'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice

Call up/Cliccare su Paradiso XIX.mp3 Reader/Lettore, Carlo Poli
Call up/Cliccare su Paradiso19.mp3 Lettore, Carlo D'Angelo



DANTE ALIGHIERI

COMMEDIA. PARADISO XIX



Londra, British Library, Yates Thompson 36, fol. 162


area dinanzi a me con l'ali aperte                  1
la bella image che nel dolce frui
liete facevan l'anime conserte;

   parea ciascuna rubinetto in cui                            4
raggio di sole ardesse sì acceso,
che ne' miei occhi rifrangesse lui.

   E quel che mi convien ritrar testeso,                   7
non portò voce mai, né scrisse incostro,
né fu per fantasia già mai compreso;

   ch'io vidi e anche udi' parlar lo rostro,              10
e sonar ne la voce e «io» e «mio»,
quand' era nel concetto e `noi' e `nostro'.

   E cominciò: «Per esser giusto e pio                     13
son io qui essaltato a quella gloria
che non si lascia vincere a disio;

   e in terra lasciai la mia memoria                          16
sì fatta, che le genti lì malvage
commendan lei, ma non seguon la storia».

   Così un sol calor di molte brage                            19
si fa sentir, come di molti amori
usciva solo un suon di quella image.

   Ond' io appresso: «O perpetüi fiori                     22
de l'etterna letizia, che pur uno
parer mi fate tutti vostri odori,

   solvetemi, spirando, il gran digiuno                    25
che lungamente m'ha tenuto in fame,
non trovandoli in terra cibo alcuno.

   Ben so io che, se 'n cielo altro reame                   28
la divina giustizia fa suo specchio,
che 'l vostro non l'apprende con velame.

   Sapete come attento io m'apparecchio               31 
ad ascoltar; sapete qual è quello
dubbio che m'è digiun cotanto vecchio».
                                                                                   

   Quasi falcone ch'esce del cappello,                      34
move la testa e con l'ali si plaude,
voglia mostrando e faccendosi bello,

   vid' io farsi quel segno, che di laude                    37
de la divina grazia era contesto,
con canti quai si sa chi là sù gaude.

   Poi cominciò: «Colui che volse il sesto               40
a lo stremo del mondo, e dentro ad esso
distinse tanto occulto e manifesto,

   non poté suo valor sì fare impresso                    43
in tutto l'universo, che 'l suo verbo
non rimanesse in infinito eccesso.

   E ciò fa certo che 'l primo superbo,                     46
che fu la somma d'ogne creatura,
per non aspettar lume, cadde acerbo;

   e quinci appar ch'ogne minor natura                  49
è corto recettacolo a quel bene
che non ha fine e sé con sé misura.

   Dunque vostra veduta, che convene                    52
esser alcun de' raggi de la mente
di che tutte le cose son ripiene,

   non pò da sua natura esser possente                  55
tanto, che suo principio discerna
molto di là da quel che l'è parvente.

   Però ne la giustizia sempiterna                            58
la vista che riceve il vostro mondo,
com' occhio per lo mare, entro s'interna;

   che, ben che da la proda veggia il fondo,           61
in pelago nol vede; e nondimeno
èli, ma cela lui l'esser profondo.

   Lume non è, se non vien dal sereno                    64
che non si turba mai; anzi è tenèbra
od ombra de la carne o suo veleno.

   Assai t'è mo aperta la latebra                                67
che t'ascondeva la giustizia viva,
di che facei question cotanto crebra;

   ché tu dicevi: ``Un uom nasce a la riva               70
de l'Indo, e quivi non è chi ragioni
di Cristo né chi legga né chi scriva;

   e tutti suoi voleri e atti buoni                                73
sono, quanto ragione umana vede,
sanza peccato in vita o in sermoni.

   Muore non battezzato e sanza fede:                   76
ov' è questa giustizia che 'l condanna?
ov' è la colpa sua, se ei non crede?".

   Or tu chi se', che vuo' sedere a scranna,            79
per giudicar di lungi mille miglia
con la veduta corta d'una spanna?

   Certo a colui che meco s'assottiglia,                   82
se la Scrittura sovra voi non fosse,
da dubitar sarebbe a maraviglia.

   Oh terreni animali! oh menti grosse!                  85
La prima volontà, ch'è da sé buona,
da sé, ch'è sommo ben, mai non si mosse.

   Cotanto è giusto quanto a lei consuona:            88
nullo creato bene a sé la tira,
ma essa, radïando, lui cagiona».

   Quale sovresso il nido si rigira                              91
poi c'ha pasciuti la cicogna i figli,
e come quel ch'è pasto la rimira;

   cotal si fece, e sì leväi i cigli,                                  94
la benedetta imagine, che l'ali
movea sospinte da tanti consigli.

   Roteando cantava, e dicea: «Quali                       97
son le mie note a te, che non le 'ntendi,
tal è il giudicio etterno a voi mortali».

