FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAY, AUREO ANELLO ASSOCIATION, 1997-2011: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, GEOFFREY CHAUCER || CITY AND BOOK I,II, III, IV, V || FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || THE ANGLO-FLORENTINES ||ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || ARTHUR HUGH CLOUGH || FRANCES TROLLOPE || FLORENCE IN SEPIA || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || E-BOOKS || AUREO ANELLO, CATALOGUE || FIORETTA MAZZEI, GIORGIO LA PIRA || NON-PROFIT GUIDE TO COMMERCE IN FLORENCE || SITE MAP || WEBLOG || UMILTA WEBSITE || RING OF GOLD WEBSITE || ITALIANO ||
Call
up/Cliccare
su Paradiso
XX.mp3
DANTE
ALIGHIERI
uando colui che
tutto 'l mondo
alluma
1
de l'emisperio nostro sì discende,
che 'l giorno d'ogne parte si consuma,
lo ciel, che sol di lui
prima
s'accende,
4
subitamente si rifà parvente
per molte luci, in che una risplende;
e questo atto del ciel
mi venne a
mente,
7
come 'l segno del mondo e de' suoi duci
nel benedetto rostro fu tacente;
però che tutte
quelle vive
luci,
10
vie più lucendo, cominciaron canti
da mia memoria labili e caduci.
O dolce amor che di
riso
t'ammanti,
13
quanto parevi ardente in que' flailli,
ch'avieno spirto sol di pensier santi!
Poscia che i cari e
lucidi
lapilli
16
ond' io vidi ingemmato il sesto lume
puoser silenzio a li angelici squilli,
udir mi parve un
mormorar di
fiume
19
che scende chiaro giù di pietra in pietra,
mostrando l'ubertà del suo cacume.
E come suono al collo
de la
cetra
22
prende sua forma, e sì com' al pertugio
de la sampogna vento che penètra,
così, rimosso
d'aspettare
indugio,
25
quel mormorar de l'aguglia salissi
su per lo collo, come fosse bugio.
Fecesi voce quivi, e
quindi
uscissi
28
per lo suo becco in forma di parole,
quali aspettava il core ov' io le scrissi.
«La parte in me
che vede e pate il
sole
31
ne l'aguglie mortali», incominciommi,
«or fisamente riguardar si vole,
perché d'i
fuochi ond' io figura
fommi,
34
quelli onde l'occhio in testa mi scintilla,
e' di tutti lor gradi son li sommi.
Colui che luce in mezzo
per
pupilla,
37
fu il cantor de lo Spirito Santo,
che l'arca traslatò di villa in villa:
ora conosce il merto
del suo
canto,
40
in quanto effetto fu del suo consiglio,
per lo remunerar ch'è altrettanto.
Dei cinque che mi fan
cerchio per
ciglio,
43
colui che più al becco mi s'accosta,
la vedovella consolò del figlio:
ora conosce quanto caro
costa
46
non seguir Cristo, per l'esperïenza
di questa dolce vita e de l'opposta.
E quel che segue in la
circunferenza
49
di che ragiono, per l'arco superno,
morte indugiò per vera penitenza:
ora conosce che 'l
giudicio
etterno
52
non si trasmuta, quando degno preco
fa crastino là giù de l'odïe
L'altro che segue, con
le leggi e
meco,
55
sotto buona intenzion che fé mal frutto,
per cedere al pastor si fece greco:
ora conosce come il mal
dedutto
58
dal suo bene operar non li è nocivo,
avvegna che sia 'l mondo indi distrutto.
E quel che vedi ne
l'arco
declivo,
61
Guiglielmo fu, cui quella terra plora
che piagne Carlo e Federigo vivo:
ora conosce come
s'innamora
64
lo ciel del giusto rege, e al sembiante
del suo fulgore il fa vedere ancora.
Chi crederebbe
giù nel mondo
errante
67
che Rifëo Troiano in questo tondo
fosse la quinta de le luci sante?
Ora conosce assai di
quel che 'l
mondo
70
veder non può de la divina grazia,
ben che sua vista non discerna il fondo».
Quale allodetta che 'n
aere si
spazia
73
prima cantando, e poi tace contenta
de l'ultima dolcezza che la sazia,
tal mi sembiò
l'imago de la
'mprenta
76
de l'etterno piacere, al cui disio
ciascuna cosa qual ell' è diventa.
E avvegna ch'io fossi
al dubbiar
mio
79
lì quasi vetro a lo color ch'el veste,
tempo aspettar tacendo non patio,
ma de la bocca, «Che
cose son
queste?», 82
mi pinse con la forza del suo peso:
per ch'io di coruscar vidi gran feste.
Poi appresso, con
l'occhio più
acceso,
85
lo benedetto segno mi rispuose
per non tenermi in ammirar sospeso:
«Io veggio che tu
credi queste
cose
88
perch' io le dico, ma non vedi come;
sì che, se son credute, sono ascose.
Fai come quei che la
cosa per
nome
91
apprende ben, ma la sua quiditate
veder non può se altri non la prome.
Regnum celorum
vïolenza
pate
94
da caldo amore e da viva speranza,
che vince la divina volontate:
non a guisa che l'omo a
l'om
sobranza,
97
ma vince lei perché vuole esser vinta,
e, vinta, vince con sua beninanza.
La prima vita del
ciglio e la
quinta
100
ti fa maravigliar, perché ne vedi
la regïon de li angeli dipinta.
D'i corpi suoi non
uscir, come
credi,
103
Gentili, ma Cristiani, in ferma fede
quel d'i passuri e quel d'i passi piedi.
Ché l'una de lo
'nferno, u' non si
riede
106
già mai a buon voler, tornò a l'ossa;
e ciò di viva spene fu mercede:
di viva spene, che mise
la
possa
109
ne' prieghi fatti a Dio per suscitarla,
sì che potesse sua voglia esser mossa.
L'anima glorïosa
onde si
parla,
112
tornata ne la carne, in che fu poco,
credette in lui che potëa aiutarla;
e credendo s'accese in
tanto
foco
115
di vero amor, ch'a la morte seconda
fu degna di venire a questo gioco.
L'altra, per grazia che
da sì
profonda
118
fontana stilla, che mai creatura
non pinse l'occhio infino a la prima onda,
tutto suo amor
là giù pose a
drittura:
121
per che, di grazia in grazia, Dio li aperse
l'occhio a la nostra redenzion futura;
ond' ei credette in
quella, e non
sofferse 124
da indi il puzzo più del paganesmo;
e riprendiene le genti perverse.
Quelle tre donne li fur
per
battesmo
127
che tu vedesti da la destra rota,
dinanzi al battezzar più d'un millesmo.
O predestinazion,
quanto
remota
130
è la radice tua da quelli aspetti
che la prima cagion non veggion tota!
E voi, mortali,
tenetevi
stretti
133
a giudicar: ché noi, che Dio vedemo,
non conosciamo ancor tutti li eletti;
ed ènne dolce
così fatto
scemo,
136
perché il ben nostro in questo ben s'affina,
che quel che vole Iddio, e noi volemo».
Così da quella
imagine
divina,
139
per farmi chiara la mia corta vista,
data mi fu soave medicina.
E come a buon cantor
buon
citarista
142
fa seguitar lo guizzo de la corda,
in che più di piacer lo canto acquista,
sì, mentre ch'e'
parlò, sì mi
ricorda
145
ch'io vidi le due luci benedette,
pur come batter d'occhi si concorda,
con le parole mover le
fiammette.
148
FLORIN WEBSITE © JULIA BOLTON HOLLOWAY, AUREO ANELLO ASSOCIATION, 1997-2011: BRUNETTO LATINO, DANTE ALIGHIERI, GEOFFREY CHAUCER || CITY AND BOOK I,II, III, IV, V || FLORENCE'S 'ENGLISH' CEMETERY || THE ANGLO-FLORENTINES ||ELIZABETH BARRETT BROWNING || WALTER SAVAGE LANDOR || ARTHUR HUGH CLOUGH || FRANCES TROLLOPE || FLORENCE IN SEPIA || MEDIATHECA 'FIORETTA MAZZEI' || E-BOOKS || AUREO ANELLO, CATALOGUE || FIORETTA MAZZEI, GIORGIO LA PIRA || NON-PROFIT GUIDE TO COMMERCE IN FLORENCE || SITE MAP || WEBLOG || UMILTA WEBSITE || RING OF GOLD WEBSITE || ITALIANO ||