia, era salda e forte. Il più impalpabile involucro di materia racchiudeva la sua anima, ogni cui particella era infusa di cuore e intelligenza. Mai percepii in alcun essere umano una così infinitesima, caduca, e irredenta polvere . . . Presto ritornammo nel salone . . . . un'ampia stanza con quadri e arazzi che ne ornavano le pareti, piena zeppa di mobili intarsiati e oggetti d'arte. Ogni cosa armonizzava - poeta, poetessa, bimbo, casa, l'aria pregna, la notte stellata.  . . . Fu portato il tè e servito su un tavolo lungo e stretto posto davanti a un sofà, Robert Browning fa gli onori di casa . . . Elizabeth intrecciando una fitta conversazione sullo spiritualismo ne fa nascere un'accesa discussione. Robert Browning mostra incredulità, ed Elizabeth non può fare a meno di crederci.
    

Robert dopo la morte di Elizabeth continuò il suo The Ring and the Book, poema sulla storia desunta dal processo per omicidio dell' 'Old Yellow Book' che egli trovò nel mercato di San Lorenzo. Il poeta apre e chiude il libro parlando della moglie. Il figlio Pen all'Inghilterra preferì il Continente, fu pittore e scultore, studiando sotto Rodin. Suo è un busto in bronzo di 'Pompilia'. Ebbe come sua modella la figlia illeggittima, Ginevra, nata in Bretagna, e dunque nipote di Elizabeth. Robert e Elizabeth condivisero l'amicizia con Isa Blagden, che egli mantenne anche dopo la morte della moglie. Lo scenario della casa di Aurora a Firenze è la veduta dalla terrazza di Bellosguardo di Isa - gli interni sono, invece, quelli di Casa Guidi in via Maggio (23).





The View from Bellosguardo, reached by way of the Oltrarno (beyond the Arno) Porta Romana and turning right and climbing up the hill.
This painting by the Pre-Raphaelite John Brett of Bellosguardo shows the medieval walls before Giuseppe Poggi tore them down to make the viale, modeled on Parisian boulevards, at the Risorgimento when Florence briefly became capital of Italy. The Jewish Cemetery can be seen
at the extreme left outside the wall, just as the Protestant Cemetery was just outside the medieval wall but on the opposite side of Florence.

Benché appartenesse ad una famiglia che in Giamaica trasse la sua ricchezza dagli schiavi, Elizabeth odiò ogni forma di schiavitù e oppressione, e si servì della sua poesia per scrivere contro lo sfruttamento dei bambini e delle donne, per la libertà delle nazioni - della Grecia, così come dell'Italia, a quel tempo asservite all'Impero austriaco, agli spagnoli, ai francesi, al Papa. Dalle finestre di Casa Guidi potè vedere sfilare l'esercito austriaco. In quanto donna fu esclusa dal Gabinetto Vieusseux. Non le era concesso leggere giornali e romanzi, libertà di cui godettero il marito e Dostoevskij. Scherzando affermava che lì i periodici erano custoditi dai draghi del luogo come i pomi d'oro delle Esperidi. Non visse tanto a lungo da vedere la liberazione di Roma e dell'Italia. Sostenitrice della causa del Risorgimento italiano in suo omaggio fu posta la lapide commemorativa sulla facciata di Casa Guidi che recita in italiano: 'E fece del suo verso Aureo Anello fra Italia e Inghilterra. Leighton, allievo dell'Accademia di Belle Arti (15), disegnò nel 1861 il suo sepolcro nel Cimitero 'degli Inglesi' (9): sul sarcofago il rilievo di una lira inghirlandata su cui posano delle catene spezzate.


 

Ci saremmo aspettati da Robert Browning e Lord Leighton la scelta delle melagrane come altro motivo decorativo per la tomba di Elizabeth in Piazzale Donatello. Robert 'sposerà' la sua poesia a quella di Elizabeth in The Ring and the Book per mezzo dell'anello gigliato dei Castellani. Elizabeth legò strettamente la sua poesia a quella di Robert 'ricamando' le melagrane del Sommo Sacerdote in Lady Geraldine's Courtship, nelle sue Lettere a lui, e, successivamente, in Aurora Leigh.

Sepolcro di Elizabeth Barrett Browning, Cimitero 'degli Inglesi'
 

a
Frederic Lord Leighton, autoritratti, giovinezza e maturità, Galleria degli Uffizi (10)
 

Il sepolcro disegnato da Leighton reca incisi il cardo, la rosa, il trifoglio, a simboleggiare la Scozia, l'Inghilterra e l'Irlanda, il giglio fiorentino, l'alloro della corona del poeta, le tre lire della poesia. Sull'una posta in alto si adagiano catene spezzate e rose, ramoscelli d'ulivo sulle altre.

Anna Jameson, raffinata storica dell'arte, viaggiò con i Browning durante la loro luna di miele. Giunti a Pisa incontrano John Ruskin che stava lì realizzando i suoi schizzi. Il padre di Anna Jameson fu raffinato miniaturista su avorio dei dipinti custoditi a Windsor Castle. La figlia dai bellissimi capelli rossi e grande conoscitrice di quei dipinti ne scrisse nei suoi libri. Tra questi avremmo certamente ritrovato il dipinto di Johann Zoffany della Tribuna degli Uffizi (17) (si veda l'immagine sottostante). Tra gli amici dei Browning sono da ricordare il preraffellita Dante Gabriel Rossetti,

a
Robert Browning, Dante Gabriel Rossetti

e Fanny, moglie di Holman Hunt, che trovò sepolturà accanto ad Elizabeth nel Cimitero 'degli Inglesi', il cui sarcofago fu scolpito dallo stesso Hunt. I Browning furono un importante anello di congiunzione tra l'Italia e i Preraffaelliti in Inghilterra. Furono inglesi in Italia.

Diversamente, il padre di Dante Gabriel Rossetti, esule italiano, insegnò Dante a Londra. Il figlio immaginò la Firenze che mai vide, con la veduta dell'Arno e dei ponti sullo sfondo, nel dipinto della prima giovinezza 'Dante che disegna figure d'angeli', la sua opera più autoreferenziale. La scena è tratta dalla Vita Nuova di Dante (22 e 26).


Dante che disegna figure d'angeli, Ashmolean Museum

Un dipinto autoreferenziale affine a questo è quello di Frederic Leighton, pittore accademico anch'egli giovanissimo e allievo dell'Accademia di Belle Arti (15).


 


Madonna col Bambino, Cimabue

In Casa Guidi Windows  I 334 [1848] Elizabeth in una nota sulla Madonna di Cimabue così scrive: 'A king stood bare before its sovran grace': il re Carlo d'Angiò, di passaggio a Firenze, ottenne da Cimabue di vedere il dipinto che osserviamo sopra quando era ancora nella sua 'bottega'. Il popolo si mise al seguito del visitatore reale, e, nella letizia e ammirazione condivisa, il quartiere dell'artista  fu denominato 'Borgo Allegri'. Il dipinto fu portato in trionfo in chiesa, e ivi posto'. Al tempo di Elizabeth Barrett Browning il dipinto di Cimabue era ancora conservato in Santa Maria Novella. Ella narra così la storia che sarebbe poi stata raffigurata nel dipinto. E se ne rallegrava in una lettera del 13 maggio 1855 di quel dipinto di Frederick Leighton non ancora venticinquenne 'Processione della Madonna di Cimabue attraverso Borgo Allegri' acquisito dalla Regina Vittoria (26). (Guardando attentamente in alto, a destra della scena, possiamo scorgere San Miniato (64). Nel luglio-agosto di quell'anno Robert Browning presentò Frederic Leighton a John Ruskin.

Le lettere e le poesie di Elizabeth sono permeate di Firenze, offrendoci, così per dire, una guida all'arte fiorentina. Nelle sue lettere parla 'dell'Arno dorato' al tramonto, 'freccia d'argento' che fende i palazzi (26), delle passeggiate con Robert fino alla Loggia nelle serate rischiarate dalla luna per ammirare il 'Perseo' (35). Oggi oramai spoglie, al tempo di Elizabeth le chiese fiorentine erano illuminate dalle fiammelle delle candele che pur ombreggiandone le pareti ne facevano brillare l'oro dei dipinti. Parte delle immagini prescelte per illustrare questo testo sono dell'acquarellista inglese, Colonel C. Goff, e rievocano quello che la stessa Elizabeth vide. Avevo appena abbozzato questo libro che è comparso un altissimo, giovane artista dello Yorkshire, James Rotherham, il cui portfolio includeva un disegno del Perseo di Cellini nella Loggia dei Lanzi (35). Una mattina dopo l'altra lo incontravo a messa alla Santissima Annunziata (70) a Firenze. Abbiamo assieme pensato come meglio illustrare la poesia di Elizabeth Barrett Browning su Firenze e la sua arte. Come secondo contributo James ha dipinto ' La Madonna dei sette dolori' della Santissima Annunziata. Tutti questi incontri sono avvenuti nel Cimitero degli Inglesi in Piazzale Donatello (9), dove Elizabeth Barrett Browning ha trovato sepoltura. Vicino al cimitero esiste ancora lo studio di Michele Gordigiani.