   Poi si quetaro quei lucenti incendi                      100
de lo Spirito Santo ancor nel segno
che fé i Romani al mondo reverendi,

   esso ricominciò: «A questo regno                        103
non salì mai chi non credette 'n Cristo,
né pria né poi ch'el si chiavasse al legno.

  Ma vedi: molti gridan ``Cristo, Cristo!",               106
che saranno in giudicio assai men prope
a lui, che tal che non conosce Cristo;

   e tai Cristian dannerà l'Etïòpe,                             109
quando si partiranno i due collegi,
l'uno in etterno ricco e l'altro inòpe.

   Che poran dir li Perse a' vostri regi,                    112
come vedranno quel volume aperto
nel qual si scrivon tutti suoi dispregi?

   Lì si vedrà, tra l'opere d'Alberto,                          115
quella che tosto moverà la penna,
per che 'l regno di Praga fia diserto.

   Lì si vedrà il duol che sovra Senna                       118
induce, falseggiando la moneta,
quel che morrà di colpo di cotenna.

   Lì si vedrà la superbia ch'asseta,                          121
che fa lo Scotto e l'Inghilese folle,
sì che non può soffrir dentro a sua meta.

   Vedrassi la lussuria e 'l viver molle                     124
di quel di Spagna e di quel di Boemme,
che mai valor non conobbe né volle.

   Vedrassi al Ciotto di Ierusalemme                       127
segnata con un i la sua bontate,
quando 'l contrario segnerà un emme.

   Vedrassi l'avarizia e la viltate                                130
di quei che guarda l'isola del foco,
ove Anchise finì la lunga etate;

   e a dare ad intender quanto è poco,                    133
la sua scrittura fian lettere mozze,
che noteranno molto in parvo loco.

   E parranno a ciascun l'opere sozze                      136
del barba e del fratel, che tanto egregia
nazione e due corone han fatte bozze.

   E quel di Portogallo e di Norvegia                       139
lì si conosceranno, e quel di Rascia
che male ha visto il conio di Vinegia.

   Oh beata Ungheria, se non si lascia                     142
più malmenare! e beata Navarra,
se s'armasse del monte che la fascia!

   E creder de' ciascun che già, per arra                 145
di questo, Niccosïa e Famagosta
per la lor bestia si lamenti e garra,

   che dal fianco de l'altre non si scosta».               148





Londra, British Library, Yates Thompson 36, fol. 163


'DANTE VIVO'- LA COMMEDIA DI DANTE ALIGHIERI (Testo, lectura, musica, immagini dei manoscritti):

Inferno I, Inferno II, Inferno III, Inferno IV, Inferno V, Inferno VI, Inferno VII, Inferno VIII, Inferno IX, Inferno X, Inferno XI, Inferno XII, Inferno XIII, Inferno XIV, Inferno XV, Inferno XVI, Inferno XVII, Inferno XVIII, Inferno XIX, Inferno XX, Inferno XXI, Inferno XXII, Inferno XXIII, Inferno XXIV, Inferno XXV, Inferno XXVI, Inferno XXVIIInferno XXVIII, Inferno XXIX, Inferno XXX, Inferno XXXI, Inferno XXXII, Inferno XXXIII, Inferno XXXIV 

Purgatorio I, Purgatorio II, Purgatorio III, Purgatorio IV, Purgatorio V, Purgatorio VI, Purgatorio VII, Purgatorio VIII, Purgatorio IX, Purgatorio X, Purgatorio XI, Purgatorio XII, Purgatorio XIII, Purgatorio XIV, Purgatorio XV, Purgatorio XVI, Purgatorio XVII, Purgatorio XVIII, Purgatorio XIX, Purgatorio XX, Purgatorio XXI, Purgatorio XXII, Purgatorio XXIII, Purgatorio XXIV, Purgatorio XXV, Purgatorio XXVI, Purgatorio XXVII, Purgatorio XXVIII, Purgatorio XXIX, Purgatorio XXX, Purgatorio XXXI, Purgatorio XXXII, Purgatorio XXXIII

Paradiso
I, Paradiso II, Paradiso III, Paradiso IV, Paradiso V, Paradiso VI, Paradiso VII, Paradiso VIII, Paradiso IX, Paradiso X, Paradiso XI, Paradiso XII, Paradiso XIII, Paradiso XIV, Paradiso XV, Paradiso XVI, Paradiso XVII, Paradiso XVIII, Paradiso XIX, Paradiso XX, Paradiso XXI, Paradiso XXII, Paradiso XXIII, Paradiso XXIV, Paradiso XXV, Paradiso XXVI, Paradiso XXVII, Paradiso XXVIII, Paradiso XXIX, Paradiso XXX, Paradiso XXXI, Paradiso XXXII, Paradiso XXXIII

'Dante vivo', 1997-2016 © Julia Bolton Holloway, Carlo Poli, Società Dantesca Italiana, Federico Bardazzi, Ensemble San Felice