FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAYCENACOLO "DANTE ALIGHIERI" || MEDIEVAL: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, SWEET NEW STYLE: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, & GEOFFREY CHAUCER || VICTORIAN: WHITE SILENCE/BIANCOSILENZIO: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || FRANCES TROLLOPE || HIRAM POWERS || ABOLITION OF SLAVERY || FLORENCE IN SEPIA  || CITY AND BOOK CONFERENCE PROCEEDINGS I, II, III, IV V, VI, VII, VIII , IX || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || EDITRICE AUREO ANELLO CATALOGUE || FLORIN WEBSITE || UMILTA WEBSITE || RINGOFGOLD WEBSITE || AUREO ANELLO ASSOCIAZIONE, 1997-2020|| LINGUE/LANGUAGES: ITALIANO, ENGLISH || VITA
New
: Dante vivo ||
White Silence/BiancoSilenzio
Vedi il video della Cerimona a https://www.youtube.com/watch?v=pBWVsWqoJXY&t=1645s


LA CERIMONIA, 24 SETTEMBRE 2020, AL CIMITERO 'DEGLI INGLESI'

IN ONORE DI GIAMPIETRO VIEUSSEUX



F8O/ F48/ 828/ GIOVAN PIETRO VIEUSSEUX/SVIZZERA

Il Pastore Luigi Santini scrisse: “Fra tutte le persone celebri le cui memorie vengono preservate in questo cimitero, egli è certamente quello con cui Firenze e l'Italia hanno il debito più grande. La sua tomba, restaurata per il centenario della morte, è sulla destra, vicino all'entrata del Cimitero. Nacque in una famiglia in esilio dalla Francia per ragioni religiose. Vieusseux nacque a Oneglia dove la famiglia avevano degli affari. Con l'intenzione di seguire le orme della famiglia, viaggiò in lungo e in largo, facendosi delle esperienze umane e pratiche preziose. Poco dopo la Restaurazione si accasò a Firenze e lì contribuì alla creazione di una comunità di pensiero che avrebbe fornito un patrimonio culturale per la nuova Italia del Risorgimento. Le menti migliori da tutte le regioni gravitavano intorno alle sue rassegne e pubblicazioni. Uomini di temperamento e educazione diversi impararono a rispettarsi a vicenda e lavorare insieme per ciò che li univa. Il Palazzo Buondelmonti in Piazza Santa Trinità era l'ambiente scelta per il Gabinetto di Letture, il Gabinetto Vieusseux, oggi si trova in Palazzo Strozzi. Attraeva talento  e divenne una finestra sul mondo, utile per eliminare il provincialismo dalle menti migliori e a promuovere il Risorgimento nazionale. Vieusseux non partecipava alla vita sociale degli anglo-fiorentini ma limitò le sue amicizie ai suoi compatrioti della Chiesa Evangelica Riformata e agli italiani seriamente interessati nell'apprendimento  e alle idee. La sua vita e le sue attività sono state pubblicizzate dappertutto. Anche se Jean Pierre Vieusseux non fosse sepolto qui in questo cimitero è un memoriale all'attaccamento e la dedizione alle causa di un'Italia unita che trova il punto focale a Firenze”. B8/ ELIZABETH BARRETT BROWNING, così appassionatamente coinvolta con il Risorgimento, si inquietava perché il marito Robert Browning passava ore e ore al Gabinetto Viesseux, leggendo giornali che altrimenti il Granduca avrebbe censurati.  Browning diceva che alle donne era vietato l'ingresso, una bugia bella e buona. Lady Blessington, Marian Wordsworth (F74), l'Abolizionista nera e medica Sarah Parker Remond, Feodor Dostoevsky, John Ruskin, Robert Browning, Henri Schneider (F82), e innumerevoli altri frequentavano il Gabinetto. (Vedi Giuliana Artom Treves, Golden Ring, p. 23-24.)