Nelle sue lettere Elizabeth diffusamente parlò anche di politica italiana ed europea, filtrandola con l'amore appassionato per la causa della libertà, divenendo per la sua nutrita cerchia di amici quasi una giornalista alla stregua di Jessie White Mario e Margaret Fuller. Cosa ancor più interessante dal momento che Elizabeth lamentava di non avere accesso, in quanto donna, al Gabinetto Vieusseux (sacro ad uomini quali Robert Browning e Fedor Dostoevskij). Le era, dunque, preclusa la possibilità di leggere riviste e romanzi, all'epoca sotto il controllo della censura da parte del Granduca. Le sue lettere e la sua poesia attestano la nascita e la liberazione di una nazione, di cui la sua Firenze per un brevissimo arco di tempo fu capitale.

Nelle pagine che seguono osserviamo che Elizabeth utilizza la forma italiana della terza rima per Casa Guidi Windows, la forma del sonetto per 'The Greek Slave' di Hiram Powers; il Blank verse inglese per Aurora Leigh, la forma della ballata per 'An August Voice' e The Runaway Slave at Pilgrim's Point'. Per la sua eulogia su Camillo Cavour ricorre all'ode pindarica classica, richiamando alla nostra memoria che nella Grecia antica Corinna fu incoronata d'alloro per i versi composti in quella forma. Questo libro è un'antologia e una guida. Un'antologia della poesia di Elizabeth Barrett Browning, e oggi, per noi, una guida storica della sua amata Firenze, 'Aureo anello tra Italia e Inghilterra'.


Il Giglio fiorentino di Lord Leighton sul sepolcro di Elizabeth Barrett Browning


 


LA FIRENZE NELLE POESIA DI

ELIZABETH BARRETT BROWNING I

CASA GUIDI WINDOWS


a
Elizabeth Barrett Browning,
Michele Gordigiani, 1858 

[I numeri ipertestuale indicano i luoghi che possono essere ritrovati sulla piantina. Aprire ambedue i file passando dall'uno all'altro. Casa Guidi (23) è aperta ai visitatori il lunedì, il mercoledì, e il venerdì dalle ore 15,00 alle 18,00, escluso il periodo invernale.Il Cimitero degli Inglesi (9) è aperto il lunedì: 9,00-12,00, e dal martedì al venerdì: orario estivo (ora legale), 15.00-18.00; orario invernale (ora solare), 14.00-17.00.]

 
AUDIO FILE OF ELIZABETH BARRETT BROWNING'S FLORENCE,  CASA GUIDI WINDOWS, to accompany Elizabeth Barrett Browning's Florence and Map of Florence. 



Pen Browning, figlio di Elizabeth, nato a Firenze il 9 marzo 1849

 

LE FINESTRE DI CASA GUIDI I [1848]

I 

Iersera ho udito un bambino che
sotto le finestre di Casa Guidi (23), lungo la chiesa,
cantava 'Oh bella libertà, O bella!' ripetendo 
sempre le stesse parole, ed egli ricercando le più acute note
concludevi che il salto di tale agil uccello dal trespolo al cielo
certo avrebbe impresso di tremito il verde del cespuglio tutto;
e il cuore dell'Italia avrebbe palpitato,
laddove questa voce poteva libera innalzarsi serena

'Tra la chiesa e il palazzo di una strada fiorentina!
Un bimbo anch'egli, poco prima sorretto
dalle braccia della madre;
E ancor cantava Oh bella libertà.
  

. . .
II

Non posso che meditare su questa sponda
dell'Arno dorato che saettando 
taglia il cuore di Firenze sotto i quattro
curvi ponti, che simili ad archi paiono tendersi,
e sussultare come la corrente simile a freccia,
  saetta ancora e scorrendo fende il marmo,
E batte contro i muri dei palazzi su le due sponde,
e di spuma copre gli sporgenti cunei (26),

  Che bellì! I monti da lontano
     nel silenzio tendono l'orecchio alla parola che segue
  (Quale parola proferiranno gli uomini?) qui ove Giotto eresse
  il suo campanile (67), semplice supplica
    al Cielo, per le cose a un popolo
 grande concesse.

Colonel Goff, Acquerello, anteriore al 1905

Qual è la Parola di Dio? La Notte e il Giorno, l'Aurora
e il Crepuscolo dello scultore in marmoreo disprezzo attendono,
. . .

