TUONI DI BIANCO SILENZIO:

IL COSIDDETTO CIMITERO ‘DEGLI INGLESI’ A FIRENZE DI PROPRIET
À SVIZZERA

UNA GUIDA VIRTUALE DEL CIMITERO


 
http://www.78s.ch/wp-content/uploads/2007/11/01-sergei-rachmaninov-the-isle-of-the-dead-symphonic-poem-op29.mp3




Rachmaninoff usa il suono dei remi sulle acque del traghettatore Caronte per il suo poema sinfonico l’‘Isola del Morti', Opera 29

Emio Lanini, 'Daniel in the Island of the Dead'/’Daniel nell’Isola dei morti’,
https://vimeo.com/139962781

INDICE   I Capitoli I e X sono in italiano; i resti in inglesi, francesi, ecc.

CAPITOLO I: IL CIMITERO PROTESTANTE DI FIRENZE  In italiano
CAPITOLO II: SETTORE A
CAPITOLO III: SETTORE AB
CAPITOLO IV: SETTORE B
CAPITOLO V: SETTORE C                                                     In inglese
CAPITOLO VI: SETTORE D
CAPITOLO VII: SETTORE E
CAPITOLO VIII: SETTORE F
CAPITOLO IX: SEPOLTURE SENZA PIU’ UNA TOMBA
CAPITOLO X: IL RESTAURO DEL CIMITERO                  In italiano


IL CIMITERO PROTESTANTE DI FIRENZE

         BiancoSilenzio

La mano del Signore fu sopra di me e il Signore mi portò fuori in spirito e mi depose nella pianura che era piena di ossa; 
Mi disse: “Figlio dell’uomo, potranno queste ossa rivivere?” Io risposi: “ Signore Dio, tu lo sai”. 
Dice il Signore Dio a queste ossa: Ecco, io faccio entrare in voi lo spirito e rivivrete.

                                                                                          Ezechiele, 37
For out of olde feldes, as men seyth,
Cometh al this newe corn from yer to yere,
And out of olde bokes in good feyth,
Cometh al this newe science that men lere.

                                                                                          Chaucer, Parliament of Fowls 22-25

Scrivere un canto blues
è irreggimentare sommosse
e cogliere gemme dalle tombe.
                                                                                          Etheridge Knight


Sfogliando le pagine della pubblicazione del British Museum sul Libro dei Morti degli Egizi con le tavole dei rotoli di papiro con geroglifici e immagini, apprendiamo di una religione andata perduta, che è all’origine di quella giudaico Cristiana. Lì gli sposi fedeli, che avessero mostrato misericordia verso i propri schiavi, e non avessero ucciso, rubato o mentito, sarebbero stati ricompensati
dopo la morte con un giardino di cui prendersi cura. Tra fiori fragranti essi avrebbero coltivato il grano per il proprio  nutrimento: un paradiso in cui avrebbero regnato lavoro e benevolenza. I cimiteri paradossalmente sono luoghi ricchi di storia e di vita, e in potenza luoghi di grande bellezza, cura e conforto. E' nostro desiderio far sì che un luogo tanto a lungo abbandonato, il cimitero conosciuto come ‘Cimitero degli Inglesi’, da sempre di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata svizzera, diventi luogo storico e culla di speranza. Parte di questo progetto è il presente libro, come visita virtuale al cimitero, dando paradossalmente, tonantemente, sinesteticamente nuovamente voce al suo 'BiancoSilenzio, come Elizabeth Barrett Browning scrive nella sua poesia, spigolando dagli archivi scolpiti in marmo in molte lingue e in molti alfabeti, e dagli archivi trascritti dagli svizzeri in lingua francese su frammenti di carta. Manoscritti antichi oramai di quasi due secoli.

La Cristianità giudaica per millenni aveva praticata l’inumazione, la sepoltura dei morti nella nuda terra, con i corpi che per sempre rimanevano dove erano stati  deposti. Nel mondo greco pagano era diffusa, invece, la pratica della cremazione, con la collocazione delle ceneri entro urne. Nel mondo pagano romano si deponevano i morti nei sarcofagi, pietre di marmo che ‘divorano la carne’, (sarx/carne+phago/che mangia), e poi le ossa in cassette, oltre le mura della città. I Cristiani seppellivano i morti all'interno delle chiese e attorno, perché fossero sempre vicini al mistero della Resurrezione. Ebrei e Romani per ragioni igieniche collocavano le tombe al di fuori delle mura della città; in Gerusalemme solo per il Re Davide e la Profetessa Culda fu concessa la sepoltura entro la città; per tutti gli altri, considerati impuri e contaminati, le tombe erano disseminate nella valle oltre le mura, per essere purificati a Pasqua. A Praga le tombe ebraiche sono sovrapposte le une sulle altre, stratificate nello spazio ristretto e intricato del cimitero. A Roma, la Via Appia oltre le mura antiche è fiancheggiata da tombe, e spesso le parole degli epitaffi sono, 'Siste, Viator', 'Fermati, Viaggiatore'. I Francesi nel 1804 con l’Editto di St. Cloud imposero per motivi igienici una secolarizzazione analoga con la collocazione dei cimiteri Cristiani lontano dalla cerchia cittadina, come accadeva presso gli Ebrei e i Romani. Così nasce il famoso Cimitero di Père Lachaise. Napoleone, massone, diffonde l’Editto di St. Cloud in tutto il suo Impero, imponendo alla maggior parte dell’Europa cattolica leggi pagane, proibendo le sepolture all’interno delle città, e richiedendo le esumazioni dalle tombe romane e la conservazione delle ossa in spazi più piccoli. Più tardi sarebbe stata anche permessa la pratica greca della cremazione dei morti. 




Il cosiddetto Cimitero ‘degli Inglesi’, di proprietà Chiesa Evangelica Riformata svizzera - posto su una collinetta che si annidava a ridosso della cerchia muraria medievale, su un terreno che un tempo forse era stato una tomba etrusca acquistato nel 1827 dal Granduca - sotto molti aspetti è un cimitero eccezionale. Le circa mille e quattrocento sepolture, segnalate oggi da solo settecento tombe, appartengono a protestanti, anglicani, ortodossi, massoni, atei. Sono qui stati accolti, bambini nati morti, suicidi, poveri, servi, schiavi, domestici, borghesi, nobili, esuli, debitori, coppie di razza mista, tubercolotici e molti altri ancora. La Chiesa Evangelica Riformata svizzera aprì le porte del suo cimitero a tutti coloro che non venivano accolti in terra consacrata cattolica o nel cimitero ebraico, e che prima del 1827 per la sepoltura dovevano essere trasportati fino a Livorno su un carro trainato da buoi, o sul carro funebre trainato da cavalli e senza refrigerazione. Le tombe, sotto i grandi cipressi celebrati nel dipinto ‘L’Isola dei Morti’ del pittore svizzero Arnold Böcklin, per cui Sergei Rachmaninoff compose il suo poema sinfonico op. 29, sono incise con iscrizioni in alfabeto ebraico, greco, romano, cirillico, scrittura gotica (fraktur), e innumerevoli lingue, compreso il romancio. Il cimitero è internazionale ed ecumenico, un microcosmo non solo dell’Europa ma del mondo intero, una sorta di Lega delle Nazioni o di Nazioni Unite. Il cimitero fu poi chiuso nel 1877. Giuseppe Poggi realizzò e disegnò i grandi viali ad imitazione dei boulevard parigini, modificando questa piazza -  delimitata dalle mura di Arnolfo di Cambio e Michelangelo Buonarroti - in un ovale, quando Firenze fu, per un breve periodo, capitale d’Italia. Gli svizzeri nel loro nuovo cimitero, il cimitero agli Allori’ vicino al Galluzzo, si attennero alle pratiche napoleoniche, creando un ‘ossario comune’ e riesumando le ossa nel caso in cui non fossero stati effettuati i pagamenti per il mantenimento della tomba.
 