     
                                                   
                                                                                              
Harper's Monthly engraving 

Sarcofago. Marmista ignoto. Sec. XIX, post  4/1863. Ambito toscano. Sarcofago in marmo bianco scolpito con medaglione, foglie di quercia, olivo, felce. Restaurata: Opificio delle Pietre Dure e Palazzo Spinelli; Intervento di pulitura, Isidoro Castellani, 2000: Daniel-Claudiu Dumitrescu, 2011; Alberto Casciani, 2020. [M: A: 130; L: 180.8; P: 57; P.s. A: 37; L: 188.5; P: 67.]  Iscrizione sepolcrale in piombo in lettere capitali e numeri romani: / PX/ A GIAMPIETRO VIEUSSEUX/ NATO IN ONEGLIA DI FAMIGLIA GINEVRINA/ IL XXVIIII DI SETTEMBRE MDCCLXXVIIII/ MANCATO IN FIRENZE IL XXVIII D'APRILE MDCCCLXIII/ GLI AMICI ED ESTIMATORI/ DEI MOLTI SUOI MERITI VERSO LA CIVILTA' ITALIANA/ POSERO QUESTO MONUMENTO/ [Swiss Cross]/ Eglise Evangelique-Reformée de Florence Régistre des Morts: Jean Pierre Vieusseux, Genève, rentier, fils de Pierre Vieusseux et de Jean Elisabeth, née Vieusseux/ Registro alfabetico delle tumulazione nel Cimitero di Pinti: Vieusseux/ Gio: Pietro/ Pietro/ Svizzera/ Firenze/ 28 Aprile/ 1863/ Anni 83/ 828/ Belle Arti scheda, 1993-1997. Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, 1827-present.




IL GONFALONE

CON LUCA MILANI




Buon pomeriggio a tutte e a tutti.


Permettetemi di ringraziarvi per essere qui oggi,  un grazie particolare alle organizzatrici Francesca Paoletti e Gloria Manghetti per aver voluto ricordare i 200 anni della fondazione del Gabinetto Scientifico Letterario Gian Pietro Vieusseux con questa interessante iniziativa.


Ci sono vite che magari senza volerlo sono generatrici, sono cioè capaci di far nascere attività che rimangono nella storia. E' il caso di Gian Pietro Vieusseux che ha dato vita a Firenze al Gabinetto Scientifico Letterario.


Questa esperienza nasce prima di tutto da un'idea commerciale, in una Firenze nella quale mancava un'attività di produzione e divulgazione letteraria e scientifica che tenesse conto della forte presenza in città di stranieri.


Possiamo pensare che nella nostra epoca, dominata dalla tecnologia, abbia ancora valore un Gabinetto scientifico e letterario come il Gabinetto Vieusseux ?

Certamente sì! Anzi è proprio oggi che assume grande rilievo, in quanto ci fornisce gli strumenti per rilanciare l’importanza della formazione, della conoscenza, dello studio e dell’impegno e fatica nell'apprendimento. Tutti questi elementi vengono a contrapporsi ad una società dove tutto ciò non è più considerato un valore e dove la rete rappresenta un paradigma di conoscenza, talvolta semplicisticamente ritenuta a portata di mano di tutti. Tuttavia, come sappiamo bene, si tratta di nozioni momentanee, che non arricchiscono le profondità dell'animo umano.

 


IL CIMITERO EVANGELICO SVIZZERO A FIRENZE

FRANCESCA PAOLETTI



Gentilissime e gentilissimi

Un cordiale benvenuto a tutti e grazie ,merci, danke , thank you , detto nelle lingue di alcune nazionalità presenti al Cimitero degli Inglesi sincero e sentito
Al Comune di Firenze per l’onore della presenza della Famiglia del Gonfalone, A  Luca Milani,   Cosimo Ceccuti  e Valdo Spini per la disponibilitàa Julia Bolton Holloway esimia studiosa di EBB per la cura rivolta al cimitero. A tutto il Gabinetto Vieusseux ed in particolare a Gloria Manghetti per aver organizzato insieme a noi questa iniziativa inserita nella calendario del 200 della Fondazione del Gabinetto-. Senza dimenticare il prezioso lavoro di pulitura e restauro di Paola Rosa e Alberto Casciani anche grazie ai contributi della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e del Fondo di Beneficienza Intesa S. Paolo

Sono il presidente  della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera di Firenze proprietaria di questo luogo particolare multiculturale, multinazionale, ricco di storia, luogo di riflessione, incontro, emozione, arte e poesia da sempre portavoce di valori tuttora attuali quali l’ecumenismo, l’accoglienza e l’integrazione: infatti ha accolto e tutt’ora accoglie i defunti di tutte le confessione ed i non credenti. E sono proprio l’accoglienza delle spoglie di e l’integrazione in un contesto internazionale quale era Firenze all’epoca grazie alle raccolte del Gabinetto che ci legano a Gianpietro Vieusseux

Ricordo che il cimitero fu  fondato nel 1827 dalla nostra Chiesa grazie alla concessione del GRANDUCA LEOPOLDO II DI LORENA quando i non cattolici non venivano accettati nei cimiteri della citta’ ed il luogo piu’ vicino per dare sepoltura ai protestanti presenti a FIRENZE era LIVORNO. Venne poi chiuso per i lavori dell’arch. Poggi in occasione del trasferimento della capitale del Regno a Firenze e venne aperto il Cimitero degli Allori . Rivolgo l’ invito a voler visitare entrambi ed a scoprire personaggi ivi sepolti oltre a partecipare alle iniziative al fine di valorizzarli e farli conoscere a livello nazionale ed internazionale e rivalutarli dal punto di vista storico culturale poiché rappresentano un importante periodo della Firenze cosmopolita !

In programma ci sono le aperture di entrambi domenica 27 settembre in occasione di Corri la Vita, domenica 4 ottobre con l’Associazione Dimore Storiche Italiane e l’8 ottobre agli Allori il concerto dell’Ensemble mit Vier.


BENVENUTI DAL GABINETTO VIEUSSEUX

GLORIA MANGHETTI



Buonasera e grazie a tutti gli amici qui presenti, che hanno voluto essere con noi per rendere omaggio a Giovan Pietro Vieusseux e un grazie sincero al Presidente del Consiglio comunale, Luca Milani, che ha portato il saluto del Comune presente anche con il suo Gonfalone a sottolineare quanto il mercante ginevrino che scelse di farsi cittadino di Firenze per fondarvi nel 1820 il prestigioso Gabinetto Scientifico Letterario sia figura cara alla nostra città.

E nell’anno del bicentenario dell’Istituto, che abbiamo aperto lo scorso 25 gennaio con la bella mostra curata da Laura Desideri, Il Vieusseux dei Vieusseux, in palazzo Corsini Suarez, ci sembrava doveroso venire a portare un saluto alla tomba di chi decise 200 anni fa di fondare quello che sarebbe divenuto il suo «stabilimento». Perché, come si legge sulla lapide apposta su palazzo Buondelmonti, Giovan Pietro è stato per quarant’anni «benemerito della civiltà Italiana». In più occasioni e in modi diversi sono state sottolineate le doti di Vieusseux, ma sicuramente il monumento erettogli nel cimitero dei Pinti dagli amici risorgimentali e dagli estimatori «dei molti suoi meriti verso la civiltà italiana» costituisce senza alcun dubbio un attestato solenne, unico direi, anche per la sua storia.

Il bellissimo monumento, che oggi possiamo ammirare ripulito in tutto il suo splendore, fu infatti realizzato grazie a 390 sottoscrizioni volontarie da parte dei tanti estimatori dell’ex négociant che avevano potuto conoscere anche il tratto umano del padre fondatore del Gabinetto Vieusseux che lo ha fatto amare con venerazione da quanti ebbero la fortuna di conoscerlo personalmente e la cui memoria noi cerchiamo giorno dopo giorno di tenere viva ben consapevoli dei nostri limiti e del tempo diverso in cui siamo chiamati a vivere.

Per questo sono molto grata alla Presidente della Chiesa Evangelica, Francesca Paoletti, per averci dato questa rinnovata opportunità di rendere omaggio a Vieusseux nel cimitero svizzero detto degli Inglesi, un luogo denso di memorie, dove i confini tra vita e morte si rarefanno permettendoci di attraversare esperienze irripetibili. E questo nonostante le molte difficoltà del momento. E per questo un grazie sincero va infine a Suor Julia Bolton Holloway con cui il Gabinetto Vieusseux collabora fin da tempi in cui il compianto Maurizio Bossi volle dedicare insieme al Consolato Svizzero di Firenze un’attenzione particolare all’Isola delle anime come titolava la mostra con fotografie di Derno Ricci e testi di Fosco Maraini. A lei siamo tutti debitori per il suo competente vigilare su questo luogo ma anche per continuare a tenerlo vivo con i suoi studi.

E ora finalmente possiamo passare la parola a Cosimo Ceccuti (presidente del Comitato nazionale per il bicentenario del Gabinetto Vieusseux), a Valdo Spini (presidente dell’Associazione Istituzioni Culturali Italiane e consigliere del Gabinetto Vieusseux) e a Julia Bolton Holloway per i loro interventi, ringraziandoli per la loro generosa disponibilità.



COSIMO CECCUTI




VIEUSSEUX E IL RISORGIMENTO

VALDO SPINI


https://www.youtube.com/watch?v=pBWVsWqoJXY&t=1645s



L’intellettuale di origini ginevrine fondò nel 1819 il celebre “gabinetto letterario” e fu una delle personalità che tennero saldo il legame fra l’Italia che nasceva e il mondo protestante

Si celebra, con qualche ritardo dovuto al Covid-19, il bicentenario della fondazione del Gabinetto Scientifico Letterario da parte di Giovan Pietro Vieusseux in quell’anno, 1819, stabilitosi a Firenze. Questi fu veramente capace di una grande impresa culturale. Partendo da quella che oggi chiameremmo forse una “emeroteca” e una biblioteca di carattere europeo, Vieusseux riuscì a costruirvi intorno un cenacolo di letterati e di uomini di cultura. Tutti i grandi scrittori del suo tempo vi passarono, da Giacomo Leopardi ad Alessandro Manzoni.

Giovan Pietro Vieusseux credeva nell’Italia e nel suo Risorgimento. Per questo il governo granducale gli chiuse nel 1833 la sua rivista, l’Antologia, che stava su questa linea, dopo un articolo che ritenne particolarmente sgradito, di Nicolò Tommaseo, il letterato dalmata cui si deve tra l’altro uno dei migliori vocabolari italiani del tempo.

Nato a Oneglia nel 1769, ma di famiglia ginevrina, Vieusseux ha un posto molto importante nella storia di Firenze e della Toscana stimolandone culturalmente la partecipazione al processo dell’unità italiana. Molto spesso non si ha piena coscienza di quello che ha voluto dire negli avvenimenti del 1959-1961 il fatto che la Toscana di Bettino Ricasoli avesse cacciato il Granduca Leopoldo II e si fosse mantenuta autonoma e disponibile per la creazione del Regno d’Italia anche dopo l’armistizio di Villafranca, quando il capolavoro diplomatico cavouriano sembrava messo in questione dall’accordo stipulato da Napoleone III con l’Impero asburgico, in cui la Toscana addirittura avrebbe dovuto essere riassegnata al Granduca di Lorena. Vieusseux è stato una personalità di quella Firenze e di quella Toscana che ebbero allora questo importante ruolo nazionale.

Nell’ambito del bicentenario, il 24 settembre si svolge un’iniziativa molto importante e significativa. Essa è organizzata (insieme al Gabinetto Vieusseux) dalla Chiesa Riformata svizzera di Firenze di cui Vieusseux è stato membro fino alla sua morte avvenuta nel 1863. Anzi si svolge nel luogo della sua sepoltura nel cimitero protestante cosiddetto “degli Inglesi”, per la nazionalità prevalente dei defunti, ma in realtà della Chiesa Riformata svizzera, situato in piazzale Donatello, un tempo addossato alle mura della città e ora “isola dei morti” (così la definì il pittore Arnold Böcklin, all’interno dei viali di circonvallazione. In altre parole, con questa iniziativa si intende ricordare la fede protestante del Vieusseux, componente molto significativa della sua personalità

Non è di buon gusto in genere, citarsi tra parenti. Ma sul rapporto tra Risorgimento e protestanti non posso fare a meno di citare Giorgio Spini che all’argomento ha dedicato un libro più volte riedito, in ultimo dalla Claudiana1. Ma è necessario farlo, perché è stato proprio Giorgio Spini a sottolineare che ci sono stati in quel periodo tre ginevrini che hanno creduto al Risorgimento italiano e hanno stimolato gli italiani a crederci, con i loro libri e con le loro iniziative culturali .Si tratta di Madame de Staël, l’animatrice del cenacolo del castello di Coppet, della figlia del ministro delle Finanze Necker, con il sui libro Corinne ou l’Italie di Sismonde de Sismondi (stabilitosi a Pescia) con la sua Histoire des Républiques Italiennes du Moyen Age e, appunto, di Giovan Pietro Vieusseux con le sue numerose e importanti iniziative in campo culturale, dal già ricordato Gabinetto Scientifico letterario, alla rivista Antologia che, rappresentò un ‘efficace incubatrice delle idee del Risorgimento italiano oltre ad altre importanti riviste come l’Archivio storico italiano e Il giornale agrario2.

Vieusseux in particolare con le sue iniziative veniva a sottolineare l’autonomia, l’unitarietà e la forza della cultura di un’Italia divisa in tanti stati e staterelli e nel contempo a collocarla non in un contesto nazionalistico o provinciale, (la “Firenzina” granducale) ma nel contesto delle più moderne correnti culturali e scientifiche dell’epoca. Il Risorgimento italiano veniva visto in chiave liberale e liberale era il Vieusseux, che collaborava ampiamente e strettamente con personaggi come Gino Capponi e Raffaello Lambruschini o con lo stesso cattolicissimo Niccolò Tommaseo, rifiutando da un lato il fanatismo confessionale e dall’altro mantenendo il legame con la sua fede riformata.

La figura di Giovan Pietro Vieusseux nella sua rivisitazione consente di ripercorrere questo rapporto tra Risorgimento e protestanti, che è poi anche un legame culturale di simpatia verso la causa italiana che percorre le principali potenze protestanti europee e che quindi ha influenzato, più di quanto non sembri, il nostro processo di unità nazionale.

1. G. Spini, Risorgimento e protestanti, Torino, Claudiana 1998.

2. Cfr. V Spini, Attualità di un testo, in G. Spini, Risorgimento Italiano, a cura di M. I. Germontani e V. Spini, pp. 30-39, Edizioni SiZ, Campagnola di Zevio (Verona) 2011.


IL GABINETTO VIEUSSEUX E IL CIMITERO 'DEGLI INGLESI'

JULIA BOLTON HOLLOWAY

https://www.youtube.com/watch?v=pBWVsWqoJXY&t=1645s



Le offerte per questo opuscolo, Il Cimitero Evangelico Svizzero a Firenze, sono destinate al restauro e pulitura della tomba di Paul Vieusseux (C101), fratello di Giampietro, la cui tomba e già pulita da Alberto Casciani. Da questo opuscolo pubblicato con l’aiuto della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze e della Banca Intesa SanPaolo, possiamo vedere quali sono le sepolture Svizzere nel cimitero. Quando il DVD allegato, Bianco Silenzio, copre tutte le sepolture internazionali, includendo le fotografie a colori di ciascun sepolcro con immagini in miniatura che possono essere ingrandite a grandezza naturale. Una storia scritta in marmo sull’Italia, la Svizzera, la Gran Bretagna, l’Europa, l’intero globo, con le informazioni giunte a noi dai discendenti in Brasile e Australia, Nuova Zelanda e Stati Uniti, e altrove.

    
Opuscolo sugli svizzeri nel Cimitero Evangelico                                          DVD su tutti i seppellimenti nel Cimitero

Ho molto amato avere l’aiuto dei Rom dalla Romania, allo stesso tempo aiutando loro uscire dell’analfabetismo, dei secoli di schiavitù, dell’olocausto, e di una povertà molto come quella degli svizzeri nell’Ottocento venuti qui dalla Grigione. Assieme lavoriamo con il restauro di questo cimitero al stesso tempo che faccio la ricerca su questo luogo famoso in tutto il mondo che ora è di nuovo molto bello nel nostro progetto chiamato ‘Dalle tombe alle culle’. Sono loro che hanno pulito le tombe e piantato i giaggioli, il giglio fiorentino di questo splendido Gonfalone della Giustizia.

 

E anche vorrei ringraziare il Gabinetto Vieusseux per il terzo convengo internazionale, la Città e il Libro, sull‘”Eloquenza silenziosa: Voci del ricordo incise nel Cimitero ‘degli inglesi’”, organizzato nel 2004 da Maurizio Bossi, con gli Atti pubblicati su nostro Website, http://www.florin.ms/gimela.html. In particolare vi invitiamo di essere soci della nostra Aureo Anello Associazione culturale e sociale e della sua Mediatheca ‘Fioretta Mazzei’, un nuovo “Gabinetto Vieusseux”, essendo amici del Cimitero degli ‘inglesi’, ma svizzero. I Film che abbiamo proiettato, Per Firenze, e Un Te con Mussolini, del Maestro Zeffirelli, e al prossimo, Babette’s Feast, di Isak Dinesen.

È proprio in Svizzera che la mia esistenza è iniziata, a Ginevra nel 1936, dove i miei genitori erano entrambi scrittori alla sfortunata Lega delle Nazioni, sebbene io sia nata nella Devonshire Place di Elizabeth Barrett Browning (B8), Marylebone, a Londra. Ed è qui dove finirò i miei giorni, le ceneri poste in questo Cimitero Svizzero accanto alle ossa dell’Evangelica Giulia Guicciardini (F34)

Qui è sepolto Giampietro Vieusseux (F48).







Mi dispiace dire che Robert Browning ha mentito a Elizabeth dicendo che il Gabinetto Vieusseux era chiuso alle donne. In fatti il Gabinetto era molto aperto a loro e troviamo i nomi delle principesse russe. di Lady Blessington, della nuora di William Wordsworth, Marian (
F74), e di Sarah Parker Remond, nera da Concord, Massachusetts, che nel 1866-68 ha studiato per essere dottore in medicina all’Ospedale di Santa Maria Nuova sulla raccomandazione di Giuseppe Mazzini.

Mi piace dire che Elizabeth Barrett Browning fece battezzare suo figlio Pen Browning (sepolto al Cimitero ‘Agli Allori lontana dalla madre) dal pastore Moise Droin nella Chiesa Evangelica Riformata Svizzera. Ora con Rita Severi, professoressa all’Università di Verona, pubblicheremo le poesie di Elizabeth Barrett Browning tradotte in italiano sul titolo, ‘Oh Bella Libertà’ con Le Lettere.



Gli archivi tenuti dagli Svizzeri sono meticolosi, scritti in bella calligrafia in francese su eccellente carta di stracci, ed elencano il Cantone di provenienza, la maggioranza dal Canton di Grigione con la lingua Rumantsc, la professione, e persino il nome da ragazza della madre dei defunti, per cui è possibile indagare la genealogia femminile. 

Ma alcuni importanti nomi Svizzeri non sono incisi al cancello. Tra questi il nome di Henri Schneider (F82), l’educatore che lavorò con Johann Heinrich Pestalozzi in Svizzera e con l’Abate Raffaele Lambruschini in Toscana, pubblicando le sue osservazioni con il Gabinetto Vieusseux nella sua Antologia.

Un altro nome è quello di Jacques Augustin Galiffe (D47) che sposò Amalie, figlia di Charles Pictet (D47C), da cui ebbe origine la neutralità Svizzera. Galiffe studiò le genealogie ginevrine, e fu anche intimo amico di Sismondo de Sismondi e di Madame de Staël.



Questo ci riporta nuovamente a Elizabeth Barrett Browning (B8), il cui grande poema epico in nove libri, Aurora Leigh, trae ispirazione dalla preveggente opera sul Risorgimento di Madame de Staël, Corinne ou Italie. Elizabeth aveva già scritto il documentario sul Risorgimento nel Casa Guidi Windows, Le finestre di Casa Guidi.

Mancano anche quelli di Solomon Counis (D13) e della sua figlia Louise (D12B), i due pittori svizzeri alla corte della famiglia di Napoleone.

 

Tra molte altre tombe svizzere, è andata, purtroppo, perduta quella di Maria Anna Boecklin, di appena sette mesi, la cui morte ha ispirato il famoso dipinto di suo padre, Arnold Boecklin, “L’Isola dei morti”, e la musica di Sergei Rachmaninoff per questo. Neanche il suo nome sul cancello. Ma tanti turisti tedeschi e svizzeri arrivano cercando lei.



Abbiamo qui a Firenze un non grande cimitero che è assolutamente ricco di storia, esempio della vera Giustizia, con schiavi e servi sepolti accanto a figli di re, cugini di regine, di nobili e non, tutti assieme. La morte, se stessa, democratica in questo luogo di cultura, di poeti e scultori, scrittori e artisti, donne, uomini e bambini, schiavi e liberi. Per l’accoglienza a Firenze agli altri in questo campo santo ringraziamo gli Svizzeri. E ringraziamo Firenze per questa cerimonia in onore di Giampietro Vieusseux.