Michelangelo, Aurora, Tombe dei Medici, San Lorenzo

  A Firenze e nel vasto mondo oltre i confini della sua Firenze,
ecco Michelangelo! Le sue statue attendono 
      nella piccola cappella dell'oscura San Lorenzo! (1 e 3)
Gli occhi del Giorno audaci e appassionati
sul suo omero s'aprono a fulminare d'orrore
l'oscurità, con pacati sguardi andando incontro al fato
  liberi oramai dal marmoreo velo:
La Notte ha agitati sogni nel suo sonno, l'Aurora
    è sconvolta come gli insonni, il Crepuscolo veste
una sorta di orrore: come se lo scostato velo,
  Tra l'anima dell'artista e le opere, avesse queste lasciato eredi
di profondi pensieri, non sgomenti e non adulatori,
   di rabbie e di disprezzi, di speranza e d'amore;
  Non fu senza un senso se volle porre
   il Duca di Urbino in alto sul trono
un'eterna ombra sul volto;
   mentre le tarde aurore e i crepuscoli lenti
respingono i mali della sua lunga estenuante corsa,
    che più mai impedirà i passi degli uomini.

X 

O entra, nelle tue passeggiate fiorentine,
    nella chiesa di Santa Maria Novella (37). Oltrepassa
la gradinata di sinistra, ove Machiavelli, ai tempi della peste
  scorse una figura dall'impassibile bel volto, come riflessa in uno specchio,
abbigliata per vincere la paura della morte e dell'inferno,
   il fruscio delle sete nelle pause della messa,
per scacciare il pensiero del marito,
che ai suoi piedi inerme cadde allorquando abbandonò la casa -
La scalinata conduce su, ai demoni di Dante 
     dell'Orgagna; ma, passando oltre,
sali tu la gradinata destra dal fondo della navata,
  per meditare nella fioca luce in una piccola cappella
vicino alla Vergine di Cimabue.

Colonel Goff, Acquerello, Santa Maria Novella 

   . . . .

    Nel suo splendore, nella sua magnificenza
        dipinto di pregio nei tempi antichi:
Un re senza corona al cospetto della sua sovrana grazia,
       un popol riverente che di mirar
la tela invoca e non il re; infino il luogo
    di tal miracolo testimone, nell'orgoglio,
divenne Borgo Allegri (65) per tal bel volto
. . .



 
XIV

. . .
Nella Loggia? Ove è posto
     il divin Perseo di Cellini, bronzo - o oro -
(Cosa il vil metallo, quando la statua lancia
     la sua stessa anima nei tuoi occhi?) fronte e spada
superbamente quiete, come tutte le cose pietrificate
  dallo sguardo della Gorgone, più impresse d'orrore
perché oramai morte? (35)
 

(35) Perseo di Benvenuto Cellini, Loggia dei Lanzi, disegno di James Rotherham

     No, non ha il popolo implorato ali
dal Perseo nella Loggia, nè invocato
 un'ispirazione nel luogo accanto,
     da quel busto indistinto di Bruto (31), grezzo e solenne,
  serrato marmo da cui Buonarotti
appassionato cercò di trarre
la testa del più sublime omicida di Roma,
    dalla mano lasciò poi cadere il vibrante scalpello,
dispera poter trovare un modello
      di Bruto, in tutta Firenze . . .

(31) Michelangelo, Busto di Bruto, Museo del Bargello
 

XXVIII 

. . .
L'Inghilterra rivendica, con la tromba della poesia,
     Verona, Venezia, la terra di Ravenna
e più cara serba la Fiesole del suo Milton
     che non le colline di Malvern di Langland con le stelle in fiore

XXIX 

E insieme visitammo Vallombrosa,
il giugno scorso, amato compagno - ove sublimi
vivon i monti in sacre famiglie,
    E i tardivi boschi di pini si inerpicano continui
Per metà dei loro fianchi, per poco barcollano nell'impadronirsi di
   Qualche grigio dirupo - molte volte si ritirano,
E ciecamente giù si perdono nel precipizio!
   Quel giorno di giugno i ruscelli di Vallombrosa 
Da un denso strato ricoperti, sino al ginocchio, dalle foglie morte dei faggi,
Come Milton li vide prima che il suo cuoresi ammalasse
E gli occhi si offuscassero. . . .

           Oh cascate
e foreste! Suono e silenzio! montagne brulle,
    che saltando di cima in cima, catturano le coltri
di purpurea e argentea bruma per lacerarsi e fondersi le une con le altre,
ai guizzi elettrici
di vita nei raggi di sole, finché non osiamo
  le vostre forme fissare, il vostro numero conoscere! Pensar dobbiamo 
  la vostra bellezza e gloria colmarono
     la coppa dell'anima di Milton così fino all'orlo,
che egli non più ebbe sete allorché il volere di Dio,
a suo giudizio, non spezzò l'ultima catena
con cui dalla Natura sensibile attinse
la fresca acqua viva. Di questo pago di ciò, cantò ridente il paradiso di Adamo,
memore di Vallombrosa. Divino è il luogo all'adulto e al bambino -
   Amiamo noi tutti l'Italia.
 

