'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice

Call up/Cliccare su PurgatorioXI.mp3 Reader/Lettore, Carlo Poli
Call up/Cliccare su Purgatorio11.mp3 Lettore, Achille Millo



DANTE ALIGHIERI

COMMEDIA. PURGATORIO XI


  Padre nostro, che ne' cieli stai,                           1
non circunscritto, ma per più amore
ch'ai primi effetti di là sù tu hai,

laudato sia 'l tuo nome e 'l tuo valore                        4
da ogne creatura, com' è degno
di render grazie al tuo dolce vapore.

Vegna ver' noi la pace del tuo regno,                          7
ché noi ad essa non potem da noi,
s'ella non vien, con tutto nostro ingegno.

Come del suo voler li angeli tuoi                                 10
fan sacrificio a te, cantando osanna,
così facciano li uomini de' suoi.

Dà oggi a noi la cotidiana manna,                              13
sanza la qual per questo aspro diserto
a retro va chi più di gir s'affanna.

E come noi lo mal ch'avem sofferto                          16
perdoniamo a ciascuno, e tu perdona
benigno, e non guardar lo nostro merto.

Nostra virtù che di legger s'adona,                            19
non spermentar con l'antico avversaro,
ma libera da lui che sì la sprona.

Quest' ultima preghiera, segnor caro,                      22
già non si fa per noi, ché non bisogna,
ma per color che dietro a noi restaro».

Così a sé e noi buona ramogna                                    25    
quell' ombre orando, andavan sotto 'l pondo,
simile a quel che talvolta si sogna,

disparmente angosciate tutte a tondo                    28
e lasse su per la prima cornice,
purgando la caligine del mondo.

Se di là sempre ben per noi si dice,                           31                     
di qua che dire e far per lor si puote
da quei c'hanno al voler buona radice?

Ben si de' loro atar lavar le note                                 34
che portar quinci, sì che, mondi e lievi,
possano uscire a le stellate ruote.

«Deh, se giustizia e pietà vi disgrievi                       37
tosto, sì che possiate muover l'ala,
che secondo il disio vostro vi lievi,

mostrate da qual mano inver' la scala                     40
si va più corto; e se c'è più d'un varco,
quel ne 'nsegnate che men erto cala;

ché questi che vien meco, per lo 'ncarco                 43
de la carne d'Adamo onde si veste,
al montar sù, contra sua voglia, è parco».

Le lor parole, che rendero a queste                           46
che dette avea colui cu' io seguiva,
non fur da cui venisser manifeste;

ma fu detto: «A man destra per la riva                     49
con noi venite, e troverete il passo
possibile a salir persona viva.

E s'io non fossi impedito dal sasso                           52
che la cervice mia superba doma,
onde portar convienmi il viso basso,

cotesti, ch'ancor vive e non si noma,                         55
guardere' io, per veder s'i' 'l conosco,
e per farlo pietoso a questa soma.

Io fui latino e nato d'un gran Tosco:                         58
Guiglielmo Aldobrandesco fu mio padre;
non so se 'l nome suo già mai fu vosco.

L'antico sangue e l'opere leggiadre                            61
d'i miei maggior mi fer sì arrogante,
che, non pensando a la comune madre,

ogn' uomo ebbi in despetto tanto avante,               64
ch'io ne mori', come i Sanesi sanno,
e sallo in Campagnatico ogne fante.

                                                                                      

Io sono Omberto; e non pur a me danno                 67
superbia fa, ché tutti miei consorti
ha ella tratti seco nel malanno.

E qui convien ch'io questo peso porti                       70
per lei, tanto che a Dio si sodisfaccia,
poi ch'io nol fe' tra ' vivi, qui tra ' morti».

Ascoltando chinai in giù la faccia;                              73
e un di lor, non questi che parlava,
si torse sotto il peso che li 'mpaccia,

e videmi e conobbemi e chiamava,                            76
tenendo li occhi con fatica fisi
a me che tutto chin con loro andava.

«Oh!», diss' io lui, «non se' tu Oderisi,                      79
l'onor d'Agobbio e l'onor di quell' arte
ch'alluminar chiamata è in Parisi?».

«Frate», diss' elli, «più ridon le carte                       82
che pennelleggia Franco Bolognese;
l'onore è tutto or suo, e mio in parte.

Ben non sare' io stato sì cortese                                85    
mentre ch'io vissi, per lo gran disio
de l'eccellenza ove mio core intese.

Di tal superbia qui si paga il fio;                                 88
e ancor non sarei qui, se non fosse
che, possendo peccar, mi volsi a Dio.

Oh vana gloria de l'umane posse!                             91
com' poco verde in su la cima dura,
se non è giunta da l'etati grosse!