Questo cimitero impropriamente detto ‘degli Inglesi’, ancora appartenente alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera che acquistò il terreno per erigerlo, e da loro ufficialmente denominato Cimitero di Porta a’ Pinti, è, tuttavia, per molti aspetti inglese.
È stato un bellissimo giardino, e ancora oggi lo è, come lo sono tutti i cimiteri inglesi. Sfidando il Codice napoleonico, i sepolcri sono perpetui secondo le pratiche giudaico-cristiane, così come in Inghilterra, mai conquistata da Napoleone. Appartiene alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, che ha radici in Calvino e Zwingli; non è secolare. La Chiesa Inglese ha pagato/dato in prestito 5000 lire per l’acquisto del terreno, ottenendo il diritto del pagamento di una tassa per ogni sepoltura inglese. La maggior parte dei sepolti sono cittadini delle Isole Britanniche e dell'Impero, e secondo il mito inglese il luogo della propria sepoltura e dell’ultimo riposo è, come afferma la poesia di Rupert Brooke, ‘per sempre Inghilterra’. Gli americani e i russi, invece, sovente disponevano che la salma, chiusa nella bara di piombo, fosse costosamente spedita da Livorno via mare nel loro Paese natale. Ed erano proprio gli svizzeri ad occuparsi di questo servizio. Secondo la leggenda, all’ingresso dei cimiteri inglesi vengono piantati due alberi di tasso a ricordo degli archi usati per sconfiggere i francesi ad Agincourt. Il tasso, tossico per il bestiame, è però al sicuro entro le mura dei cimiteri, dove non può essere nocivo oppure essere danneggiato. Tradizionalmente, questi due alberi stavano a simbolizzare le due colonne del Tempio di Gerusalemme: l’una, a destra, chiamata Iachin, l’altra, a sinistra, chiamata Boaz (2 Cronache, 3.17). Anche nel Cimitero ‘degli Inglesi’ a Firenze crescevano due di questi tassi piantati all’ingresso; uno dei due, però, è stato abbattuto. 

Al tempo stesso in cui il Granduca Leopoldo cedeva la collinetta al di fuori delle mura della città alla Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, finanziava la spedizione di Ippolito Rosellini e Jean-François Champollion in Nubia e in Egitto, offrendo a Champollion, che già aveva decifrato il codice dei geroglifici, la possibilità di visitare quella terra. Il grande dipinto che ritrae i due sovrasta lo scalone all'ingresso del Museo Egizio nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze, un museo che con il Louvre condivide metà del bottino della loro spedizione. Il volume di Rosellini, Monumenti dell'Egitto e della Nubia (Firenze, 1832-40, 10 voll.), ebbe un forte influsso sullo stile egizio di molte tombe del Cimitero ‘degli Inglesi’, dove si trovano obelischi, piramidi e sepolcri scolpiti con motivi egizi, scarabei, api, ourobouroi (serpente che si morde la coda che simboleggia l’eternità), globi alati (disco solare alato) o clessidre, ispirati dai geroglifici. Pietro Bazzanti ecletticamente ha combinato questi motivi su tombe neoclassiche - dove mariti, mogli e bambini che indossano la toga si dolgono accanto ad urne cinerarie - e su splendidi sarcofagi, due dei quali modellati su quello della tomba di Scipione in Vaticano, e così via.
 



 

Le prime tombe nel Cimitero ‘degli Inglesi’ sono profetiche del ritorno dello stile classico, finti sarcofagi e urne cinerarie poste su colonne secondo la consuetudine greca e romana, in particolare le tombe di Pietro Bazzanti (la cui bottega ancora esiste in Palazzo Corsini); ma tutte le sepolture sono in realtà nella nuda terra. Al tempo stesso, le fogge delle vesti femminili sono a vita alta, lo stile della Reggenza, riprendendo le sculture classiche. Inizialmente il cimitero era stato disegnato in forma quadrangolare da Carlo Reishammer (1806-1883). Nel 1859, il suo assetto fu modificato a formare dei sentieri bordati di bosso che si dipartono e si incontrano alla colonna sormontata da una croce, posta in alto al centro della collinetta (un monumento in marmo modellato sulla colonna con la croce decorata con rose e gigli in onore di san Zanobi che si trova accanto al Battistero di Firenze in Piazza San Giovanni, ma molto più alto di questa). Anch'essa opera di Pietro Bazzanti (1825-1895), fu eretta in omaggio della visita al cimitero del Rosacrociano Federico Guglielmo II di Prussia, visita che egli fece proprio in quell’anno. Nella ricerca condotta da alcuni studenti per ritrovare la presunta tomba etrusca sotto la collinetta del cimitero, è apparso evidente come al fine di realizzare il sentiero centrale fossero state coperte disordinatamente tombe che ancora contenevano corpi. Un altro sentiero bordato di bosso, oggi restaurato, fu realizzato per raggiungere le tombe di  WALTER SAVAGE LANDOR (A29), di FRANCES TROLLOPE (B80), di sua cognata THEODOSIA TROLLOPE (B85) e della loro amica, ISA BLAGDEN (B42). Da questo sentiero si può cogliere una veduta della cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore. In questo periodo la foggia delle vesti femminili è Vittoriana - con gonne di crinolina, ed eclettici particolari naturalistici, come vediamo con la statua di Julia Savage Landor, moglie di Walter Savage Landor, rappresentata nel suo dolore e vestita in gramaglie sulla tomba del loro figlio ARNOLD SAVAGE LANDOR (F128) - e non segue più lo stile classico. Con questo nuovo aspetto il cimitero rifletteva ancor più chiaramente il monte Calvario fuori della città di Gerusalemme e del suo Tempio.

Quando Giuseppe Poggi (1811-1901) ridisegnò la mappa di Firenze, modificò la forma quadrata del cimitero in un ovale, abbattendo la cerchia muraria medievale e la Porta a’ Pinti, edificata da Arnolfo di Cambio, e poi rafforzata da Michelangelo Buonarotti contro il ritorno del Duca Alessandro de' Medici, e lasciò il pittoresco cimitero come un’isola in mezzo al traffico. Gli stemmi arnolfiani con il giglio e la croce del popolo della Porta a’ Pinti furono posti sul muro di cinta interno del cimitero. Nelle sue lettere agli svizzeri, il Poggi implorava il restauro del giardino romantico con le sue rose. Il Comune di Firenze dispose che un giardiniere vivesse nella casetta all'entrata. A partire dal 1877,  i membri della famiglia italiana MALFATTI (C35-37) decisero di farsi cremare, scegliendo per le proprie tombe in marmo un’area del cimitero dove fossero ben visibili a tutti i visitatori. A partire dal 1877 sono consentite solo le sepolture di urne cinerarie e di cassette di resti ossei. Oggi sono anche accolte le sepolture di Cattolici; la cremazione non è invece ammessa dalla Chiesa Ortodossa, né dagli Ebrei osservanti. La forma simmetrica ed ovale, data al cimitero da Giuseppe Poggi (non diversamente dalle più antiche biblioteche a Londra e Parigi, il British Museum e la Biblioteca sotto la cupola di Panizzi, e la Bibliothèque National), è concepita e funziona come il cervello umano e i suoi due emisferi che comunicano l’un l’altro all’ingresso del cimitero, nella casetta con la sua biblioteca a destra, gli archivi, la creazione del Web a sinistra. Davvero in questo libro in marmo, in questo ipertesto, esistono tra tutte le tombe connessioni sinaptiche, così come avviene nel nostro cervello. Qui è tutto 'intrecciato', interconnesso, internazionale, intergenerazionale. Più tardi, nel Ventesimo secolo, alle biblioteche di Londra e di Parigi è stata data una nuova collocazione in scatole di vetro quadrate. L’emisfero sinistro, usurpando o negando l’esistenza dell’inclusione e della totalità dell’emisfero destro, ha lasciato il posto al moderno brutalismo dell’architettura. Il cosiddetto Cimitero ‘degli Inglesi’ di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata svizzera di Firenze è così un monumento a un più armonioso e perfetto mondo della cultura, sebbene oggi oramai in gran parte perduto. Le neuroscienze, e soprattutto le parole profetiche di Mary Somerville ('Queste formule, emblematiche dell’Onniscienza, condensano in pochi simboli le leggi immutabili dell’universo. Questo potente strumento del potere umano stesso ha origine nella primitiva costituzione della mente umana, e poggia su alcuni assiomi fondamentali, che esistono dall’eternità in Lui che li ha infusi nel cuore dell’uomo quando lo creò a Sua immagine’), riguardo a quella scienza, lo esprimono al meglio. 

La ricerca tende ad essere lineare, suddivisa in compartimenti, fondata sulla statistica, emozionalmente distaccata, lobotomizzata, centrata sull’emisfero sinistro. Una ricerca asettica in camici bianchi
da laboratorio e guanti. Montaigne ed i Vittoriani sapevano combinare poesia e prosa, inframmezzando l’una con l’altra, quegli epigrammi di George Eliot ad apertura di ciascun capitolo, riflettono una profonda ed ampia comprensione dall’armonico equilibrio tra emisfero destro e sinistro. In questo libro adottiamo entrambi i criteri. Di grande valore per noi nel restauro del giardino è l’incisione pubblicata nello Harper's Monthly nel 1873 - in realtà realizzata prima del 1867 - che molto ha da insegnarci sull’antichità e immutabilità di questo luogo. Le tombe che qui vediamo sono quasi tutte ancora esistenti. Le immagini ipertestualmente rimandano alle voci del catalogo.


Harper's, XLVII (1873) 509, Incisione del Cimitero ‘degli Inglesi’ di Firenze 





   
                                                                                                                Temple Southwood Smith
Elton         Browne                  Fombelle    Berg  Moore  Smith               Jaffray                           Routh            Somerville                   
  BYelverton      CYelverton                     JKellett            Barrett Browning                 Beck           Hart                              Vieusseux
                             Sapte Tighe                                                                  Zimbowski     Golikova  
                   Hanna                                                                                                                                                                                          Trotman         Capei
Holt                                                          Kelson                             Levitsky

Sepolto in questo cimitero è anche JACQUES AUGUSTIN GALIFFE (D47, originariamente inserito nel capitolo delle tombe andate perdute, per anni non essendo stato individuato il suo sepolcro), che con Jean Charles Léonard de Sismondi - entrambi svizzeri ed esuli - insegnò l’importanza della ricerca storica negli archivi genealogici, utilizzando questo metodo negli archivi italiani. Siamo stati infine in grado di localizzare la tomba di Jacques Galiffe attraverso la pubblicazione del 1907, oltre cento anni or sono, in Notes and Queries delle iscrizioni copiate dal Lieutenant-Colonel G.S. Parry delle tombe inglesi allora ancora esistenti; molte di queste erano andate perdute, rendendo impossibile l’identificazione di quelle che oggi sappiamo essere le tombe Galiffe, precedentemente ritenute le tombe dei Pellew. Questo cimitero, in cui Galiffe ha trovato sepoltura, è idealmente il luogo perfetto per la sua ricerca pioneristica. È qui sepolto anche, e sotto compare la voce tratta dal citato capitolo sulle tombe andate perdute, il figlioletto di un avvocato e storico inglese, che
per i suoi studi storici utilizzò un metodo analogo :

§534/ EDMOND ANTHONY CHESTER WATERS/ ENGLAND/ GL23777/1 N° 534 Burial 06/03 Rev Greene/ I: 1852-1859 'Registre des Sepultures avec detail des frais', Paoli 733/ Q 116: 576 Paoli/ Waters/ Edmondo Antonio Chester/ Roberto Edmondo/ Inghilterra/ Firenze/ 3 Marzo/ 1854/ Mesi 29/ 534.
Robert Edmond Chester Waters. Genealogical memoirs of the kindred families of Thomas Cranmer, 1877. Avvocato dell’Inner Temple, intento a scrivere uno studio genealogico, dovette dare sepoltura al figlio di 29 mesi che portava il suo stesso nome. Questo è quanto scrive nel suo libro: 'la genealogia è spesso confusa con l’albero genealogico, e spesso si ha la tendenza a dimenticare che è, invece, elemento necessario in storia e nella biografia, per la quale è di aiuto o di ostacolo a seconda che le regole della testimonianza storica siano osservate o violate. Le genealogie contenute in queste memorie biografiche sono state esaminate anello per anello, e sono ora per la prima volta narrate in modo dettagliato. La versione fino ad ora ritenuta valida ha quasi sostenuto il controllo della ricerca critica, con gli errori tacitamente corretti, eccetto nel caso in cui il silenzio potrebbe implicare l’aver ignorato una qualche fonte autorevole.  La mia accuratezza potrà essere facilmente verificata, poiché ogni affermazione è avvalorata dal riferimento all’ autorità, e le prove genealogiche, quando non possono essere sottoposte a controllo consultando una biblioteca pubblica, sono citate per esteso o riferite sinteticamente con un abstract. Bisogna sempre tenere presente che le conclusioni sono spesso tratte da prove aggiuntive, e che esiste una forza latente nell’autorità non percepibile da quanti  non vi abbiano fatto ricorso’.

Robert Edmond Chester Waters per questo piccolo bambino pagherà tanto quanto per la sepoltura di un adulto ricco e importante, e molto più di quanto costerà a Robert Browning la sepoltura di ELIZABETH BARRETT BROWNING(B8).

Tra le 'Tombe perdute', si ricordano quelle della sorellastra della figlia di Lord Nelson, Emma Carew, di Catherine MacKinnon, che originaria dell’isola di Mull, fu istitutrice dello Zar di Russia, e Louisa Catherine Adams Kuhn, sorella di Henry Adams, soggetto del capitolo 'Caos' nell’autobiografia The Education of Henry Adams, ora trovata e che sarà restuita in Settore E. Gli archivi che conservano su carta, ma non nel marmo, la memoria delle nostre tombe andate perdute ci danno su di esse più preziose informazioni. E poiché gli archivi cartacei possono paradossalmente durare persino più a lungo che non le tombe in marmo, si veda il nostro capitolo sulle tombe andate perdute.

L'opposizione crescente contro la schiavitù come crimine contro l’umanità è un tema forte che attraversa tutto il cimitero. FRANCES TROLLOPE e RICHARD HILDRETH (D110), con i loro Jonathan Jefferson Whitelaw e The White Slave, scrissero rispettivamente il primo e il secondo romanzo sulla schiavitù, cui se ne aggiungerà un terzo, Uncle Tom's Cabin di Harriet Beecher Stowe, che copia i primi due e che, tradotto in rumeno nel 1854, libererà i Rom dalla schiavitù in Romania, anime comprate e vendute dal Medio Evo fino al 1855-1856. Il Cimitero ‘degli Inglesi’ ospita le tombe di schiavi, servi e domestici insieme a quelle di padroni e padrone, e a quelle di ardenti Abolizionisti. Frederick Douglass, lo schiavo nero americano, visitò oramai divenuto libero il cimitero per rendere omaggio in particolare alle tombe di ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), RICHARD HILDRETH (D110) e THEODORE PARKER (D108), che tanto eloquentamente avevano scritto e predicato contro la schiavitù. Egli citava Theodore Parker su come l’arco del tempo tenda verso la giustizia, parole nuovamente riprese da Barack Obama al funerale di Nelson Mandela.



Il titolo di questo libro, 'Tuoni di Bianco Silenzio', deriva dall’appassionato sonetto di ELIZABETH BARRETT BROWNING contro la schiavitù, dedicato, secondo lo stile Greco, alla scultura dell’americano HIRAM POWERS (B32) , ‘La schiava Greca’. Sua modella per l'opera fu Albana Mignaty, madre di ELENA MIGNATY (E130) e DEMETRIO MIGNATY (E131); Giorgio Mignaty, il padre dei questi due bambini, dipingerà invece Casa Guidi così com’era alla morte di Elizabeth. La scultura fu esposta al centro dell'Esposizione universale del 1851 al Crystal Palace di Londra. Arte e vita sono qui inestricabilmente intrecciate.

BiancoSilenzio

LA SCHIAVA GRECA DI HIRAM POWERS (1850)

Si dice che la Bellezza Ideale non possa entrare nella
casa d'angoscia. Una figura straniera sta sulla soglia,
con le mani incatenate, la Schiava greca:
come se lo scultore eleggesse lei,
(quella perfezione impassibile che egli li diede,
ombreggiata, non oscurata, là dove la soglia si apre)
per misurare i crimini degli uomini in diversi lidi,
con ogni ideale dell'uomo. Penetra nell'intimo,
infuocato dito dell'arte! - e presto spezza
la schiavitù di questo mondo! Appellati, bella pietra,
dalla pura sommità della bellezza di Dio, contro il male dell'uomo!
Cattura nel tuo volto divino le pene e dell'oriente
e dell'occidente, - e colpisci e umilia i forti,
da tuoni di bianco silenzio sconfitti!

Il primo seppellimento nel nostro Cimitero risale al 1828, ed è quello di un ragazzo, il quindicenne JEAN DAVID MARC GONIN (C10), figlio del Presidente della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera, che aveva acquistato il terreno su cui esso sorge; l’ultimo, nel 1877, è quello di ELISE BOSSÉ (D111), moglie di un artista lettone di Riga. SOLOMON COUNIS, D13, Vice Presidente della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera che ancora possiede questo cimitero, sfidando la morte dipinse il ritratto immaginario idealizzato di Jean David Marc Gonin, come se fosse ventiduenne. Così fece anche John Roddam Spencer Stanhope che dipinse sua figlia MARY SPENCER STANHOPE (B10) come una  diciassettenne. Trajan Wallis, figlio di GEORGE AUGUSTUS WALLIS (A64), ci ha lasciato il ritratto di Julia Savage Landor, mentre Michele Auteri Pomar (F128) che scolpì la statua della moglie di WALTER SAVAGE LANDOR, la rappresenta nel suo dolore sulla tomba del loro figlio, in tal modo creando sinapsi non solo tra le genealogie biologiche ma anche tra gli artisti e i loro ritratti, tra gli artist e le loro opere. Poca meraviglia desta il fatto che il Comune abbia deciso di costruire gli studi di grandi artisti nell’area attorno a Piazzale Donatello dove sorge il nostro cimitero. Le stesse sinapsi si verificano con i libri: ISA BLAGDEN (B42) scrive Agnes Tremorne su Lord Lytton, e questi scrive Lucile su di lei; Nathaniel Hawthorne scrive il Marble Faun in cui combina le figure di ISA BLAGDEN (B42) e THEODOSIA GARROW TROLLOPE (B85) nel personaggio di Miriam, che è di sangue misto; oppure ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), che, come Dante Alighieri prima di lei, celebra Firenze nei suoi versi, profeticamente scorgendo la città dalla villa di Bellosguardo di ISA BLAGDEN(B42), mentre Ferenc Pulszky fa scolpire in un bassorilievo il figlio GYULA PULSZKY (A60) in volo celestiale su Firenze, vista dalla villa di Montughi. Alle genealogie biologiche e alle rappresentazioni artistiche in questo cimitero si sovrappone anche lo spettro sociale completo, con le divisioni tra ecclesiastici e militari, nello stesso luogo riunendo e mettendo a fuoco in uno specchio ustorio, sostenitori di Garibaldi e oppositori di Napoleone, lo Zar di Russia e l’Imperatore austriaco; Abolizionisti in lotta contro la schiavitù e quanti si sono interessati al lavoro dei bambini nelle miniere e nelle fabbriche; esuli che riposano ora qui in pace fianco a fianco con lo status quo; ufficiali militari austriaci; proprietari di schiavi degli Stati del sud e proprietari di schiavi rumeni; proprietari di un mulino dell’Inghilterra del nord e proprietari di miniere di carbone; proprietari terrieri irlandesi che affamano i loro affittuari e i pastori che li hanno battezzati, sposati e sepolti; i diplomatici e la macchina militare dell’Impero Britannico, confortevolmente in pensione.

Uno dei seppellimenti più degno di nota in questo cimitero ‘degli Inglesi’ è quello di  NADEZHDA DE SANTIS (B58), che riposa vicino alle tombe di HIRAM POWERS (B32) e ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8). Schiava negra, che giunge dalla Nubia quattordicenne. La sua libertà fu acquistata dallo zio di Rosellini e battezzata in una famiglia ortodossa russa muore trentenne a Firenze. La sua storia è raccontata in alfabeto cirillico, in lingua russa, sulla croce ortodossa in marmo bianco della sua tomba. La sola croce ortodossa che le rigide regole della Chiesa Evangelica Riformata Svizzera abbiano permesso, sebbene il cimitero ospiti tombe russe, rumene, e greche. Il suo nome 'Nadezhda', datole con il battesimo, significa ‘Speranza’. Il suo nome da schiava era 'Kalima'. È qui sepolta anche HENRIETTA MARIA HAY (F53), figlia della schiava greca Kalitsa Psarakis, che acquistata nel mercato degli schiavi di Alessandria dall’egittologo scozzese Robert Hay, fu da questi sposata a Malta nel 1828; fino alla sua morte, avvenuta nel 1875, ella visse a Casa Guidi. Queste storie di Kalima e Kalitsa sono analoghe alla storia dell’antenato di Pushkin, ‘Il negro di Pietro il Grande’, su cui egli scrisse uno splendido racconto breve incompiuto, ma non per il narratore. Sia Pushkin, che scrisse un epitaffio per l’amico sepolto a Livorno, dove leggiamo ‘egli giace sotto i mirti della dolce Italia’, che il padre di Robert Browning ossessivamente tracciavano la fisionomia dei propri antenati schiavi africani. Anche il Duca Alessandro de' Medici, ricordiamo, era figlio di una schiava.




Così nel Cimitero ‘degli Inglesi’ i servi possono riposare con i propri padroni e le proprie padrone (e sovente i documenti attestano che ai servi era concesso un funerale di prima classe, diversamente dai propri padroni che ne ricevevano uno più modesto). La morte non ha riguardi per il genere, la classe, la nazione, la razza, né- nell’Ottocento e prima dell’avvento della medicina moderna- per l’età. Molte di queste tombe, vediamo, testimoniano il grande affetto e rispetto di padrone e padrona nei confronti dei servi che vivevano sotto il loro stesso tetto: CHARLES CROSBIE, A20 verso MARY DUVALL, A80; gli amici del defunto WILLIAM READER, A23 verso HENRY AUSTIN, E34; FRANCES (MILTON) TROLLOPE, B80, THEODOSIA (GARROW) TROLLOPE, B85, e HARRIET THEODOSIA FISHER (GARROW), C77, verso ELIZABETH SHINNER, C71; ISABELLA BOUILLON LANZONI, D29, verso ANNA ROFFY, C61SIR WILLIAM HENRY SEWELL, E58, verso JAMES BANSFIELD, E59; il Principe Demidoff  verso GEORGE FREDERIC WAIHINGER, E64; Rosina Buonarotti Simoni verso MARY ANNE SALISBURY, F2.

Numerosi sono i bambini sepolti qui, uccisi dalla difterite; molte le donne morte dopo il parto. Non era ancora stata capita l’asepsi, non erano ancora conosciuti i vaccini e gli antibiotici. Eminenti medici sono sepolti qui, tra loro THOMAS SOUTHWOOD SMITH (C3), che afferma la necessità dell’ aria fresca e della luce del sole nelle case dei poveri per prevenire le malattie; JAMES ANNESLEY (D73), che pubblicò un grosso volume sulle malattie incontrate in India ed in altri climi tropicali; Sir DAVID DUMBRECK (A48), responsabile degli ospedali in Crimea dove operò Florence Nightingale, e BARTOLOMEO ODICINI (A47), medico in Uruguay, che ebbe come suoi pazienti Anita Garibaldi e i suoi figli affamati, e, dopo l’Aspromonte, lo stesso Garibaldi. Molte tombe nel cimitero appartengono a ufficiali militari e civili che servirono in India e altrove nell’Impero. Quattordici di quanti combatterono contro Napoleone nella Penisola e a Waterloo, riposano qui, come anche  parenti di ufficiali di marina ed altri legati a Nelson, Popham e Collingwood a Trafalgar. È poi presente un altro gruppo, non considerato nei tre ceti del Medio Evo - contadini, cavalieri, monaci; lavoratori, proprietari terrieri, clero – che è quello dei commercianti e degli imprenditori: riposano fianco a fianco qui costruttori navali inglesi, costruttori di ponti, proprietari di fabbriche, proprietari di miniere, costruttori di ferrovie, con i loro dipendenti, le loro figlie, banchieri svizzeri, architetti, proprietari di caffè, fornai, pasticceri, schiavi, servi e domestici, provenienti dall’Africa, dai Caraibi, dalle steppe della Russia e dall’Inghilterra. Schiavi e servi con funerali di prima classe riposano sovente in belle tombe, in un mondo del Magnificat, che lottava per la giustizia del Vangelo. Questo cimitero diviene così un laboratorio antropologico per lo studio dello sviluppo economico attraverso l’immigrazione e attraverso l’attività bancaria internazionale. È anche un libro di testo per la storia della medicina: riposano qui molti amici di Henri Dunant della Croce Rossa svizzera e di Florence Nightingale degli ospedali in Crimea. È un archivio in marmo per la storia dell’Italia, dell’Inghilterra, dell’Europa e del mondo intero.

Il Granduca Leopoldo II di Toscana (1797-1870), condivideva le idee illuministe che erano anche di Napoleone ed inizialmente desiderava aprire la Toscana a questa nuova cultura. La Chiesa cattolica, prima del Concilio Vaticano II, proibiva la Bibbia in volgare ai laici. Le Chiese protestanti, invece, erano evangeliche. Le tombe entro il santuario del Cimitero ‘degli Inglesi’, all’opposto fanno bella mostra di versetti biblici in molte scritture, e moltissime lingue ed alfabeti. Più tardi il Granduca, colto dal panico per le idee democratiche sposate dal popolo, ritornò a Firenze con il bianco esercito austriaco, applicando una rigida censura della stampa e imponendo l’uniformità religiosa. Di questo Elizabeth Barrett Browning scrive in Casa Guidi Windows. I protestanti inglesi e italiani conobbero di conseguenza la prigione e/o l’esilio per la diffusione della Bibbia in italiano, tra loro ROSA MADIAI (F129), suo marito Francesco, e Pietro Guicciardini, fratello di GIULIA GUICCIARDINI (F34). La bandiera italiana rossa, bianca e verde era allo stesso modo proibita. Elizabeth Barrett Browning scrive contro questa oppressione nel suo racconto “narrato due volte” Casa Guidi Windows I, II. Le finestre letterarie e reali che, con atto di sfida, furono decorate con tende bianche e rosse su pareti tinteggiate di verde, colori di cui lei parlava, ci dice Robert, mentre giaceva sul letto di morte nel 1861.

È la letteratura inglese, la poesia inglese in particolare, ad essere celebrata qui. I tre grandi poeti ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), WALTER SAVAGE LANDOR (A29), ARTHUR HUGH CLOUGH (F8), i romanzieri, FRANCES TROLLOPE (B80) e RICHARD HILDRETH (D110), tutti utilizzano la propria penna contro la schiavitù e per la causa risorgimentale. Riposano qui anche parenti e amici di scrittori inglesi, come di George Byron (E27/ DEMETRIO CORGIALEGNO/Δεμητριος Κοργιολενιος), Jane Austen (A45/ CHARLOTTE EMILIA PLUMPTRE; D27/ THOMAS HILL SPENCER), William Wordsworth (F74/ MARIAN WORDSWORTH; E11/ THOMAS HAMILTON; B8/ ELIZABETH BARRETT BROWNING), Sir Walter Scott (A95/ ISABELLA SCOTT). Nelle pagine eleganti di Jane Austen assistiamo agli intrighi per le proprietà terriere, le nomine a ufficiale, i benefici nella Chiesa d’Inghilterra, per il matrimonio che garantisca ricchezza e prestigio sociale per mezzo di questi altri. Nelle pagine più tumultuose di Frances Trollope ed Elizabeth Barrett Browning incontriamo schiavi, operai, debitori, zingari, persone di razza mista, con un più completo quadro della realtà nella lotta per la sopravvivenza e l’autonomia. Tutti questi caratteri si rispecchiano nella realtà attraverso le nostre tombe e le sepolture così meticolosamente registrate a penna negli archivi svizzero-francesi.
 
Si dice che Firenze 'sia il luogo del sole per gli ombrosi'. In alcuni casi il luogo per salvarsi dalla pazzia di un membro della famiglia o per sfuggire alla prigione per bancarotta. Molti di quanti giunsero qui, non erano ben inseriti nella società del proprio Paese d’origine, l’Inghilterra. Per THEODOSIA GARROW TROLLOPE (B85) e ISA BLAGDEN (B42), in parte ebree (come la Miriam di Hawthorne), le radici vanno esoticamente anche ricercate nelle Indie Orientali, mentre ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8) e Robert Browning provenivano da famiglie delle Indie Occidentali, Elizabeth dalla piantagione Cinnamon Hill in Giamaica, Robert da St Kitts. Entrambi dunque con sangue nero e di schiavi nelle vene, e Robert in parte anche ebreo. Il marito di FRANCES TROLLOPE e il padre di Robert Browning dovettero vivere all’estero per sfuggire alle conseguenze legali dovute alla loro stupidità, furono debitori e violarono promesse fatte. Ci troviamo, così, di fronte a una necropoli cosmopolita di grande varietà ed interesse. Le informazioni e le immagini - come raccolte dai registri, dalle ricevute, dalle enciclopedie, dai necrologi sui giornali, dai saggi, dagli studi scientifici - con le descrizioni, le misure e le foto di tutti i sepolcri, anche inserendo le tombe che non sono giunte fino a noi, sono oggi disponibili sul Web all’indirizzo http://www.florin.ms/WhiteSilence.html. Tutte le tombe così disponibili rendono possibili - nel caso in cui sono scoperte - i contatti tra i discendenti e noi, tra noi e gli studiosi internazionali, e successivamente i contatti tra di loro. Persino di ricongiungere rami diversi di una famiglia i cui contatti si sono perduti nel tempo. In un caso, con discendenti in Svezia e in Italia, in un altro con discendenti in Francia e in Australia. Il mondo, così riflesso nel cimitero, diventa un villaggio globale, un ipertesto e una rete sociale. Ricordiamo la grande importanza che gli antenati hanno per la memoria culturale di un popolo, in particolare tra gli Aborigeni Australiani. Abbiamo per questo registrato la voce di un Maori della Nuova Zelanda che recita la sua genealogia, di un Amerindio del Brasile che legge un Sonetto dai “Sonetti dal Portoghese” in Portoghese, e di un Gallese e un Russo che discorrono assieme su Dylan Thomas, dal Russo tradotto in cirillico. Una madre timida e bella e le sue due figlie, discendenti dirette della sorella di Elizabeth, sono giunte dall’Outback in  Australia. Più recentemente la visita del nipote del grande poeta cinese, Xu Zhimo. Per tutte queste ragioni, questo libro, dunque, è un ipertesto con rimandi incrociati alle tombe e alle poesie.
È un palinsesto, dove i colpi sulla tastiera creano un testo che si sovrappone allo spazio ovale attorno alla casetta in cui lavoro per far questo. La nostra biblioteca, la Mediatheca 'Fioretta Mazzei', costituita come parte integrante di questo cimitero, comprende una sezione dedicata alle popolazioni nomadi ed indigene soggette a discriminazione e povertà sotto il potere del gruppo dominante: Ebrei, Nativi Americani, Aborigeni, Neri, donne. E, in relazione al cimitero, in particolare i Rom di Romania, presenti a Firenze, oggi abili giardinieri, carpentieri, muratori, fabbri, sebbene la maggior parte di loro siano ancora analfabeti dopo una lunga schiavitù durata secoli. Collaboriamo insieme, esclusi e non, per preservare un monumento culturale, per registrare la storia di un luogo denso di significato.