XXX

. . .
Le vedute che tu ed io dopo mirammo 
dal Bellosguardo toscano, completamente desti,
quando eravamo sul sacro terreno erboso
dove Galileo, per scelta di bellezza, 
la notte osservava la terra e il cielo.
 

CASA GUIDI WINDOWS II [1851]

XXV
 
 


Pen Browning
 

Il sole dalle finestre, batte sul pavimento (23):
Qui appare nel sole il mio piccolo fiorentino,
      Neanche due anni ancora, e lasciati guardar più a lungo!
Alto il sole sui riccioli d'ambra, 
      Più luminoso splende che altrove. Or guardami,
  fissa i tuoi fieri occhi inglesi nei miei,
      e dalla tua anima, che va così incontro al futuro,
con immutato impavido sguardo,
insegnami a sperare ciò che gli angeli conoscono
quando come te sorridono radiosi.

XXX

Questa è scultura! Sì, anche noi viviamo! perché non riversare
la nostra vita nei nostri marmi? Può l'arte accoglier
altri dopo Angelo?' - (3,15,31)

 


Hiram Powers, Greek Slave
 
LA SCHIAVA GRECA DI HIRAM POWERS [1850]

Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella
casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia,
con le mani incatenate, la Schiava greca:
come se lo scultore eleggesse lei,
(quella perfezione impassibile che egli le diede,
ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
infuocato dito dell'arte! - e presto spezza 
la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
Cattura nel tuo volto divino, le pene e dell'oriente
 e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
 da tuoni di bianco silenzio sconfitti!
  

Fotografia di Hiram Powers di Longworth Powers. EEB ricorda gli occhi scuri ed espressivi di Powers.
Lui, come lei, è sepolto nel Cimitero degli Inglesi
(9)


LA FIRENZE NELLA POESIA DI

ELIZABETH BARRETT BROWNING
II
 



Elizabeth Barrett Browning,
Michele Gordigiani, 1858
                        

[I numeri ipertestuale indicano i luoghi che possono essere ritrovati sulla piantina. Aprire ambedue i file passando dall'uno all'altro. Casa Guidi (23) è aperta ai visitatori il lunedì, il mercoledì, e il venerdì dalle ore 15.00 alle 18.00, escluso il periodo invernale.Il Cimitero degli Inglesi (9) è aperto il lunedì: 9.00-12.00, e dal martedì al venerdì: orario estivo (ora legale), 15.00-18.00; orario invernale (ora solare), 14.00-17.00.]

 
AUDIO FILE IN INGLESE DELLA POESIA DI ELIZABETH BARRETT BROWNING
AURORA LEIGH & POLITICAL POEMS
to accompany Elizabeth Barrett Browning's Florence and Map of Florence.



AURORA LEIGH I [1856]

Mio padre era un austero inglese . . .
Sotto un cielo straniero, nella grande piazza
Della Santissima (25), un giorno venne verso di lui

Piazza Santissima Annunziata

Un corteo con stendardi, croci, inni e fanciulle
Biancovelate, incoronate di rose, reggenti a fatica
Mille pesanti candele che fendevano la luminosa
Aria azzurra e lasciavano sgocciolare cera bianca
Sulla via verso la chiesa, dove andavano
A comunicarsi dal vescovo.
 

Colonel Goff, Prima Comunione, Fiesole

In memoria di lei volle questi
Versi in Santa Croce (65): 'Piangete, per una bimba
Troppo piccola, per saper piangere quando
La morte si portò via sua madre'. Versi che
Anche oggi rendono tristi i volti delle mamme
Quando, coi rosei figlioletti appesi alle sottane,
Passeggiano all'ombra del chiostro per sfuggire
Al sole che incendia la piazza.
 

Colonel Goff, Santa Croce (65)

Aurora bambina fissa il dipinto della madre morta:
 

Intrepida Musa intenta a fissare un atroce destino;
Psiche innamorata che vede svanire Amore;
Immobile Medusa con la candida e gelida fronte
Ricoperta di viscidi serpenti, la cui bava cola rapida
Come sudore (17). O, tutto a un tratto, Nostra Signora
Della Passione, trafitta dai pugnali là, dove allattò
Il Bambino (70).