Credette Cimabue ne la pittura                                  94
tener lo campo, e ora ha Giotto il grido,
sì che la fama di colui è scura.

Così ha tolto l'uno a l'altro Guido                              97
la gloria de la lingua; e forse è nato
chi l'uno e l'altro caccerà del nido.

Non è il mondan romore altro ch'un fiato               100
di vento, ch'or vien quinci e or vien quindi,
e muta nome perché muta lato.

Che voce avrai tu più, se vecchia scindi                   103
da te la carne, che se fossi morto
anzi che tu lasciassi il `pappo' e 'l `dindi',

pria che passin mill' anni? ch'è più corto                 106
spazio a l'etterno, ch'un muover di ciglia
al cerchio che più tardi in cielo è torto.
                                                                                        

Colui che del cammin sì poco piglia                          109
dinanzi a me, Toscana sonò tutta;
e ora a pena in Siena sen pispiglia,

ond' era sire quando fu distrutta                                112
la rabbia fiorentina, che superba
fu a quel tempo sì com' ora è putta.

La vostra nominanza è color d'erba,                         115
che viene e va, e quei la discolora
per cui ella esce de la terra acerba».

E io a lui: «Tuo vero dir m'incora                               118
bona umiltà, e gran tumor m'appiani;
ma chi è quei di cui tu parlavi ora?».

«Quelli è», rispuose, «Provenzan Salvani;                121
ed è qui perché fu presuntüoso
a recar Siena tutta a le sue mani.

Ito è così e va, sanza riposo,                                        124
poi che morì; cotal moneta rende
a sodisfar chi è di là troppo oso».

E io: «Se quello spirito ch'attende,                            127
pria che si penta, l'orlo de la vita,
qua giù dimora e qua sù non ascende,

se buona orazïon lui non aita,                                     130
prima che passi tempo quanto visse,
come fu la venuta lui largita?».

«Quando vivea più glorïoso», disse,                           133
«liberamente nel Campo di Siena,
ogne vergogna diposta, s'affisse;

e lì, per trar l'amico suo di pena,                               136
ch'e' sostenea ne la prigion di Carlo,
si condusse a tremar per ogne vena.

Più non dirò, e scuro so che parlo;                            139
ma poco tempo andrà, che ' tuoi vicini
faranno sì che tu potrai chiosarlo.

Quest' opera li tolse quei confini».                            142






'DANTE VIVO'- LA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI (Testo, lectura, musica, immagini dei manoscritti):

Inferno I, Inferno II, Inferno III, Inferno IV, Inferno V, Inferno VI, Inferno VII, Inferno VIII, Inferno IX, Inferno X, Inferno XI, Inferno XII, Inferno XIII, Inferno XIV, Inferno XV, Inferno XVI, Inferno XVII, Inferno XVIII, Inferno XIX, Inferno XX, Inferno XXI, Inferno XXII, Inferno XXIII, Inferno XXIV, Inferno XXV, Inferno XXVI, Inferno XXVIIInferno XXVIII, Inferno XXIX, Inferno XXX, Inferno XXXI, Inferno XXXII, Inferno XXXIII, Inferno XXXIV 

Purgatorio I, Purgatorio II, Purgatorio III, Purgatorio IV, Purgatorio V, Purgatorio VI, Purgatorio VII, Purgatorio VIII, Purgatorio IX, Purgatorio X, Purgatorio XI, Purgatorio XII, Purgatorio XIII, Purgatorio XIV, Purgatorio XV, Purgatorio XVI, Purgatorio XVII, Purgatorio XVIII, Purgatorio XIX, Purgatorio XX, Purgatorio XXI, Purgatorio XXII, Purgatorio XXIII, Purgatorio XXIV, Purgatorio XXV, Purgatorio XXVI, Purgatorio XXVII, Purgatorio XXVIII, Purgatorio XXIX, Purgatorio XXX, Purgatorio XXXI, Purgatorio XXXII, Purgatorio XXXIII

Paradiso
I, Paradiso II, Paradiso III, Paradiso IV, Paradiso V, Paradiso VI, Paradiso VII, Paradiso VIII, Paradiso IX, Paradiso X, Paradiso XI, Paradiso XII, Paradiso XIII, Paradiso XIV, Paradiso XV, Paradiso XVI, Paradiso XVII, Paradiso XVIII, Paradiso XIX, Paradiso XX, Paradiso XXI, Paradiso XXII, Paradiso XXIII, Paradiso XXIV, Paradiso XXV, Paradiso XXVI, Paradiso XXVII, Paradiso XXVIII, Paradiso XXIX, Paradiso XXX, Paradiso XXXI, Paradiso XXXII, Paradiso XXXIII

'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice