FLORIN
WEBSITE
©
JULIA
BOLTON HOLLOWAY, AUREO ANELLO
ASSOCIATION,
1997-2010: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY
|| BIBLIOTECA E BOTTEGA FIORETTA MAZZEI
|| ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE
LANDOR || FLORENCE
IN SEPIA || BRUNETTO
LATINO, DANTE ALIGHIERI AND GEOFFREY
CHAUCER
|| E-BOOKS
|| ANGLO-ITALIAN
STUDIES
|| CITY AND
BOOK
I,
II,
III,
IV,V || NON-PROFIT
GUIDE TO COMMERCE IN FLORENCE
|| AUREO
ANELLO,
CATALOGUE
COMMEDIA.
INFERNO XXX
el tempo che
Iunone era
crucciata
1
per Semelè contra 'l sangue tebano,
come mostrò una e altra fïata,
Atamante divenne tanto
insano,
4
che veggendo la moglie con due figli
andar carcata da ciascuna mano,
gridò:
«Tendiam le reti, sì ch'io
pigli
7
la leonessa e ' leoncini al varco»;
e poi distese i dispietati artigli,
prendendo l'un
ch'avea nome Learco,
10
e rotollo e percosselo ad un sasso;
e quella s'annegò con l'altro carco.
E quando la
fortuna volse in
basso
13
l'altezza de' Troian che tutto ardiva,
sì che 'nsieme col regno il re fu casso,
Ecuba trista,
misera e
cattiva,
16
poscia che vide Polissena morta,
e del suo Polidoro in su la riva
del mar si fu la
dolorosa accorta,
19
forsennata latrò sì come cane;
tanto il dolor le fé la mente torta.
Ma né di
Tebe furie né
troiane
22
si vider mäi in alcun tanto crude,
non punger bestie, nonché membra umane,
quant' io vidi in
due ombre smorte e nude, 25
che mordendo correvan di quel modo
che 'l porco quando del porcil si schiude.
L'una giunse a
Capocchio, e in sul nodo
28
del collo l'assannò, sì che, tirando,
grattar li fece il ventre al fondo sodo.
E l'Aretin che
rimase,
tremando
31
mi disse: «Quel folletto è Gianni Schicchi,
e va rabbioso altrui così conciando».
«Oh»,
diss' io lui, «se l'altro non ti
ficchi
34
li denti a dosso, non ti sia fatica
a dir chi è, pria che di qui si spicchi».
Ed elli a me:
«Quell' è l'anima
antica 37
di Mirra scellerata, che divenne
al padre, fuor del dritto amore, amica.
Questa a peccar
con esso così
venne, 40
falsificando sé in altrui forma,
come l'altro che là sen va, sostenne,
per guadagnar la
donna de la
torma,
43
falsificare in sé Buoso Donati,
testando e dando al testamento norma».
E poi che i due
rabbiosi fuor
passati
46
sovra cu' io avea l'occhio tenuto,
rivolsilo a guardar li altri mal nati.
Io vidi un, fatto
a guisa di
lëuto,
49
pur ch'elli avesse avuta l'anguinaia
tronca da l'altro che l'uomo ha forcuto.
La grave
idropesì, che sì
dispaia
52
le membra con l'omor che mal converte,
che 'l viso non risponde a la ventraia,
faceva lui tener
le labbra
aperte
55
come l'etico fa, che per la sete
l'un verso 'l mento e l'altro in sù rinverte.
«O voi che
sanz' alcuna pena
siete,
58
e non so io perché, nel mondo gramo»,
diss' elli a noi, «guardate e attendete
a la miseria del
maestro
Adamo;
61
io ebbi, vivo, assai di quel ch'i' volli,
e ora, lasso!, un gocciol d'acqua bramo.
Li ruscelletti
che d'i verdi
colli
64
del Casentin discendon giuso in Arno,
faccendo i lor canali freddi e molli,
sempre mi stanno
innanzi, e non indarno, 67
ché l'imagine lor vie più m'asciuga
che 'l male ond' io nel volto mi discarno.
La rigida
giustizia che mi
fruga
70
tragge cagion del loco ov' io peccai
a metter più li miei sospiri in fuga.
Ivi è
Romena, là dov' io
falsai
73
la lega suggellata del Batista;
per ch'io il corpo sù arso lasciai.