Madonna dei sette dolori, Santissima Annunziata, Acquerello di James Rotherham (70)

O anche Lamia, nel lunare pallore
Primitivo, prima di farsi grinzosa e inacidita, giù
Nella sporcizia, a contorcersi e tremare. Oppure
Mia madre, che con l'ultimo suo bacio lasciò
L'ultimo sorriso sulla bocca della sua piccina,
Offertale sul letto da suo padre! O anche
La mia defunta madre, sotto terra a Firenze, senza
Sorrisi e baci. 
 

VI

Marian e Aurora contemplano il bambino che dorme, il bimbo è insieme 'Penini' di Elizabeth e 'Angelo' di Margaret Fuller.
 

Tutto lì.
Marian ed io, là, da sole.
           Da sole? Lei si levò
La cuffia, poi, sospirando come se quello fosse
Il suo ultimo sospiro, si avvicinò al letto, scostò
Uno scialle: non si sarebbe potuto agire con più
Cautela nello sbucciare un frutto temendo
Di ammaccarlo, nemmeno fosse stata la più rossa
Melagrana.
                 Là, giaceva supina una creatura
Di circa un anno, calda e umida di vita nelle fossette,
Nell'attaccatura dei deliziosi riccioli che aureolavano
Il visetto.

Sandro Botticelli, Madonna del Mare, particolare del Bambino con la melagrana

Tutto lì.
Marian ed io, là, da sole.
           Da sole? Lei si levò
La cuffia, poi, sospirando come se quello fosse
Il suo ultimo sospiro, si avvicinò al letto, scostò
Uno scialle: non si sarebbe potuto agire con più
Cautela nello sbucciare un frutto temendo
Di ammaccarlo, nemmeno fosse stata la più rossa
Melagrana.
                 Là, giaceva una creatura
Di circa un anno, calda e umida di vita nelle fossette,
Nell'attaccatura dei deliziosi riccioli che aureolavano
Il visetto.


 

VII

Bellosguardo in un'incisione


. . .Trovai casa a Firenze, sul colle di Bellosguardo:
Una torre con duplice vista sulla vallata dell'Arno,
(Che regge come una vasta mano tutta Firenze),
Verso Fiesole, Monte Morello e col tramonto
Proprio di fronte, sui monti di Vallombrosa che
La luce inonda e colma come cristalline coppe
Rosseggianti poiché rosso è il vino. Il sole
Non potrebbe mai nascere o morire, senza essere
Scorto dagli abitanti della villa: l'alba e il tramonto
Splendono davanti a noi in uno spazio puro e
Sconfinato, quasi una pausa del cielo con meno colore
E più luce, resa più intensa dalle bianche vesti
Degli angeli che stanno dinanzi a Dio. Dal muro
Di cinta del giardino scende il mistico e argenteo
Ondeggiare degli ulivi (fra le verdi interruzioni
Del mais e delle viti), fino a quando la linea scura
Dei cipressi che costeggiano la strada per Firenze
Non lo accoglie per portarselo via.
Bella, la città giace nell'ampia valle:
Cattedrale, torre, palazzo, piazza, strade. Il fiume
Scorre nel mezzo, come una scintillante fune, e
Liberamente si svolge e avvolge davanti e dietro
Le distese delle terre, con ville e fattorie sparse sui pendii.  
 

    aaa

Canova, Cupido e Psiche, Louvre                (17) Amore e Psiche, Uffizi

Il giorno era torrido; l'aria scaldava quanto il sole,
Per cui tenevamo chiuse le finestre. Le persiane,
Accostate, gettevano ombre segmentate sui pavimenti
Della villa, ne tratteggiavano l'atmosfera dorata
Con linee dritte e immobili, sui quadri appesi alle
Pareti, sulle statuette poste sulla consolle (Amore e
Psiche, uniti dal bacio nell'unico marmo); sul basso
Divano dov'ero distesa, sul tavolino accanto, sul vaso
Coi gigli che Marian aveva colto la sera precendente.
. . .

Qui Elizabeth descrive Casa Guidi piuttosto che Bellosguardo, e, immaginando la statua sulla consolle, ella ricorda la sua traduzione di Apuleio, Le Metamorfosi IV. Dipinto di Casa  Guidi di Giorgio Mignaty commissionato da Robert Browning alla morte di EBB. (23)

Ella ha fatto sua la statua di Cupido e Psiche della Tribuna degli Uffizi, che qui osserviamo a sinistra ne 'La Tribuna degli Uffizi' (1772-78) di  Johann Zoffany. (17)


. . . Un giorno però, nella chiesa della Santissima (70),
Scorsi un tale che conoscevo, sir Blaise Delorme.
Di certo mi riconobbe, ma si segnò rapidamente
Come se qualche idea lo stesse tormentando
Accennò a un mezzo inchino, ma proprio solo mezzo
E solo alla mia ombra, difatti ero sgusciata via
Veloce, rasente il basamento di porfido, lasciandolo
Al suo dubbio: ero, o non ero io?
. . .
Ad ogni modo, per ora era in salvo, ed io con lui.
La sua attenzione fu subito assorbita dagli angeli
D'argento sull'altare. 