In Italiano, la parola 'intrecciati', è la parola che più denota il tratto distintivo di questo cimitero, dove troviamo una tomba eretta per il padre
GEORGE AUGUSTUS WALLIS (A64), anch'egli pittore, dal pittore TRAJAN WALLIS, che inoltre dipinge i ritratti della moglie e dei due figli di un poeta, WALTER SAVAGE LANDOR (A29). Quella moglie, Julia Savage Landor (F128), è ancora rappresentata quando piange la morte del figlio Arnold, non più sulla tela ma scolpita nel marmo a grandezza naturale da Michele Auteri Pomar. Il sepolcro dell’illustre marito (che ella odiava e cacciò dalla loro casa) sgretolatasi per l’incuria e perché poco pregevole nel 1945 è stato sostituito con una nuova pietra tombale. Qui ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8) e HIRAM POWERS (B32) riposano l’una vicino all’altro. Elizabeth scrive il sonetto in omaggio alla sua 'Schiava Greca'. Hanno qui trovato l’ultima loro dimora alcuni partecipanti (o loro parenti), alle battaglie nella Penisola, a Waterloo, a Trafalgar, in Crimea e a Cefalonia. Troviamo qui ISA BLAGDEN (B42), che si prenderà cura dei figli orfani di THEODOSIA TROLLOPE (B85) e ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8); i genitori di MARY SPENCER STANHOPE (B10), faranno lo stesso per Cyril Benoni Hunt, dopo la morte della madre, FANNY HOLMAN HUNT (B9), per la quale suo padre scolpì la tomba. Esiste un nesso tra Algernon Charles Swinburne, Matthew Arnold e Leigh Hunt, che scrissero epitaffi per WALTER SAVAGE LANDOR (A29), JAMES LORIMER GRAHAM (E12), ARTHUR HUGH CLOUGH (F8) e Dr THOMAS SOUTHWOOD SMITH (C3). FRANCES TROLLOPE (B85) e HIRAM POWERS (B32), abbiamo scoperto, avevano lavorato assieme per scolpire la Commedia di Dante in cera in Cincinatti, Ohio, prima di riposare l’una accanto all’altro a Firenze. FRANCES TROLLOPE (B85), THOMAS SOUTHWOOD SMITH (C3) ed ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8) già abitavano le pagine di New Spirit of the Age di  Hengist Horne prima di ritrovarsi qui. 

Il Cimitero 'degli Inglesi' accogliendo e unendo le nostre distinte categorie - padroni e servi, ma onorando i servi; uomini, donne e bambini, ma mostrando in particolare tenerezza e amore per gli ultimi due a motivo del genere e dell'età; varie professioni, che coinvolgono l’ambito militare, navale, medico, legale, religioso - e molte nazioni crea un meraviglioso cosmopolitismo. Questo lavoro è, tuttavia, un lavoro in itinere. Studi ulteriori sono necessari per indagare sui reggimenti militari - a cui appartennero generali, ammiragli, persino un disertore croato - come pure sugli stemmi spesso scolpiti sulle tombe. La più grande parte delle tombe è quella dei Britannici, tutti classificati come ‘Inglesi’, 'anglais,' negli elenchi originali e che noi abbiamo distinto tra Inglesi, Gallesi, Scozzesi, Irlandesi, Giamaicani, delle Barbados, Neozelandesi, o Australiani. Seguono gli Svizzeri, poi i Tedeschi, gli Americani, gli Italiani, i Russi, includendo le sepolture di molti altri Paesi, Francia, Svezia, Danimarca, Olanda, Grecia, Austria, Ungheria, Polonia, Lettonia, Belgio, India, Romania, Finlandia, Estonia, Egitto, Nubia, Croazia. Quest’ultima sepoltura quella del disertore austriaco indigente. Deve essere osservato che in Italia le donne mantengono il nome da ragazza senza assumere il cognome del marito. Così i documenti di sepoltura svizzeri in francese e italiano danno il nome da ragazza non il nome da sposata della persona defunta, registrano anche il nome da ragazza della madre del sepolto, in tal modo consentendo ulteriore spazio di ricerca della linea femminile. Per le sepolture britanniche grande il mio debito di riconoscenza per le congiunte ricerche condotte da Anthony e Diana Webb. Per le sepolture svizzere il mio grazie va a Maurizio Bossi del Gabinetto Vieusseux, per gli svizzeri di lingua romancia a Peter Michael-Caflisch. Per le sepolture americane a Jeffrey Begeal e Carolyn Carpenter, per le sepolture russe a Michael Talalay e Gino Chelazzi. E ancora la mia profonda gratitudive va a innumerevoli altri studiosi  e discendenti che generosamente hanno condiviso notizie e informazioni e offerto il loro sostegno. La nostra traduttrice Assunta D'Aloi, è stata il mio 'Adam scriveyn/scrivano Adam'. Tra i libri più utili New Spirit of the Age di Hengist Horne, What I Remember di Thomas Adolphus Trollope, le molte pubblicazioni di Lilian Whiting (che si servì dei materiali di Kate Field, la giovane amica Americana dell’anziano inglese Walter Savage Landor), e The Golden Ring: The Anglo-Florentines, 1847-1862 di Giuliana Artom Treves. Tutti testi custoditi nella Mediatheca 'Fioretta Mazzei' nel Cimitero ‘degli Inglesi’.

Le nostre voci che presentano le tombe sono composte di sette parti: 1) le coordinate  2) la lettera identificativa e il numero per la tomba in quel settore 3) il numero di acquisizione svizzero nel tempo, il nome e l’iscrizione 4) un paragrafo in caratteri più grandi che presenta le notizie tratte dal Web e dal contributo dei Webb - l’instancabile coppia che ha così accuratamente condotto le ricerche sui battesimi, matrimoni e sepolture inglesi in Toscana - le notizie dei discendenti e altri studiosi che ci hanno scoperti sul Web e per mezzo di noi hanno ritrovato le tombe dei propri antenati. Ampliando le voci sopra in una narrazione, ridando carne e sangue agli scheletri e alla polvere, offrendo la storia che può essere raccontata di ciascuna tomba e di ciascuna sepoltura, così come di ciascuna persona, sia essa schiava o nobile, donna o uomo, bambino o adulto 5) la schedatura per il Ministero dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo, o MIBAC (comunemente detto 'Belle Arti'), presentando in italiano lo scultore, la descrizione del monumento, le misure, e l’iscrizione della tomba 6) poi sono presentati i documenti negli archivi svizzeri in ordine cronologico, la voce e le ricevute in Francese e l’ultima catalogazione del 1877 in Italiano; a queste notizie si aggiungono le notizie della Guildhall Library dei cappellani Anglicani per la sepoltura degli inglesi, i necrologi sui giornali, e il diario Maquay e Horner 7) le iscrizioni, risalenti a un secolo fa, di Lieut. Col. G.S. Parry di Eastbourne, che egli pubblica in Notes and Queries 10 (1908), con il titolo 'Inscriptions at Florence'/ ‘Iscrizioni a Firenze’, dove elenca le tombe inglesi presenti  nel cimitero al tempo, in alcuni casi dandoci la collocazione di tombe ora andate perdute o precedentemente non identificate.  

Con il dominante pensiero moderno dell’emisfero sinistro che nega la morte, i cimiteri sono divenuti luoghi di profonda ripugnanza e tristezza. Stranamente le nostre sepolture sono vissute con un senso di opprimente dolore per chi proviene da una famiglia atea, che apertamente manifesta una imperscrutabile disperazione. Chi ha fede, invece, e crede è nella pace; è consolato dai ricordi. I cimiteri sono archivi in marmo della storia di un popolo o, nel nostro caso, di molti popoli. Questi cimiteri di esuli sono come una collana di perle attorno al globo, che unisce i cimiteri di Roma, Lisbona, Livorno, Bagni di Lucca, Napoli, dell’India, e di molti altri luoghi.  E le perle, rammentiamo, sono come racconti di poeti; secondo Isak Dinesen 'la bellezza nasce dal disagio'.

I cimiteri italiani sono stati secolarizzati sotto Napoleone. Il cimitero di Trespiano a Firenze è un luogo terrificante, con file su file di piccoli loculi di resti ossei. Un luogo brutto lontano dalla città, che le vedove in lacrime raggiungono in autobus con i fiori in mano, sentendosi completamente perse. I cimiteri inglesi, invece, addossati alle chiese di campagna sono belli, i bambini vi giocano e le mamme vi portano i piccoli. ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), richiamando questo alla memoria, scrive che così è anche in Italia.

                                                   BiancoSilenzio

                     There's a verse he set
       In Santa Croce to her memory,
      'Weep for an infant too young to weep much
      When Death removed this mother,' stops the mirth
      Today on women's faces when they walk
      With rosy children hanging on their gowns,
      Under the cloister to escape the sun
      That scorches in the piazza,                    Aurora Leigh I.101-8, 1857

Ella ricordava come un tempo in questa terra cattolica le tombe circondassero le chiese. Le tombe, oggi per la maggior parte rimosse, del chiostro di Santa Croce, o le tombe che un tempo si trovavano in Piazza Duomo, descritte da George Eliot in Romola. Combinare così la morte con la vita, invece che negarla, è curativo. Qui, nel cosiddetto Cimitero ‘degli Inglesi’ di Firenze di proprietà della Chiesa Evangelica Riformata svizzera - fitto di ossa di così tante nazionalità, con le innumerevoli loro storie da raccontare sul non aver taciuto di fronte a schiavitù e oppressione, talvolta celebrate con sculture di grande bellezza - grazie ai Rom, essi stessi per secoli in condizione di schiavitù, abbiamo potuto realizzare il recupero del giardino in tutta la sua bellezza, il restauro conservativo del ferro battuto e della ghisa, il restauro e la pulitura del marmo, e ricreare nuovamente un’isola di pace.

Nei capitoli che seguono, in particolare tra le donne, scopriremo, quante con passione sposarono la causa per la liberazione degli schiavi dalle catene, quella dei bambini dal lavoro nelle miniere e nelle fabbriche, quella delle nazioni dal giogo dell’oppressione, ciascuna di queste rispecchiando il loro senso di impotenza. Tra quanti hanno elevato alta la loro voce di soprano, ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), FRANCES TROLLOPE (B80) MARY SOMERVILLE (E29), tra le voci di basso, THEODORE PARKER (D108), RICHARD HILDRETH (D110), THOMAS SOUTHWOOD SMITH (C3). Hanno qui trovato sepoltura molti di quanti hanno combattuto contro Napoleone nella Penisola, a Waterloo, a Trafalgar. Molti amici di Florence Nightingale che sono stati in Crimea, coloro che hanno combattuto a fianco di Lord Byron e Giuseppe Garibaldi. Per i molti morti a causa di terribili malattie (leggiamo di tubercolosi, colera, tifo, febbre tifoide, malaria, sifilide, difterite, che hanno portato alla morte adulti e bambini), SOUTHWOOD SMITH (C3) eleva il suo chiaro appello, espresso in versi con le parole dell’epitaffio di Leigh Hunt, per ‘aria fresca e sole nelle case dei più poveri per più felici anni a venire’. È per lui che FRANCES TROLLOPE (B80) scrive Michael Armstrong: Factory Boy ed ELIZABETH BARRETT BROWNING (B8), 'The Cry of the Children'/'Il pianto dei bambini', tradotto in Russo da Michael Dostoevsky, fratello di Feodor, per diffondere i suoi insegnamenti. La nipote, Octavia Hill, da lui allevata, avrebbe continuato le profonde intuizioni del nonno nel suo lavoro di risanamento dei bassifondi, dei quartieri poveri. Noi tutti beneficiamo dei frutti delle loro fatiche.

Questi capitoli saranno un Decamerone, dei Canterbury Tales, una Spoonriver Anthology, che, attraverso i documenti e gli archivi, raccontano tante storie.

          BiancoSilenzio

honour corruption villainy holiness
riding in fragrance of sunlight (side by side
all in a singing wonder of blossoming yes
riding) to him who died that death should be dead

humblest and proudest eagerly wandering
(equally all alive in miraculous day)
merrily moving through sweet forgiveness of spring
(over the under the gift of the sky

knight and ploughman pardoner wife and nun
merchant frère clerk somnour miller and reve
and Geoffrey and all) come up from the never of when
come into the now of forever come riding alive

down while crylessly drifting through vast most
nothing’s own nothing children go of dust

                                                                  e.e.cummings



Capitoli: Settore per Settore

A Settore: Robinia Wilson, Mary Young, Horners, Walter Savage Landor (Kate Field, Thomas Adolphus Trollope), Bartolomeo Odicini, Sir David Dumbreck, Guyla Pulsky, Augustus Wallis, Stisteds/ epitaffio di Walter Savage Landor per se stesso
AB Settore: Salvatore Ferretti
B Settore: Yelvertons, Trollopes, Isa Blagden, Kelletts, Elizabeth Barrett Browning, Holman Hunts, Cottrells, Hiram Powers, Lagersvards, Grabergs, Temples, Nadezhda, Swedenborgians, Spiritualisti/ epitaffio di Elizabeth Barrett Browning per Lily Cottrell
C Settore: Gonins, Southwood Smiths, Davidsohns, Shinner, Polyakov, Sinclairs, Unitarians, Freemasons/ epitaffio di Leigh Hunt per Southwood Smith
D Settore: Svizzeri e Russi, Theodore Parker, Richard Hildreth, James Dennis, Auldjo, Rumantsch, Unitariani/epitaffio di Evgeny Pushkin per il suo amico
E Settore: James Lorimer Graham, Strathmore, Pakenhams, McCalmont, Bowdoin Temples, Somerville, Herberts/ Mary Somerville sulla scienza
F Settore: Arthur Hugh Clough, Levitsky, Goedke, Ourosova, Napier, Harts, Savage Landors, Positivisti, Evangelici/ epitaffio di Matthew Arnold per Arthur Hugh Clough
Senza Tomba: Louisa Adams Kuhn, Catherine McKinnon, Emma Carew, Maria Boeklin, Benjamin Edwardes
Capitolo sui Rom: Restauro/Programma di alfabetizzazione


Il materiale in ciascun capitolo corrispondente a ciascun settore presenta le tombe e le sepolture tratte dai documenti di archivio.
Esso aderisce al criterio delle Belle Arti nella descrizione dei monumenti. A questo segue un paragrafo che raccoglie la documentazione burocratica e cronologica per il ritratto della persona di nostro interesse.  L’ordinamento presenta una visita virtuale del cimitero nel suo spazio, settore per settore.

COORDINATE MAPPA/ NUMERO TOMBA NELLO SPAZIO/ NUMERO TOMBA NEL TEMPO/ NOME/ PAESE/ ISCRIZIONE

Breve saggio o esposizione che concentra il materiale d’archivio nel tratteggiare un ritratto. La storia di ciascuna persona.

Fotografia

Descrizione Belle Arti: [Misure/Measurements: Marmo/Marble: A: Altezza/Height; L: Lunghezza/Length; P:  Profondità/Depth; Pietra serena: A: L: P: Recinto/Frame: Marmo o Pietra Serena con Ferro/Iron: A: L: P: ]/ ISCRIZIONE SULLA TOMBA/
Materiali d’archivio tratti da:
1828-1844 = il più antico Registro delle sepolture nel Cimitero svizzero.
Eglise Evangelique-Reformée de Florence Régistre des Morts:
I: 1852-1859 'Registre des Sepultures avec detail des frais', Paoli = Voci relative alle spese per i funerali quando il totale è qui dato, mentre il calcolo delle spese nel Registro accuratamente  include nel totale i costi per la bara, la foderatura, la tomba, la fascia nera e i guanti per chi porta la bara, la carroza per il pastore, ecc.
 II: 1859-1865
'Registre des Sepultures' avec detail des frais, Paoli e Francs
III: 1865-1870 'Registre des Sepultures' avec detail des frais, Francs
IV: 1871-1875 'Registre des Sepultures' avec detail des frais, Francs. Questo registro è il solo indicante le zone della sepoltura. L’A comprende i Settori A,B, la B comprende i Settori E,F, la C corrisponde ai Settori C e D.
Ricevute compenso, Q più numero.
Documenti Guildhall Library, ecc./
Necrologi forniti dai Webbs, ecc.
1873 Registro cronologico in Francese, poi Italiano/#/Cognome/Nome/Età/Patria/Domicilio/Décés/Decesso/Enterrement/Sepoltura/Remarques
1877 Registro Alfabetico in Italiano con le seguenti informazioni in colonne:
[Risguardi] Cognome/ Nome/ Paternità/ Patria/ Data della Morte/ Età/ numero Tomba
[Surname/ Christian name/ Father's Christian name/ Country/ Date of death/ Age/ Tomb number]
Nella cultura mediterranea la donna mantiene il cognome da ragazza, nella cultura cultura nord europea la donna rinuncia al proprio in favore del cognome del marito. Qui cerchiamo di seguire le consuetudini culturali in tal modo: le donne mediterranee compaiono nell’elenco con il cognome da ragazza; le mogli inglesi e americane compaiono con il loro nome da ragazza in parentesi prima del cognome del marito/
Notes and Queries (N&Q) poi le iscrizioni ancora esistenti, pubblicate 100 anni or sono da Lieut. Col. G.S. Parry, 'Inscriptions at Florence in the Protestant Cemetery'/ ‘Iscrizioni nel Cimitero Protestante a Firenze’.
Ulteriori informazioni da parte dei discendenti, ecc.
Schede di Belle Arti, 1993-1997
Trizzino: Università degli studi di Firenze, Prof. L. Trizzino, Corso di Restauro dei Monumenti, 2006/2007
Materiali sul Web, anche Mediatheca 'Fioretta Mazzei',
TAU, patrimonio librario


JULIA BOLTON HOLLOWAY, CON LA ARMSTRONG BROWNING LIBRARY, ESBEN ANDREASEN, ASCE (ASSOCIATION OF SIGNIFICANT CEMETERIES IN EUROPE), GUDRUN ASMUNDSDOTTIR, NANCY AUSTIN, BRENDA AYRES, ALBERTA BALLARINI MICHAHELLES, OLIVE BALDWIN, BRETEANU BANCUTA, ANNA BARBETTI, ALFREDO BARDAZZI, ANTHONY MOULTON BARRETT, AURELIA BARTHOLINI,  JEFFREY BEGEAL, AVV. ALESSANDRO BERTI, DIDIER BERTHET, MARIA GRAZIA BEVERINI DEL SANTO, PAOLO BITOSSI, KIM BJORKLUND, BERNARDO BLASI FOGLIETTI & SALLY HOOD, MAURIZIO BOSSI, KRISTIN BRAGADÓTTIR, BACSA (BRITISH ASSOCIATON OF CEMETERIES IN SOUTH ASIA), BRITISH INSTITUTE OF FLORENCE, CLIVE BRITTON, JANET AND DAVID BROMLEY, LORENZO CAPEI, GIULIANO CAPPELLI, DRAGOS CAROLEA, CAROLYN CARPENTER, ALBERTO CASCIANI, MASSIMO CAVALLINA SEMPLICI, CENTURY ASSOCIATION OF NEW YORK, GINO CHELAZZI, AMALIA CIARDI DUPRE, ELISE MADELEINE CIREGNA, GRAZIELLA CIRRI, HEDERA CIURARU, CNR 'NELLO CARRARA', PAOLO COCCHERI, IONEL COPALEA, ANDRE CORNEL, LORD CRAWFORD, ROGER J. CRUM, VANDANA CULEA, MELISSA DABAKIS, NICHOLAS DAKIN-ELIOT, ASSUNTA D'ALOI, DAVID B. DEARINGER, DICTIONARY OF NATIONAL BIOGRAPHY, ROBIN DUMBRECK, DANIEL-CLAUDIU DUMITRESCU, BERND ERHARDT, JEAN FIELD, IRIS FROMM, PIERO FUSI, GABINETTO VIEUSSEUX, KATERINE GAJA, MARGOT FORTUNATO GALT, TED GANTZ, CORINNA GESTRI, EUGENIO GIANI, DAVID R. GILBERT, GRAZIA GOBBI SICA, KATHERINE GOLDSMITH, ANTOINETTE GORDON, VISCOUNT GOUGH, KAREN GRAFFEO, ADRIANO & BETTY GUADAGNI, CHARLES & ANTHONY HART, REV NICHOLAS HENSHAW, JAMES HEMSLEY, JOHN INGERSOLL, JOHN LOGAN CAMPBELL RESIDUARY ESTATE TRUST, ROBERT JOHNSON, ROSIE LLEWELLYN JONES, KING'S HIGH SCHOOL, WARWICK, GERARDO KRAFT, MARY GIBBONS LANDOR, EMIO LANINI, MARCHESA ANTONIA LANZA D'AJETA, KATHLEEN LAWRENCE, ALLISON LEVY, SCOTT LEWIS, LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA, FRANCESCA LIMBERTI, DORA LISCIA BEMPORAD, DENNIS LOONEY, FULVIA LO SCHIAVO, LYCEUM CLUB INTERNAZIONALE OF FLORENCE, RICHARD MAC CRACKEN, ERIC MCLUHAN, MOIRA MACFARLANE, JOHN F. MCGUIGAN, SIR NICHOLAS MANDER BT, ALESSANDRA MARCHI, PASTOR MARIO MARZIALE, SILVIA MASCALCHI, LAPO MAZZEI, LAURA MELOSI, MICHAEL MEREDITH, MARINELLA MERONI TODESCAN, PETER MICHAEL-CAFLISCH, CRISTI MIHAI, VALERIA MILANI-COMPARETTI, SALLY MITCHELL, VALENTINO MORADEI GABBRIELLI, HENRY MOSS-BLUNDELL, ROBERT P. MURRAY, MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE, GIORGIO NENCETTI, NICOLAI OVREI, PRINCESS SELENE-MARIA A. OBOLENSKY, ANNE O'BRIEN, PATRICIA O'CONNOR, OPERA DI SAN PROCOLO, OPIFICIO DELLE PIETRE DURE, MARIANNE AND NICOLAE OVREI, OXFORD DICTIONARY OF NATIONAL BIOGRAPHY, FRANCESCA PAOLETTI, PEERAGE, NIC PEETERS, PENGUIN BOOKS, COMITET, GHEORGHE & MARGARITA PETRACA, DRAGOS PETRARCE, RENÉE PIERMARTINI, GIULIANO PINTO, ANNA PORCINAI, ALYSON PRICE, STEPHEN PRICKETT, GIANNOZZO PUCCI, MARIANNE ERIKA RAAB, MARILYN RICHARDSON, MARK ROBERTS, ROBERT J. ROBERTSON, ROOTSWEB, ROTARY CLUB DI FIRENZE, CARMELINA ROTUNDA, SIRPA SALENIUS, PASTOR LUIGI SANTINI, WOLF SEELENTAG, ALEXANDER SHEPHARD, ESZTER SIMON, CARLO SISI, LEOPOLDO STEFANULTI, CARLO STEINHAUSLIN, PATRICK J. STEVENS, SWISS EVANGELICAL REFORMED CHURCH OF FLORENCE, MIKHAIL TALALAY, LUCIA TONINI, VIERI TORRIGIANI MALASPINA, GIAMPAOLO TROTTA, ANNA TUSKES, UNESCO MEMORY OF THE WORLD, I VESCOVI DI FIESOLE, ANA VICENTE, CLAUDIA VITALE, ALESSANDRO VOLPI, WALTER SAVAGE LANDOR SOCIETY OF WARWICK, WATERLOO COMMITTEE, ANTHONY AND DIANA WEBB, WIKIPEDIA, THELMA WILSON, GLENDA ANN WHITE, NELLA GRAZIELLA ZOCCHI, CHE HANNO COLLABORATO ALLA RICERCA E AL RESTAURO DEL CIMITERO DI PORTA A' PINTI
INDICE

INDICE   I Capitoli I e X sono in italiano; i resti in inglesi, francesi, ecc.

CAPITOLO I: IL CIMITERO PROTESTANTE DI FIRENZE  In italiano
CAPITOLO II: SETTORE A
CAPITOLO III: SETTORE AB
CAPITOLO IV: SETTORE B
CAPITOLO V: SETTORE C                                                     In inglese
CAPITOLO VI: SETTORE D
CAPITOLO VII: SETTORE E
CAPITOLO VIII: SETTORE F
CAPITOLO IX: SEPOLTURE SENZA PIU’ UNA TOMBA
CAPITOLO X: IL RESTAURO DEL CIMITERO                  In italiano


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