Ma s'io vedessi
qui l'anima
trista
76
di Guido o d'Alessandro o di lor frate,
per Fonte Branda non darei la vista.
Dentro c'è
l'una già, se
l'arrabbiate
79
ombre che vanno intorno dicon vero;
ma che mi val, c'ho le membra legate?
S'io fossi pur di
tanto ancor
leggero
82
ch'i' potessi in cent' anni andare un'oncia,
io sarei messo già per lo sentiero,
cercando lui tra
questa gente
sconcia, 85
con tutto ch'ella volge undici miglia,
e men d'un mezzo di traverso non ci ha.
Io son per lor
tra sì fatta
famiglia;
88
e' m'indussero a batter li fiorini
ch'avevan tre carati di mondiglia».
E io a lui:
«Chi son li due
tapini
91
che fumman come man bagnate 'l verno,
giacendo stretti a' tuoi destri confini?».
«Qui li
trovai--e poi volta non
dierno--», 94
rispuose, «quando piovvi in questo greppo,
e non credo che dieno in sempiterno.
L'una è la
falsa ch'accusò
Gioseppo; 97
l'altr' è 'l falso Sinon greco di Troia:
per febbre aguta gittan tanto leppo».
E l'un di lor,
che si recò a
noia
100
forse d'esser nomato sì oscuro,
col pugno li percosse l'epa croia.
Quella
sonò come fosse un
tamburo; 103
e mastro Adamo li percosse il volto
col braccio suo, che non parve men duro,
dicendo a lui:
«Ancor che mi sia
tolto 106
lo muover per le membra che son gravi,
ho io il braccio a tal mestiere sciolto».
Ond' ei rispuose:
«Quando tu
andavi 109
al fuoco, non l'avei tu così presto;
ma sì e più l'avei quando coniavi».
E l'idropico:
«Tu di' ver di
questo:
112
ma tu non fosti sì ver testimonio
là 've del ver fosti a Troia richesto».
«S'io dissi
falso, e tu falsasti il
conio», 115
disse Sinon; «e son qui per un fallo,
e tu per più ch'alcun altro demonio!».
«Ricorditi,
spergiuro, del
cavallo»,
118
rispuose quel ch'avëa infiata l'epa;
«e sieti reo che tutto il mondo sallo!».
«E te sia rea la
sete onde ti
crepa»,
121
disse 'l Greco, «la lingua, e l'acqua marcia
che 'l ventre innanzi a li occhi sì t'assiepa!».
Allora il
monetier: «Così si
squarcia 124
la bocca tua per tuo mal come suole;
ché, s'i' ho sete e omor mi rinfarcia,
tu hai l'arsura e
'l capo che ti
duole, 127
e per leccar lo specchio di Narcisso,
non vorresti a 'nvitar molte parole».
Ad ascoltarli er'
io del tutto
fisso,
130
quando 'l maestro mi disse: «Or pur mira,
che per poco che teco non mi risso!».
Quand' io 'l
senti' a me parlar con
ira, 133
volsimi verso lui con tal vergogna,
ch'ancor per la memoria mi si gira.
Qual è
colui che suo dannaggio
sogna, 136
che sognando desidera sognare,
sì che quel ch'è, come non fosse, agogna,
tal mi fec' io,
non possendo
parlare, 139
che disïava scusarmi, e scusava
me tuttavia, e nol mi credea fare.
«Maggior
difetto men vergogna
lava», 142
disse 'l maestro, «che 'l tuo non è stato;
però d'ogne trestizia ti disgrava.
E fa ragion ch'io
ti sia sempre
allato, 145
se più avvien che fortuna t'accoglia
dove sien genti in simigliante piato:
ché voler
ciò udire è bassa
voglia». 148
FLORIN
WEBSITE
©
JULIA
BOLTON HOLLOWAY, AUREO ANELLO
ASSOCIATION,
1997-2010: FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY
|| BIBLIOTECA E BOTTEGA FIORETTA MAZZEI
|| ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE
LANDOR || FLORENCE
IN SEPIA || BRUNETTO
LATINO, DANTE ALIGHIERI AND GEOFFREY
CHAUCER
|| E-BOOKS
|| ANGLO-ITALIAN
STUDIES
|| CITY AND
BOOK
I,
II,
III,
IV,V || NON-PROFIT
GUIDE TO COMMERCE IN FLORENCE
|| AUREO
ANELLO,
CATALOGUE