Incisione, Il miracolo della ragazza cieca che riacquista la vista alla Santissima Annunziata.

 

VIII

Gradualmente le ombre rossastre e trasparenti
Dopo aver colmato le valli fino all'orlo, avevano
Inondato la città, che sembrava annegare
In un mare incantato . . .
              La campana del Duomo (67)
Battè le dieci tanto profondamente che sembrò
Avesse battuto dieci colpi dall'abisso, e
Cinquanta chiese risposero con cinquanta diversi
Suoni.  Qualche lampione a gas brillò tremulo, qua e là
Per le vie e le piazze: la facciata di Palazzo Pitti
Pareva tutta in fiamme (42);
 


Colonel Goff, Santa Maria Novella

   . . . quindi, dopo i moli, (37)
Santa Maria Novella, nella cui piazza i mistici
Obelischi piramidali, si ergono sorretti dalle quattro
Tartarughe d'ottone a custodia della bella chiesa
La Sposa del Buonarroti, che ti fissa coi suoi grandi
E ciechi occhi-orologio, il quadrante e le meridiane
Armillari, scurite dall'alternarsi del sole e della luna,
. . .

IX

Elizabeth conclude Aurora Leigh immaginando la Firenze di allora, con le sue dodici porte, come la Gerusalemme celeste, dell'Apocalisse, mentre Aurora e Romney (ora cieco) la contemplano da Bellosguardo.
 

. . .  con l'idea di
Un perfetto mezzogiorno . . .
       'Per primo il diaspro', dissi,
'Secondo lo zaffiro; terzo, il calcedonio; tutti
Gli altri in ordine . . . per ultima, un'ametista'.

 

Da POESIE PER IL CONGRESSO [1860]

UNA VOCE AUGUSTA

Riprenderete il vostro Granduca?
      Su questo ho redatto il trattato
  Un leggero rimprovero solo;
      scriva Dall'Ongaro un sonetto per lui;
  con prudenza esprima Ricasoli
    il bisogno della costituzione:
Il Granduca giurerà ancora su questa,
      tramite un 'facile epilogo'.
Richiamerete il Granduca.
. . .

Riprenderete il vostro Granduca?
    Non è affatto innocente.
questo giurò
      (Nelle burrascose vicende del '48)
  'avrebbe saldo fissato il vostro vessillo al suo albero',
       Poi furtivo affondò il legno
  speranza di fuga infine 
. . . .

Riprenderete il vostro Granduca?
    Tante le cose cui obiettare,
  ingannò, tradì, abbandonò,
   per vostra difesa fece appello poi al nemico
impose tasse sui vini, sulle carni
negli otto anni di sollazzo
dei tamburi austriaci per le vie -
   Ricordate certo l'ultima volta che
  richiamaste il vostro Granduca!
 . . . .
Discernere puoi l'amore per il suo lignaggio
       dall'odio per il vessillo vostro e per me -
un impeto di furia gli si dipinse in volto
alla vista dei Tre.
  Voi richiamerete il Granduca.

Riprenderete il vostro Granduca?
      'Fu debolezza la fuga da Palazzo Pitti (42);
  quanto poco trepidò meditate 
    al pensiero di colpire la vostra città!
 . . . .
 Voi richiamerete il Granduca.


a

Camillo Conte di Cavour, Michele Gordigiani

Da ULTIME POESIE [1862]

L'ENTRATA DI RE VITTORIO EMANUELE A FIRENZE, APRILE 1860

Re di noi tutti, a te elevammo il nostro grido, ti implorammo,
             dalle bestie impure calpestati,
           Trascinati dai carri, nell'avanzare infliggendo onta:
La polvere del nostro tormento da ogni dove
    a te sale, la tua anima regale oscurando.
                   Sii tu testimone, Cavour,
della mestizia del Re per il popolo schiavo,
               Il Re di noi tutti!
. . . .

E' il natale della nostra bella Italia;
     anime elevate, sian molte o poche,
     portano il dono, le augurano il bene,
E dona ora il Cielo, in questo giorno di sole,
 alla rigenerata terra,
il nobile re:
            Sii tu testimone, Cavour!
Tuonate, bocche di cannone! Proclamate,
              Insediate il re di noi tutti!

Austero attraversa la porta di Firenze,
   e il viso forzando alla calma 
   il cuore in lotta ingabbia quasi ad annientarlo;
ad un solo fugace abbandonarsi,
       subito egli scoppierebbe in appassionate lacrime -
                   (Sii tu testimone, Cavour!)
Mentre continuo risuona il grido,

                 'Vivi, nostro re!'

 
. . . .

Fiori, fiori, dalla città del fiore!
       Tali gli innocenti ringraziamenti per un così puro atto!
       che la letizia liquefa in fiori,
la nazione lo inviti ad entrare in Palazzo Pitti (42)
per sempre regnare nella nostra Firenze.
          Sii tu testimone Cavour!
 Egli siederà alto ove strisciavano i rettili,
         Il Re di noi tutti.
 . . . .
 


 

 

Harmondsworth: Penguin, 1995. In English


Florence: Le Lettere, 2022. In italiano

Robert Browning, The Ring and the Book

Virginia Woolf, Flush: A Biography

Flush: Una biografia, in italiano

[I numeri ipertestuali indicano i luoghi che possono essere ritrovati sulla piantina. Aprire ambedue i file passando dall'uno all'altro. Casa Guidi (23) è aperta ai visitatori il lunedì, il mercoledì, e il venerdì dalle ore 15.00 alle 18.00, escluso il periodo invernale.Il Cimitero degli Inglesi (9) è aperto il lunedì: 9.00-12.00, e dal martedì al venerdì: orario estivo (ora legale), 15.00-18.00; orario invernale (ora solare), 14.00-17.00.]


MAPS OF FLORENCE

  

Elizabeth Barrett Browning due volte descriva la freccia argenta del fiume d'Arno. In Casa Guidi Windows III

Posso solo meditare, speramzoso, sulla sponda dell'Arno che riflessi dorati. che sfreccia attraverso il cuore di Firenze, sotto i quattro ponti ricurvi che sembrano tendersi come archi, vibrando, mentre la corrente profonda del fiume sfrecciando, fende il marmosul suo cammino; formando muri di palazzi da entrambi i lati, creando cornici di schiuma in file luccicanti, curiosamente moltiplicando le porte, le finestre e le distese delle terrazze e gli osservatori affacciati, da cui, se una mano facesse cadere da qualsiasi finestra, un fiore o un fazoletto, esso cadrebbe senza dubbio nel fiume sottostante, tanto scorre vicino e veloce tra muro e muro. Che bello!

And in Aurora Leigh VII.534-537:

Bella, la città giace nell'ampia valle.
Cattedrale, torre, palazzo, piazza, strade. Il fiume
Scorre  nel mezzo, come una scintillante fune. e
Liberamente si svolge e avvolge davanti e dietro
Le distese delle terre, con ville e fattorie sparse dui pendii.
                   


                                                                                          

Before the Risorgimento, Florence's walls and city gates, built first by Arnolfo di Cambio, then by Michelangelo, had enclosed her. This map shows Florence as it was in the earlier nineteenth century, from Augustus Hare's Florence:

Protestant Cemetery
Before 1877




Gli autobus numeri12 e 13 arrivano al Piazzale Michelangelo, poi va a piedi a San Miniato per vedere Firenze ai vostri piedi. Il numero 7 arriva a Fiesole per lo stesso, e poi due piccoli bus vanno nella campagna. Il numero 11 arriva a Settignano. Si può aggiungere Bellosguardo a piedi dalla Porta Romana nell'Oltrarno. Un pullman va a Vallombrosa. Si può andare a Pisa, Lucca e Siena con un treno. Anche a Bagni di Lucca con treno. Meglio di tutto, prendere una carozza a cavallo dalla Piazza del Duomo al Cattedrale per condividere l'esperienza di come Firenze era al tempo dei Browning.


'ENGLISH' CEMETERY, CLICK MAP

Harper's, XLVII (1873) 509, circa 1865 Engraving of the 'English' Cemetery

Click on a tomb to find its information. The landscape is essentially unchanged though the medieval wall to the left and the Porta a' Pinti/Porta Fiesolan gate at the back, built by Arnolfo di Cambio in the thirteenth century, have since been torn down by Giuseppe Poggi. The hill itself may be an Etruscan tomb.



                                                                                                                                         Temple Southwood Smith
   Elton         Browne                  Oldham    Berg  Moore  Smith               Jaffray                         Routh            Somerville   Lumley                 
Yelverton       Yelverton                      Kellett            Barrett Browning                 Beck           Hart                              Vieusseux
                             Sapte Tighe                                                               Goedke         Golikova                                                      Trotman         Capei
Holt                                                          Kelson                              Levitsky
                                                                              


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abandoned English Cemetery by the Roma and its Library through our Aureo Anello Associazione's account with
 
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